Logo

Cerimonia al crepuscolo con l’accensione delle luci. Da domani (24 dicembre) l’infrastruttura sarà transitabile per tutti i veicoli

L’accensione delle suggestive e scenografiche luci a led delle grandi arcate del nuovo ponte sul fiume Serchio, a Lucca, ha sancito l’inaugurazione ufficiale della grande opera infrastrutturale realizzata dalla Provincia di Lucca. Opera viaria che sarà aperta al transito dalle 9 di domani (24 dicembre).

Il ponte è destinato a rivoluzionare in parte il traffico delle zone nord/nord-est della città alleggerendo i volumi di transito sul vecchio ponte di Monte S. Quirico, e di conseguenza, su Borgo Giannotti. Rappresenterà un possibilità di collegamento efficiente con l’Oltreserchio.

La nuova infrastruttura mostrerà al massimo i suoi effetti positivi quando sarà aperto il nuovo asse suburbano (ora in corso di realizzazione) verso l’ospedale S. Luca, l’opera infatti è parte integrante del sistema infrastrutturale della Piana di Lucca, secondo le previsioni degli strumenti urbanistici degli enti locali.

Il valore economico complessivo dell’opera è di 27 milioni di euro, dei quali 4,1 milioni sono statti stanziati dalla Regione Toscana con fondi propri; 18,1 milioni circa dal Ministero delle Infrastrutture tramite il Fondo Sviluppo e Coesione (assegnati in virtù di un Accordo di programma tra Regione Toscana e Provincia di Lucca) ed infine 4,7 milioni di risorse proprie della Provincia di Lucca.

La mattina di domani (24 dicembre) verranno tolte le transenne dalle rampe di accesso e il ponte sarà finalmente percorribile, sia nella parte centrale destinata ai veicoli, sia nelle piste ciclabili laterali, separate dalla carreggiata.

Per la cerimonia inaugurale – svoltasi alla presenza della massima autorità locali e regionali, civili, militari e religiose – è stata scelta l’ora del crepuscolo per rendere ancor più evocativo il momento in cui, con il primo imbrunire, si sono illuminate le luci del ponte.

Al taglio del nastro, tra molti altri, erano presenti Marcello Pierucci, presidente della Provincia di Lucca, il governatore della Regione Toscana, Eugenio Giani, il sindaco di Lucca, Mario Pardini, il vescovo, monsignor Paolo Giulietti, i consiglieri regionali eletti sul territorio, nonché gli ex presidenti di Provincia che, nel corso dei loro mandati amministrativi hanno avuto un ruolo importante nell’iter del nuovo ponte come Stefano Baccelli e Luca Menesini, attuale consigliere provinciale.

Ponte sul Serchio

Per la parte tecnica il Rup dell’intervento infrastrutturale, architetta Francesca Lazzari, il dirigente del Servizio viabilità dell’ente di Palazzo Ducale, ingegner Pierluigi Saletti, e i rappresentanti di Fincantieri Infrastructure Spa e delle ditte che hanno lavorato alla costruzione dell’opera.

La cerimonia inaugurale è cominciata sulle note del Nessun Dorma, la celebre romanza pucciniana da Turandot interpretata dagli studenti del Conservatorio Boccherini di Lucca.

A seguire gli interventi istituzionali, mentre sui grandi schermi veniva proiettato il video che racconta la storia del ponte e le fasi salienti della sua costruzione.

Dopo la benedizione dell’opera da parte del vescovo Giulietti, sono state accese le luci delle tre arcate del ponte a cui è seguita l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte dei musicisti del Boccherini e il successivo passaggio di circa una trentina di Vespe del Vespa club Lucca.

ponte sul Serchio
ponte sul serchio

I commenti

“Oggi inauguriamo un’opera – commenta il presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci – che il nostro territorio ha atteso a lungo e che rappresenta molto più di una semplice infrastruttura. Questo ponte nasce per risolvere problemi concreti di mobilità che per anni hanno pesato sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie e imprese, ma al tempo stesso è un segno tangibile di visione, di impegno e di futuro”.

