L'anniversario
|Il Caffè Ninci di piazza Napoleone compie un secolo di vita
Tutto nacque con Frediano che partì da Genova con un cugino per andare a Campinas in Brasile e imparò l’arte della torrefazione
Un secolo di vita per Caffè Ninci di piazza Napoleone.

Un’attività che con un mix vincente di tradizione e modernità ha passato decenni di vita senza mai snaturarsi. Sapendo rimanere al passo con i cambiamenti che la porterà poi nel 1965 nella sede attuale al civico 2. Ci ha accolti nel suo locale Gabriele Ninci, classe 1984 che con sua sorella Silvia di quattro anni più giovane gestisce la storica attività. I due fratelli ne rappresentano la quarta generazione ininterrotta familiare.

Gabriele Ninci con garbo e cordialità ci ha raccontato dalle origini la storia di Caffè Ninci. “Ai primi del Novecento, il mio bisnonno Frediano Ninci partì da Genova con un cugino per andare a Campinas in Brasile. Lì imparò il mestiere. In seguito – prosegue – ha fatto per una seconda volta il cosiddetto viaggio della morte ed è ritornato a Lucca. Con sua moglie ha fatto scalo poi ancora in Brasile. Prima di ritornare con la famiglia e i figli tutti nati in Brasile a carico, un’ultima volta a Lucca”.

La svolta importante avvenne precisamente nel 1925. Nel centro storico in via Vittorio Emanuele II davanti al cinema Moderno, Frediano Ninci con un socio chiamato Lunardi aprì la storica omonima torrefazione bar drogheria. “Il mio bisnonno – dice con emozione il signor Gabriele – si avvalse dell’aiuto dei suoi figli. L’attuale Caffè Ninci esiste quindi a Lucca da ben cento anni. La cosa principale è sempre stata l’arte della torrefazione del caffè. Un mestiere che Frediano Ninci si ritrovò utile in Italia avendolo imparato in Brasile”.

Nel tempo poi lasciarono l’attività il socio Lunardi e le figlie dello stesso Frediano Ninci che si sposarono una dopo l’altra, andando per la loro strada. “Il bar dopo la gestione del mio bisnonno Frediano – racconta Gabriele Ninci – passò a mio nonno Gino e a un mio prozio Italo che era stato portato nei campi di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale. E fu proprio mio nonno Gino nel 1965 – rivela – a spostare in piazza Napoleone il bar. Prendendo il posto di una concessionaria dell’Alfa Romeo”.

In quegli anni esisteva una città diversa da quella attuale. “A quei tempi – mette in luce Gabriele Ninci – in questa zona del centro storico c’erano il tram, le pensiline dei pullman e le pompe di benzina vicino al liceo artistico. Senza dimenticare che in prossimità del fondo attuale di Caffè Ninci c’era anche l’antico Caffè Savoia. Un locale storico che a Lucca ha chiuso poco dopo che la mia famiglia si è trasferita qui”.
Negli anni Ottanta ci sono stati altri importanti cambiamenti nella gestione di Caffè Ninci. “Sono subentrati – rivela Gabriele Ninci – mio padre Paolo e suo fratello Antonio. Aiutati dalla mamma e dalle loro famiglie. Mio nonno nel frattempo è scomparso nel 1983. Io – aggiunge – sono qui dai tempi delle superiori. Venivo specialmente durante le vacanze a dare una mano. Dopo essermi laureato in telecomunicazioni nel 2010, nel 2014 sono subentrato nella gestione del bar con mia sorella Silvia. Nostro papà Paolo è rimasto in questi anni a darci un’importante supporto e aiuto”.
Un punto di forza di Caffè Ninci è, come detto, miscelare e tostare il caffè. Una passione diventata una punta di diamante dell’attività, tramandata di generazione in generazione. “Siamo – spiega Gabriele Ninci – torrefazione artigianale. Il caffè è prodotto da noi in capsule o cialde. Così come la nostra mitica torta di riso. Questo è il dolce che mia nonna fece per l’inaugurazione del locale in questo fondo nel 1965. Altro nostro prodotto, è un’ampia selezione di tè a foglia o sfuso, iniziata negli anni Novanta con mio zio. Adesso siamo arrivati ad avere circa una sessantina di tè e infusi diversi. Un risultato – dice con soddisfazione – che ci ha portati da una decina di anni a mettere anche l’e-commerce sul nostro sito. Spediamo direttamente in tutto il mondo i prodotti che magari i nostri clienti hanno anche già degustato o assaggiato nel bar a Lucca. Poi – aggiunge Gabriele Ninci – vendiamo anche altri prodotti particolare come un miele proveniente da una fattoria di Porcari di mio zio. O le tazzine che è un tipo di prodotto tutto collegato al mondo del tè. A Caffè Ninci si possono trovare poi anche piacevoli confezioni regalo di caffè o prodotti alimentari come particolari biscotti, cantuccini, brigidini, vino locale o vin santo”.
Gabriele Ninci ricorda anche alcuni episodi indimenticabili di personaggi famosi che si sono fermati a caffè Ninci. “Ricordo l’attrice Margherita Buy in piazza con l’attore e regista Luca Zingaretti durante le riprese di un suo film. Sotto il sole, recitava una bambina con un ombrellino. Mio padre faceva commenti su questa scena mentre Zingaretti beveva al nostro bar dei caffè. Ma – aggiunge – anche altri vip soprattutto del mondo Comics o Summer Festival. Dal chitarrista di Vasco, a Roberto Totaro con il quale è nata un’amicizia, a Carl Barks babbo di Paperino dell’universo Disneyland, a Zerocalcare che è andato avanti a spremute d’arance degustate al nostro bar finché al quinto giorno non le abbiamo terminate con suo rammarico. E ci ha fatto anche molto piacere anche la visita al bar con il sindaco Mario Pardini del noto cantante Elio di Elio e le storie tese”.
L’attuale proprietario di Caffè Ninci fa poi una riflessione importante sul lavoro di Caffè Ninci negli ultimi venticinque anni. “Dagli anni Duemila in poi tutto è cambiato. Prima in estate a Ferragosto si doveva decidere fra noi e i bar Pacini e Stella Polare chi poteva rimanere aperto. Dovevamo – ricordo – anche essere in almeno in tre persone dietro il bancone alle 10 quando c’erano in città più uffici e banche. Adesso il lucchese che vive il lavoro in città è sempre più raro. Il nostro lavoro negli ultimi anni è ormai più turistico”.
Gabriele Ninci evidenzia come sia aumentato il lavoro anche d’inverno. “Ci aiutano e fanno molta pubblicità anche gli eventi che sono proposti periodicamente in città. Tanti turisti ora vengono anche da città come Livorno, Massa, Empoli. E vengono o ritornano per l’appunto anche spesso in periodo invernale. Sarebbe – aggiunge Ninci – molto utile secondo il parere anche di altri commercianti di abbigliamento, tenere aperti i negozi non solo come orario fino alle 20. Ma anche più tardi come dal 21 al 23 dicembre. Questo specialmente nei fine settimana prima di Natale. Attirerebbe sicuramente più persone in città. Come – prosegue – i mercatini natalizi di piazza Napoleone sarebbe stato utile averli fino all’Epifania piuttosto che iniziare troppo in anticipo a novembre. Tante persone e turisti ci chiedono notizie e lo avrebbero apprezzato. Ritengo poi molto bella la pista su ghiaccio sulle Mura. Come infine è sempre positivo e ben accetto avere luci o più cose natalizie possibili in tutta la città nel periodo delle feste di Natale”.


