Il tavolo tecnico
|Il consigliere Barsella al Tavolo sull’acqua di Antraccoli: “Ora campagna informativa capillare, che fino adesso è mancata”
Il consigliere auspica anche un intervento del sindaco verso i cittadini: “Fino ad adesso è mancato ma il problema è anche sanitario e il sindaco è la massima autorità”
E’ durato circa due ore, il tavolo tecnico dedicato al problema della contaminazione dell’acqua dei pozzi privati nella zona di Antraccoli. Al tavolo si sono seduti tra gli altri, il consigliere di Lucca Civica, Volt-Lucca è popolare Marco Barsella che, raggiunto dalla nostra redazione ha spiegato i motivi e le decisioni che sono state prese. Barsella è stato uno dei primi consiglieri ad accorgersi che c’era qualcosa che non andava nell’acqua ad Antraccoli e il 2 dicembre in Consiglio comunale aveva fatto una raccomandazione sull’argomento.
“Si, avevo fatto una raccomandazione in Consiglio comunale il 2 dicembre – spiega il consigliere -. C’è voluto un po’ prima che Arpat mappasse la situazione, ma adesso sta accelerando e portando a termine in lavoro in modo capillare, facendo campionamenti anche nei campi”.
Anche Arpat naturalmente era seduta al tavolo tecnico di oggi.
“Certo – prosegue Barsella -. Fin da subito l’assessora all’ambiente Cristina Consani ha specificato che quello di oggi non sarebbe stato un tavolo per trovare il colpevole di questa situazione, ma un tavolo tecnico per affrontare l’emergenza. Era presente anche Gesam, come avevamo richiesto anche noi dell’opposizione, perché è vero che si parla di acqua, ma si parla anche di gas e a Lucca la società che gestisce il gas è appunto Gesam”.
A prendere la parola, come spiega il consigliere di Lucca Civica, è stata Arpat, precisando che le analisi stanno continuando e sono ancora in corso e sta proseguendo con la mappatura. Ad oggi sono circa 30 le famiglie che sono coinvolte nell’emergenza, da Corte Cataldi fino alla via Romana. Purtroppo la situazione potrebbe aver travalicato in confini del Comune di Lucca, perché anche nella zona di Santa Margherita a Capannori ci sono state delle segnalazioni, ma limitate a due famiglie.
“E’ stato riscontrato lo stesso problema anche in un pozzo di 20 metri di profondità – dice Barsella -, quelli più profondi fino ad adesso non erano stati interessati. Segno che il problema si sta allargando”.
In un primo momento alcune famiglie della zona potrebbero aver pensato che fosse un problema esclusivamente loro. Purtroppo le segnalazioni erano difficili da compilare per la compelssità dei dati richiesti all’interno dei moduli. Forse questa motivo ha rallentato le segnalazioni.
“Adesso invece è stata attivata un’email e tutto sarà più semplice – aggiunge il consigliere comunale di opposizione -. La ricerca delle responsabilità sarà portata avanti anche da Arpat e sarà discusso in un tavolo ancora più stretto. Oggi è però importante fare una campagna informativa capillare, anche andando casa per casa. Il Comune infatti sta facendo una bruchure illustrativa con delle indicazioni sanitarie. L’acqua contaminata non è cancerogena, questo va sottolineato, però potrebbe causare problemi alla pelle, come dermatiti, agli occhi e alla respirazione. Il prossimo tavolo si terrà tra circa 20 giorni, un mese. Abbiamo deciso di tenere alta l’attenzione su questo tema, in accordo con la maggioranza e il consigliere Di Vito, che ha la delega alla sanità. Bisogna evitare fraitendimenti e allarmismi, ma occorre informare la cittadinanza”.
Ed è proprio sull’informazione alla cittadinanza che il consigliere Marco Barsella punta il dito sulla maggioranza: “Bisogna evitare soprattutto quello che si è fatto fino ad adesso, ovvero fare un’ordinanza senza informare né i cittadini, né le famiglie, né gli organi di stampa, che possono diffondere la notizia. Io auspico la vicinanza del sindaco a queste famiglie – concluede Barsella -, quella che fino ad adesso è mancata, perché se è vero che si tratta di un problema ambientale che coinvolge l’assessora all’ambiente Cristina Consani, è altrettanto vero che è anche un problema di sanità e il sindaco è la massima autorità locale”.