“Per troppo tempo – prosegue Pierucci – questo attraversamento è mancato, creando disagi, traffico e divisioni. Con la sua apertura diamo finalmente una risposta a un’esigenza reale e sentita, alleggerendo i punti più critici della viabilità e rendendo più sicuri e fluidi gli spostamenti. È una scelta che migliora la qualità della vita e restituisce tempo e serenità alle persone“.

“Ma un ponte non è soltanto una strada che unisce due sponde di un fiume. Un ponte – spiega il presidente provinciale – è anche un simbolo. È ciò che mette in relazione le comunità, avvicina le persone, crea legami. Collega non solo luoghi, ma anche storie, idee, valori e opportunità. Questo ponte unisce territori che dialogano, che crescono insieme e che condividono una visione comune di sviluppo e di coesione.

“Quest’opera – continua il primo rappresentante della Provincia di Lucca – è il risultato di un lavoro corale e della collaborazione tra istituzioni diverse, che hanno saputo mettere da parte le differenze per perseguire un obiettivo più grande: il bene della collettività. È la dimostrazione che, quando si lavora insieme con responsabilità e senso del futuro, si possono realizzare interventi capaci di lasciare un segno positivo e duraturo”.

“Oggi – conclude Pierucci – consegniamo alla comunità non solo un’infrastruttura moderna ed efficiente, ma un simbolo di connessione, di fiducia e di progresso. Un ponte che guarda avanti e che sarà, per molti anni, parte integrante della vita quotidiana e dell’identità del nostro territorio“.

Ponte sul Serchio

“Il nuovo ponte sul Serchio – dichiara il presidente della Regione Toscana, Eugenio Gianiè un’infrastruttura attesa da anni che finalmente diventa realtà per tutti i cittadini che d’ora in poi potranno utilizzarlo, con un netto miglioramento della viabilità locale e quindi della qualità della vita di chi ogni giorno si muove per esigenze di studio o di lavoro. Quest’opera collegherà meglio la città, renderà più sicuri gli spostamenti e darà nuova vita a tutta l’area, grazie anche alle piste ciclopedonali ad essa collegate. La Regione ha sostenuto economicamente buona parte del progetto, collaborando strettamente con gli enti locali, mossa dalla consapevolezza che la Toscana cresce anche grazie a questo tipo di opere, infrastrutture che fanno la differenza perché uniscono territori, comunità e futuro”.

“L’inaugurazione del nuovo ponte sul Serchio – dice sindaco di Lucca, Mario Pardini – rappresenta un momento storico per Lucca. Un’infrastruttura attesa da decenni, che finalmente diventa realtà. Grazie al lavoro sinergico tra la Provincia e Comune di Lucca – che ha realizzato la nuova rotonda di via Salicchi e sta concludendo i lavori per l’Asse suburbano – quest’opera andrà a rivoluzionare in positivo la mobilità della zona nord-est della città, riducendo il traffico e restituendo efficienza al nostro sistema viario. La buona amministrazione è infatti lavoro di squadra e superamento delle distanze fra schieramenti politici nell’interesse di tutti i cittadini“.

Pardini Ponte Serchio

“Nel 2015 – afferma Luca Menesini, ex presidente della Provincia (2015- 2024) e attualmente consigliere provinciale – ho iniziato il mandato da presidente della Provincia con la progettazione definitiva avviata. Ho terminato nel 2024 con i lavori in corso già a un buon stadio di avanzamento. Nove anni in cui sono successe tante cose, ci sono state tante sfide, come il reperire i finanziamenti, aspetto non così banale per l’entità della somma, ma anche il grande impegno della Regione Toscana prima con il presidente Rossi, poi con il presidente Giani, l’accordo di programma con la Regione stessa, i fondi che abbiamo messo come Provincia, tutta la questione degli espropri e l’accordo con il Comune di Lucca su questo, ma soprattutto l’annullamento della prima gara, con le polemiche che ne conseguirono. È proprio il grande coraggio di quel momento che fa sì che oggi si possa inaugurare questo ponte, cosa che altrimenti non sarebbe stata possibile”.

