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Pranzo di Natale con i poveri, doppio appuntamento con la comunità di Sant’Egidio

Tavole imbandite nell’auditorium della parrocchia di Sant’Anna in via fratelli Cervi e alla chiesa di Sant’Alessandro in centro storico

Si avvicina il Natale e, come ogni anno, fervono i preparativi per il tradizionale Pranzo di Natale con i poveri della Comunità di Sant’Egidio che verrà realizzato in contemporanea sia nell’auditorium della parrocchia di Sant’Anna in via fratelli Cervi sia alla chiesa di Sant’Alessandro in centro storico mentre giorni immediatamente precedenti e successivi successivi al Natale la Comunità tornerà a visitare gli anziani in istituto e gli amici in carcere portando doni ed un po’ di allegria.

Non mancherà un momento di festa dedicato ai bambini della Scuola della Pace ed alle loro famiglie che si ritroveranno mercoledì (23 dicembre) al Centro per le famiglie a San Concordio. Un appuntamento atteso da tanti, in un tempo difficile caratterizzato dalle tante difficoltà e dalla solitudine, è grande il desiderio fare festa insieme. E il Natale è proprio questo: la festa delle feste come lo definiva San Francesco.

Ci sarà posto per tutti alla tavola del Natale di Sant’Egidio: ci saranno i senza fissa dimora che abitualmente si rivolgono alle mense cittadine, i bambini che frequentano la Scuola della Pace della Comunità con le loro famiglie, gli studenti della nostra Scuola di lingua e cultura italiana, alcuni anziani accompagnati negli anni dalla nostra amicizia, ma anche alcune famiglie che trovano sostegno con la distribuzione dei pacchi alimentari di Sant’Egidio. Con loro i tanti che, come ogni anno, nello spirito della nostra comunità, intendono vivere il Natale uscendo dalle loro case e abbandonando le proprie abitudini per spendere tempo ed energie per chi è più in difficoltà, per rendere davvero solidale e accogliente la nostra città nel momento più atteso dell’anno.

“Il pranzo di Natale, vissuto con questo spirito – dice la Comunità di Sant’Egidio – vuole essere anche un’invocazione di pace. Di fronte al ritorno della guerra nel nostro panorama comune, alla situazione drammatica in tanti luoghi dimenticati nel mondo, sedersi alla stessa tavola, con lingue, storie e tradizioni diverse, sentirsi parte dell’unica famiglia umana” è già dare una risposta concreta ai conflitti, perché ognuno è chiamato ad essere “costruttore di pace”. Il pranzo di Natale vuole essere una risposta concreta, nello spirito più autentico del Vangelo, alle incertezze, alle divisioni, alle paure del nostro tempo, una testimonianza gioiosa di come si può essere solidali tra persone con storie e tradizioni diverse, che desiderano abitare l’uno accanto all’altro e non l’uno contro l’altro”.

“Tutti attendono qualcosa di bello dal Natale – conclude la nota – soprattutto i bambini che hanno vissuto lunghi mesi di limitazioni e incertezze, come gli anziani, che più di ogni altro attendono una visita, il calore di una famiglia, la certezza di valere per qualcuno”.