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Allarme Vespa Velutina a Lucca: segnalazioni in aumento tra centro e periferia

Gli esperti: “Nidi vuoti in inverno, ma le regine sono in agguato. Fondamentale continuare con monitoraggio e trappole”

Rimane alta la preoccupazione per la vespa velutina. Negli ultimi giorni, soprattutto nei gruppi Facebook locali, sono comparse diverse segnalazionidi nidi del calabrone asiatico individuati sia nel centro storico di Lucca sia nelle zone limitrofe.

La vespa velutina è nota per il suo comportamento aggressivo e collettivo: se disturbata, può attaccare in sciame, con conseguenze potenzialmente molto gravi, in casi estremi persino mortali. Ma il pericolo non riguarda solo l’uomo: questa specie è anche un predatore particolarmente aggressivo delle api, mettendo seriamente a rischio la biodiversità e il lavoro degli apicoltori.

vespa velutina

L’insetto è comparso in Europa nel 2004, probabilmente introdotta accidentalmente tramite merci provenienti dalla Cina. In Italia è presente dal 2012, entrata in Liguria dal confine francese e dal 2017 la specie si è stabilmente diffusa anche in Toscana, dove il numero di segnalazioni è in costante aumento.

La vespa velutina vive in colonie molto popolose, composte da una regina, pochi maschi e un grande numero di femmine sterili. Ogni colonia ha una durata annuale. In primavera, le regine sopravvissute all’inverno fondano un nuovo nido e iniziano a deporre le uova. Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno nascono maschi e nuove regine. Dopo l’accoppiamento, le giovani regine cercano un rifugio per l’inverno, mentre il resto della colonia è destinato a morire.

È importante sottolineare che durante l’inverno i nidi sono vuoti e non verranno riutilizzati nella primavera successiva. Tuttavia, questo non significa che il problema sia assente.

Le regine entrano in diapausa, uno stato di quiescenza fisiologica che consente a molti organismi di ridurre il metabolismo e sopravvivere a condizioni ambientali avverse, come il freddo o la scarsità di cibo. In questa fase possono nascondersi in luoghi riparati, come cataste di legna, intercapedini o altri ripari naturali e artificiali.

Per questo motivo, anche in inverno, le segnalazioni restano fondamentali: servono a monitorare la diffusione della specie e a pianificare gli interventi futuri.

La situazione locale viene monitorata dal gruppo Garfagnana Vespa Velutina, che è possibile contattare per segnalazioni: “La situazione in Toscana purtroppo sta peggiorando e riscontriamo sempre più segnalazioni di vespa velutina – dichiarano i volontari  -. Anche se è inverno e i nidi sono vuoti, è fondamentale continuare a monitorare, segnalare e soprattutto prevenire. Le regine sono sempre nei paraggi, e vanno catturate il prima possibile. Per poterlo fare basta posizionare le famose trappole come una bottiglia con birra chiara, che non è attrattiva per le api. È importante farlo in ogni periodo dell’anno: più trappole vengono posizionate, meno nidi ci saranno l’anno successivo. Inoltre, distruggere i nidi prima che producano le giovani regine è cruciale. Da un singolo nido possono nascere centinaia, se non migliaia, di nuove regine, pronte a fondare altre colonie in primavera”.

Dal 2017, la Toscana si è dotata di un Piano di gestione della Vespa velutina, coordinato dalla Regione in collaborazione con università e associazioni di apicoltori. Il piano prevede monitoraggio, distruzione dei nidi (in particolare quelli primari in primavera), tracciamento del volo, formazione e campagne informative. È attiva anche una rete di segnalazione, supportata da un sito dedicato – stopvelutina.it – attraverso il quale cittadini e apicoltori possono contribuire al controllo di questa specie invasiva.

La diffusione della vespa velutina non è un’emergenza da sottovalutare, la lotta a questa specie invasiva passa anche dall’attenzione quotidiana dei cittadini. E, come dimostrano le segnalazioni arrivate dalla città, la vigilanza non può fermarsi nemmeno d’inverno.