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Contributo per incentivare l’adeguamento degli scarichi di acque reflue, bocciata la mozione di Gianni Giannini

Il consigliere spiega: “Sarebbe stato un incentivo alla sensibilità ecologica del cittadino ed un reale aiuto economico”

La maggioranza ha bocciato la mozione del consigliere Gianni Gianniniper lo stanziamento di un contributo comunale mirato ad incentivare l’adeguamento a norma degli scarichi di acque reflue domestiche, in recapiti diversi dalla pubblica fognatura, qualora impossibilitati al conferimento per assenza della rete”.

“Le mozioni sono uno strumento dato ai consiglieri comunali e previste dal regolamento comunale – afferma Giannini -, per portare a discussione argomenti, proposte, atti che si vorrebbe introdurre per rendere più incisiva la gestione amministrativa anche a seguito di esperienze dirette o suggerimenti del cittadino. Una delle mozioni a discussione ieri (3 febbraio) verteva su un tema fortemente percepito nelle frazioni, legato allo smaltimento delle acque reflue domestiche in recapiti diversi dalla pubblica fognatura qualora impossibilitati al conferimento in assenza di una rete fognaria“.

“L’esigenza della mozione – prosegue Giannini – deriva dalla presa d’atto di un modello territoriale ed una crescita urbana della città, caratterizzata da una dispersione abitativa a macchia di leopardo, che ha condizionato nel tempo un omogeneo sviluppo della rete dei servizi. Considerato che ad oggi il Comune di Lucca ha una rete fognaria di 240 chilometri contro una rete idrica di 619 chilometri e nel prossimo futuro, anche per la incertezza sul futuro della azienda di gestione Geal, accentuata dalle improvvide azioni dilatorie della amministrazione Pardini, non vi è previsione di consistenti investimenti per migliorare la situazione. Si hanno così ampie zone del territorio, ancora sprovviste di rete idrica e sistema fognario che emungono acque per uso domestico dal sottosuolo e scaricano pochi passi più avanti nei reticoli minori i reflui di scarichi fognari spesso non correttamente decantati”.

“Si richiedeva pertanto l’istituzione di un incentivo per coloro che per sensibilità ecologica o per situazioni contingenti, in assenza di piani di ristrutturazione straordinaria della casa, volessero spontaneamente provvedere a regolarizzare con impianti più moderni il sistema di depurazione dei caseggiati sparsi per il territorio e di improbabile verifica del corretto smaltimento. Un incentivo – spiega Giannini – alla sensibilità ecologica del cittadino ed un reale aiuto economico in caso di adesione, così come già previsto per lo smaltimento delle coperture con materiali contenenti amianto e/o con contributi a fondo perduto per l’acquisto di cippatori per lo smaltimento delle potature anziché lasciarle alla antica tradizione degli abbruciamenti in aperta campagna. In imbarazzo per la bontà della richiesta, la maggioranza non è riuscita ad andare oltre un surreale intervento del presidente della commisssione lavori pubblici Santi Guerrieri, per provvedere subito dopo alla bocciatura con 13 voti contrari, 10 favorevoli, 1 astenuto, senza ulteriori motivazioni”.