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Botti di capodanno, l’attivista Pera: “L’appello dell’amministrazione comunale è insufficiente”

Nicola Pera svela: “ho deciso di protocollare una proposta finalizzata alla tutela del benessere animale e dell’ambiente”

“Anche quest’anno, in occasione dei festeggiamenti per l’ultimo dell’anno, di fronte all’ennesima stagione di esplosioni e disagi, l’amministrazione comunale si è limitata a un semplice richiamo alla responsabilità civica e individuale. Un approccio che, come già avvenuto in passato, si è dimostrato insufficiente e inefficace“. Lo afferma l’attivista Nicola Pera, riferendosi ai botti di Capodanno.

“Il regolamento comunale – prosegue –vieta l’utilizzo dei botti di capodanno esclusivamente tra il 31 dicembre e il 1° gennaio.In assenza di un’ordinanza puntuale, il divieto resta di fatto inapplicato, mentre cittadini, animali eambiente continuano a subire conseguenze gravi e prevedibili“.

“Per questo – aggiunge -, con il senso di concretezza e responsabilità che il tema impone, ho deciso di protocollare formalmente presso gli uffici del comune una proposta articolata e motivata, finalizzata alla tutela dell’incolumità pubblica, della salute, del benessere animalee alla protezione dell’ambiente“.

“La richiesta – aggiunge l’attivista -, regolarmente protocollata e trasmessa al sindaco, al presidente del consiglio comunale, all’assessora all’ambiente e agli uffici competenti, prevede in particolare: l’adozione di un’ ordinanza sindacale chiara e inequivocabile, il divieto diutilizzo di botti e materiali pirotecnici su tutto il territorio comunale per l’intero arco dell’anno, l’introduzione di sanzioni certe e controlli effettivi e per gli eventi istituzionali, il ricorso esclusivo a fuochi a basso impatto ambientalee acustico, privilegiando soluzioni silenziose“.

“I dati sono noti – sottolinea – e documentati: centinaia di feriti ogni anno, anche tra i minori; migliaia di animali domestici e selvatici che muoiono o fuggono in preda al panico; picchi impressionanti di inquinamento atmosferico e acustico; gravi ripercussioni sulla salute delle persone più fragili, come anziani, bambini e soggetti con bisogni specifici legati alla salute mentale e neurologica”.

“Continuare ad affidarsi esclusivamente al senso civico individuale – evidenzia Pera – significa scegliere consapevolmente di non intervenire. Laprevenzione, quando i rischi sono noti, è un dovere politico e amministrativo“.

“La mia proposta – conclude – va esattamente in questa direzione: superare gli appelli generici e assumere decisioni concrete, coerenti con iprincipi di sicurezza, salute pubblica, inclusione e sostenibilità ambientale. Ora la responsabilità ènelle mani dell’amministrazione“.