“Ed elemento di orgoglio è il fatto che la Provincia – ente che veniva considerato alla fine della sua funzione – realizzi l’opera più importante per il territorio dal Dopoguerra ad oggi, destinata ad esserlo anche nei decenni futuri. Voglio ringraziare – specifica Menesini – chi ci ha creduto e ha reso possibile questo traguardo: in primo luogo i dipendenti della Provincia che, con la loro grande professionalità, hanno lavorato sul progetto, facendo sì che diventasse realtà, dando vita a un’infrastruttura che cambia il territorio, migliora la qualità della vita, migliora i flussi di traffico e cambia il modo di spostarsi per tutta la provincia di Lucca.
“Ma siamo di fronte a un’opera – evidenzia l’ex presidente provinciale – che ha anche un impatto visivo importante. Non è un ponte banale, non è un ponte normale, ma è una vera e propria opera d’arte e anche questo è un risvolto positivo non secondario che contamina e contribuisce a migliorare il nostro territorio”.

“Ma è anche un ponte – chiude Menesini – che si realizza con tre presidenti di Provincia che si succedono, aspetto, questo, che dà il senso della continuità, spersonalizza l’opera e dà il senso di un’amministrazione che va avanti in un’ottica che mette al centro il territorio e la qualità della vita di tutti i cittadini“.

“Marguerite Yourcenar, in Memorie di Adriano, uno dei miei libri preferiti – dichiara Stefano Baccelli, ex assessore regionale ed ex presidente della Provincia – fa dire all’Imperatore Mi sentii responsabile della bellezza del mondo, intendendo come bellezza non solo quella estetica, ma anche la bellezza dello spirito e la qualità della vita dei suoi concittadini. Fatte le debite proporzioni, quando 16 anni fa mi immaginai non solo la necessità, ma anche l’opportunità di realizzare un ponte sul Serchio, mi sono assunto la responsabilità di trovare una soluzione progettuale per aggiungere bellezza alla splendida città di Lucca”.

“Non era facile – aggiunge Baccelli -, e per me era una sfida diversa da quelle realizzate sino a quel momento. Una cosa, infatti, era stato riqualificare il vecchio e oramai in disuso chiostro di Sant’Agostino in pieno centro storico, destinandolo a quello che è divenuto uno dei più bei licei musicali di questo Paese, o restituire Villa Argentina alla sua straordinaria originaria bellezza. Occorreva realizzare ex novo un’infrastruttura per la mobilità e la sicurezza idrogeologica del territorio, ma dovevamo anche predisporre un progetto e un’opera che aggiungesse bellezza contemporanea alla medievale bellezza di Lucca e che, quindi, si differenziasse e si qualificasse come qualcosa di innovativo”.

“Nel corso di questi anni, nei vari ruoli istituzionali che ho ricoperto, da presidente della Provincia a consigliere regionale, e poi come assessore regionale, dopo la scelta del progetto più idoneo, mi sono impegnato nella ricerca dei finanziamenti e nei rapporti con gli altri enti, gli uffici e le imprese. Ma, oltre a questo, avevo sempre con me anche una forma d’ansia, di preoccupazione: volevo fortemente che questo ponte diventasse davvero bello come lo avevo immaginato“.

Il risultato, oggi, mi rende orgoglioso, perché è addirittura più bello di quanto sperassi, con questi viadotti di adduzione che lo rendono un’opera da una parte più snella e dall’altra più imponente. E allora – conclude l’ex assessore regionale – credo che nei prossimi anni Lucca continuerà ad essere ricordata e invidiata per la bellezza delle Mura, dei suoi vicoli, delle sue chiese, per le opere del Nottolini, ma a tutto questo, adesso, sono certo si aggiungerà anche la bellezza di questo nuovo contemporaneo ponte sul fiume Serchio”.

