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‘Per una pace giusta, disarmata e disarmante’: alla parrocchia di Sant’Anna una riflessione collettiva per una Lucca nonviolenta

Grande partecipazione all’iniziativa promossa da Lucca partecipa: un confronto vivace sulla nota pastorale della Cei

Erano davvero tante le persone che, nei locali parrocchiali di Sant’Anna, hanno partecipato all’iniziativa pubblica Per una pace giusta, disarmata e disarmante. Riflessioni per la nostra Città sulla nota pastorale della CEI: sono stati i contributi di Don Bruno Frediani, Leana Quilici Elisabetta Urbano e Virginio Bertini ad aprire un dibatto, coordinato da Maurizio Perna, che è stato ampio e vivace. Ad introdurre la discussione è stato Daniele Bianucci.

L’appuntamento è stato promosso da Lucca partecipa per l’unità e il cambiamento dell’area progressista: un gruppo di lavoro che si pone l’obiettivo proprio di organizzare momenti di approfondimento e discussione sui temi che interessano la città.

Da Lucca può partire un percorso condiviso per la costruzione di una costituzione della Terra – dicono gli organizzatori -, come il giurista Luigi Ferrajoli ha proposto mesi fa in un incontro che ha svolto nella nostra Città. I territori possono fare molto per contribuire a costruire una cultura della pace diffusa e concreta: e la consapevolezza di questo valore deve essere un punto cardine della pianificazione del progetto di cambiamento, di cui abbiamo bisogno e a cui vogliamo lavorare insieme”.

“È superfluo o importante che una comunità, quando progetta il suo presente e il suo futuro, rifletta anche sul contributo che essa può dare alla costruzione della pace? – incalzano – Noi propendiamo nettamente per la seconda strada: e l’iniziativa che abbiamo proposto vuole essere un piccolo contributo in tale direzione, che proseguiremo a portare avanti con costanza e cura. Il ruolo di una Città, sul tema della pace, è tutt’altro che neutro: è semmai il punto di partenza, su cui costruire il futuro”.

“La nota, redatta dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali, lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato, sottolinea la necessità di scuola della pace in un contesto in cui la guerra non è più un rumore lontano – spiegano gli organizzatori – La pace disarmata non impone e non minaccia, mentre quella disarmante è la forza della mitezza capace di sciogliere le ostilità. Si richiede il coraggio di vie alternative, abbandonando la logica del riarmo. Il documento promuove la nonviolenza attiva come conversione culturale e l’obiezione bancaria, ovvero la disinfezione da investimenti in armamenti. Viene definita un’educazione alla pace che coinvolge famiglia, scuola e comunità, con un focus sul disarmo del linguaggio in rete e l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale. Richiama una politica di pace ispirata a figure come Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti, capace di costruire ponti anziché barriere. La nota invita le comunità a diventare case della pace, invitando all’azione concreta per il disarmo”.