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“Il 2026 non sarà l’anno degli assi viari”: il comitato Altrestrade ricorre al Tar e prepara una raccolta fondi

Per sostenere le spese legali e ostacolare quello che considerano “un progetto inutile”

“Chi pensava che il 2026 sarebbe stato l’anno degli Assi viari dovrà attendere ancora”. Lo dice il Comitato Altrestrade di Lucca, che racconta come “con la repentina approvazione del progetto siamo stati costretti a ricorrere al Tar, per far sì che tutti i dubbi legati alla regolarità degli atti amministrativi vengano esaminati dal Tribunale competente e vengano adottati gli opportuni provvedimenti”.

La firma del Commissario, racconta il comitato, “è arrivata durante le Feste e senza che l’atto sia stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale o sul Burt. Non un comunicato né una nota ufficiale da parte delle istituzioni che ci avrebbero dovuto tutelare, in nome della tanto sbandierata ma ignorata ‘trasparenza’. Una mossa inqualificabile, che rivela il chiaro intento di ostacolare i cittadini e blindare l’opera da impugnazioni indesiderate…che invece sono arrivate in tempo. La realtà dei fatti ci restituisce il sostanziale fallimento della classe politica, che per anni ha saputo portare avanti solo le ideologie e gli interessi economici di pochi legati al progetto, riempiendosi la bocca – evidentemente a sproposito – di ecologia e tutela dell’ambiente, lasciando poi che siano i cittadini a sporcarsi le mani.

La mancanza di coraggio delle istituzioni locali ha portato così all’approvazione definitiva di un progetto inutile, basato su studi vecchi di oltre vent’anni e che é stato smontato pezzo dopo pezzo, fino a diventare un’altra cosa rispetto all’opera iniziale. Dei 30 chilometri originari ne rimangono a malapena 7, con una spesa che invece di calare é aumentata, dai 78 milioni del 2014 ai 179 milioni attuali. Tutto senza considerare gli enormi danni, diretti e indiretti, che provocherà alla Piana e ai suoi abitanti. E che fine hanno fatto le condizioni ostative sbandierate dal Comune di Capannori? Sono state rinviate a data da destinarsi e verranno (forse) esaminate con il secondo stralcio funzionale. Quello che é stato definanziato e che non vedrà mai la luce.

Il più grande comune della Piana dovrà correre subito ai ripari, se non vorrà subire un aumento spropositato di traffico alle porte del centro, visto che l’opera non arriva più nemmeno al casello. Chiudiamo ringraziando sentitamente le nostre legali, che appena hanno saputo della firma del Commissario si sono messe immediatamente al lavoro ed hanno lavorato giorno e notte per consentirci di impugnare in tempo utile, mantenendo aperta una partita che, altrimenti, si sarebbe conclusa nel peggiore dei modi. Anticipiamo, infine, che a breve lanceremo una sottoscrizione pubblica per la raccolta dei fondi necessari a coprire le spese dell’azione legale. Confidiamo di vedere una larga adesione da parte di tutti coloro che, vicini e lontani, hanno a cuore il destino della Piana e credono che la soluzione attuale ai problemi di traffico non siano i grandi progetti viari degli anni ’80 ma forme di mobilità intelligente e sostenibile, come nel resto d’Europa”.