Baccelli Ponte Serchio

L’opera

Il cantiere è stato aperto il 5 aprile del 2023. Da allora Fincantieri e una serie di ditte subappaltatrici hanno lavorato per realizzare un’opera complessa, multiforme, moderna. Il ponte è destinato a rivoluzionare in parte il traffico delle zone nord, nord-est della città alleggerendo i volumi di transito sul vecchio ponte di Monte San Quirico e, di conseguenza, su Borgo Giannotti per la possibilità che offre di un collegamento efficiente con l’Oltreserchio, così come si attende una diminuzione dei volumi di traffico su una parte della circonvallazione.

Ma è soprattutto con l’apertura del nuovo asse suburbano (ora in corso di realizzazione da parte del Comune di Lucca), verso l’ospedale San Luca, che si vedranno i maggiori benefici della nuova infrastruttura che si collegherà alla strada dalla rotonda sulla Ss12 innestandosi su via Dianda.

L’opera, infatti, è parte integrante del sistema infrastrutturale della Piana di Lucca secondo quelle che sono le previsioni degli strumenti urbanistici degli enti locali. Inoltre, l’altro aspetto importante da sottolineare è quello che riguarda la sicurezza idrogeologica e quella dei cittadini, trattandosi di una nuova via di fuga in caso di calamità.

Il quadro economico complessivo dell’opera è di 27 milioni di euro: 4,1 milioni dalla Regione Toscana con fondi propri di bilancio; 18,1 milioni circa dal Ministero delle Infrastrutture a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione destinato ad interventi infrastrutturali della Regione Toscana e che la stessa li ha destinati alla Provincia di Lucca mediante la sottoscrizione di uno specifico Accordo di Programma; e infine 4,7 milioni di risorse proprie della Provincia di Lucca.

Domattina (24 dicembre) saranno tolte le transenne sulle rampe di accesso e il ponte sarà percorribile da tutti i veicoli in entrambi i sensi di marcia.

Ponte sul Serchio

Il progetto

Il progetto dell’opera, sulla base del quale è stato realizzato il nuovo ponte, porta la firma di un raggruppamento tecnico formato da professionisti lucchesi e spezzini.

Ad aggiudicarsi la gara internazionale indetta dalla Provincia nel 2014, infatti, è stata la Itec Engineering srl, di cui è amministratore delegato l’ingegner Roberto Vallarino (di Sarzana, in provincia di La Spezia) capogruppo mandataria di un pool costituito dagli architetti di Lucca Luciano Lucchesi, Loris Mencacci e dal geologo Vincenzo Buchignani.

Alla scrematura finale della Commissione d’esame della gara erano arrivate le proposte progettuali di 8 studi professionali.

La struttura del ponte, nel suo disegno complessivo, è realizzata in archi asimmetrici, diversi per raggio e formazione che propongono un susseguirsi di linee ondeggianti senza soluzione di continuità. Il ponte ha una luce complessiva di 263 metri, realizzato su tre campate, rispettivamente di 80, 103, 80 metri con disposizione delle stesse tale da mantenere la luce libera tra gli argini principali e le pile. A queste ultime è stata data una forma cilindrica che, in ragione della loro inclinazione rispetto alla corrente, garantisce il minor ostacolo al regolare deflusso dell’acqua.

Lo schema strutturale prescelto deriva da una rivisitazione del sistema ad arco in chiave moderna, ed è costituito da una trave langer nella campata centrale che si sviluppa in un sistema ad arco-telaio nelle campate di estremità. Gli archi della campata centrale risultano perfettamente simmetrici, mentre quelli delle campate laterali presentano in prospetto un’asimmetria verso il fiume, tale da far percepire le tre strutture come l’inviluppo di un arco sotteso sulla luce complessiva. Tale accorgimento, insieme alla variazione di angolo di inclinazione sulla verticale dei telai ha consentito di inserire nell’impalcato la sinuosità del tracciato stradale.

La larghezza della carreggiata è di 7,50 metri lineari, ossia 3,75 metri, per ogni corsia di marcia. L’altezza della struttura, con la sommità degli archi bianchi, arriva a toccare i 30 metri dal piano viario.

Il collegamento stradale è completato da una tratta di viadotto per l’attraversamento della golena sinistra e di rilevato di collegamento alla via per Camaiore (sp numero 1 Francigena) in sponda destra. Per il necessario raccordo con la viabilità esistente sono state realizzate due grandi rotatorie di svincolo: una lato via per Camaiore (Sp numero 1 Francigena) e l’altra sulla SS 12 del Brennero all’altezza di via Dianda.

Nell’ambito dei numerosi atti amministrativi, tecnici, contabili e dei vari passaggi che hanno portato all’apertura effettiva del cantiere del nuovo ponte c’è stato un momento di stallo che occorre ricordare e che, di fatto, ha congelato l’iter per quasi un anno.

Si tratta della decisione della Provincia, nel corso della presidenza di Luca Menesini, di non procedere all’aggiudicazione dell’appalto a seguito della prima gara indetta nel luglio 2021. Una gara per la quale erano pervenute tre offerte da altrettante ditte: Infratech scarl di Milano; Preve spa di Cuneo; Conpat Scarl di Roma. Proprio quest’ultima fu scelta come ditta tra quelle proposte.

Ma dopo l’indicazione iniziale, la Provincia, a seguito delle opportune verifiche di legge, decise di non procedere all’affidamento effettivo dei lavori, in virtù degli approfondimenti tecnici previsti dal codice degli appalti, durante i quali gli uffici tecnici di Palazzo Ducale riscontrarono il venir meno delle condizioni per procedere.

Una decisione a cui si era opposta la ditta in questione (Conpat Scarl) che aveva presentato ricorso al Tar. Ricorso poi respinto dal Tribunale amministrativo che si pronunciò a favore della Provincia di Lucca sia nel merito, sia nella richiesta del risarcimento danni da parte dell’impresa.

A seguito di questa decisione la Provincia (estate 2022) bandì una nuova gara di appalto vinta stavolta da Fincantieri Infrastructure.

La seconda gara di appalto, come la prima, adottava il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (Oepv), in sostanza chiedendo alle imprese interessate di presentare una proposta tecnica che puntasse, tra l’altro, a migliorare le caratteristiche e il pregio dell’opera pubblica.

L’impianto di illuminazione

La luci del nuovo ponte sul Serchio hanno un duplice scopo: pratico e scenografico. Da una parte quindi si garantisce una buona visibilità a coloro che lo attraversano e quindi contribuendo agli standard di sicurezza stradale, dall’altra le luci a Led hanno anche una funzione scenografica valorizzando le arcate dell’infrastruttura viaria sottolineandone le forme e la fisionomia in generale.

L’impianto di illuminazione ricopre tre macroaree del ponte: i percorsi ciclopedonali, le arcate della struttura e le rotatorie sulle rispettive intersezioni con la viabilità esistente. Nel caso della piste ciclabili le luci sono installate sulla ringhiera evitando soluzioni con segnapassi a illuminamento radente che non garantirebbe questo requisito. Sulle arcate sono stati installati proiettori Dmx (Digital multiplex) alla base delle strutture.

La tecnologia Led rgb consente di colorare il ponte a piacimento, scegliendo il colore anche in base a temi specifici, giornate di festa nazionale o iniziative particolari.

Il progetto è stato ideato dalle ditte Martinelli Impianti, Studio Techné e Zumtobel Group.

Il cantiere

Circa 700 metri di tracciato complessivo, 4 campate, 3 arcate, 2mila tonnellate di acciaio in lamiere e 4000 metri cubi di calcestruzzo utilizzati per la realizzazione dell’opera. Sono alcune cifre che danno il ‘senso costruttivo’ di questa infrastruttura viaria che unisce le due sponde del fiume Serchio.

Tra le tante tappe che hanno cadenzato la costruzione del ponte, si ricordano le varie opere di fondazione per i pali secanti sull’argine lato sponda sinistra adeguato per la realizzazione della grande rotatoria sulla Ss12. Pali che di fatto costituiscono gli elementi di contenimento che hanno permesso di realizzare la strada di accesso al ponte senza danneggiare l’argine sinistro del Serchio. Durante queste lavorazioni sono stati anche realizzati i cosiddetti pozzi spia che hanno la funzione di monitorare la qualità delle acque sotterranee.

La pista ciclopedonale

Il nuovo ponte sul Serchio, oltre che un’opera infrastrutturale per l’attraversamento del fiume da parte di veicoli leggeri e pesanti, è arricchito da una doppia pista ciclopedonale, quindi su entrambi i lati della struttura. Due percorsi ciclopedonali posti all’esterno del ponte, quindi separati rispetto alla viabilità veicolare, in modo da isolare maggiormente gli utenti dai rumori del traffico e realizzati con tanto di isole di sosta per godersi nuove ed inedite viste panoramiche del parco fluviale di Lucca.

I raccordi tra la via Alzaia e le nuove piste ciclo/pedonali del ponte, sono state disegnate facilitandone l’accesso sia in direzione nord che verso sud. I percorsi ciclabili raggiungono sia la nuova rotatoria realizzata sulla via per Camaiore, sia la pista ciclabile del parco fluviale sull’altra sponda, lato SS12 del Brennero.

Da segnalare, inoltre, che nell’ambito delle lavorazioni complessive della grande opera è stata prestata massima attenzione alle garanzie di sicurezza come nel caso delle acque sotterrane, ma anche all’aspetto archeologico seguito dalla dottoressa Elisabetta Abela, sia a quello ambientale e naturalistico curato dalla biologa Arianna Chines.

Per la realizzazione del nuovo ponte, infatti, è stata osservata grande cura per la tutela ambientale, per ridurre quindi l’impatto dell’opera sulle componenti flora, fauna e vegetazione, nonché per la salvaguardia degli habitat e la tutela della biodiversità.

L’intitolazione nell’estate 2026

L’intitolazione del ponte è prevista nell’estate del 2026 nel corso di un evento pubblico organizzato dalla Provincia di Lucca. Lo stesso ente di Palazzo Ducale ha lanciato lo scorso luglio, infatti, il contest Nomina che sta coinvolgendo circa 300 studenti e studentesse degli istituti superiori del comune di Lucca.

“Un ponte così importante – commenta il presidente della Provincia Pierucci – non è solo una infrastruttura per migliorare la viabilità di un territorio, ma ha anche un forte valore simbolico che rimarrà nel tempo. Per questo motivo abbiamo deciso di coinvolgere in prima battuta gli studenti del territorio e, in seconda battuta, tutta la comunità lucchese per la scelta del nome”.

La fase finale del contest sarà studiata dalla Provincia di Lucca in modo da consentire una modalità di voto online semplice ed intuitiva, che garantisca al tempo stesso l’unicità del voto e l’identità dei votanti.

Nel frattempo gli studenti, che da gennaio cominceranno a lavorare sulle proposte di intitolazione che dovranno essere argomentate e ragionate, e quindi sottoposte al comitato di indirizzo, da ottobre ad inizio dicembre, hanno partecipato a diversi incontri preparatori e illustrativi di Nomina. Lezioni che hanno spaziato dalla toponomastica all’architettura, dall’ingegneria dei ponti alla funzione viabilistica dell’infrastruttura, fino ai benefici dell’opera viaria, e alla sua utilità nell’ambito del contesto urbano.

I relatori che si sono avvicendati sono i seguenti: Ave Marchi, Gabriele Calabrese, Francesco Raspini, Riccardo Del Dotto, Gianni Parenti, Alessio Pisani, Francesca Lazzari, Pierluigi Saletti, Stefano Baccelli e Moreno Bruni.

Gli studenti e i docenti che hanno aderito a Nomina sono alunni delle seguenti scuole: Isi Machiavelli, Liceo scientifico Vallisneri, Liceo Passaglia, istituti Busdraghi-Nottolini-Carrara, istituto Pertini, polo tecnico scientifico Fermi-Giorgi e istituto Esedra.

Del comitato di indirizzo, a cui spetterà il compito di vagliare le proposte degli studenti e di scegliere le 3 migliori idee, fanno parte Donatella Buonriposi, Gabriele Calabrese, Riccardo Del Dotto;,Francesca Fazzi, Lorenzo Maffei, Ave Marchi, Emanuele Pellegrini, Andrea Salani ed Emanuele Vietina.