La Caserma Lorenzini
|Ex Caserma Lorenzini, il Comune farà la bonifica. Revocato l’incarico a Lucca Plus
L’area è soggetta a contaminazione del terreno e delle acque superficiali. Un progetto dell’amministrazione che prevede la realizzazione di un parcheggio con 84 nuovi stalli
L’area della ex caserma Lorenzini sarà finalmente bonificata e potrà essere a disposizione della cittadinanza, al termine di una vicenda che si trascina dal 2015. Ora si compone di un nuovo tassello, sperando sia quello decisivo per riportarla a nuova vita. La zona è infatti interessata da una contaminazione del terreno e delle acque superficiali e il Comune di Lucca, proprietario del sito, è costretto dalla legge ad attivarsi in sostituzione del responsabile dell’inquinamento. In un primo momento era stata incaricata la società Lucca Plus, ma dopo le opportune indagini svolte tra marzo e aprile 2025, la società, con una nota, informava il Comune di Lucca di non procedere alla bonifica dell’area perché era “stata evidenziata – si legge nella nota – una maggiore complessità e onerosità dell’intervento rispetto alle previsioni iniziali, che non hanno consentito una completa delimitazione dell’area potenzialmente contaminata, per quanto riguarda sia la matrice suolo che la matrice acque sotterranee”. A procedere con i lavori di bonifica sarà quindi direttamente il Comune di Lucca e con una delibera di giunta del 22 gennaio scorso ha dato il via all’iter.
Ma per capire come mai il Comune di Lucca dovrà pagare i lavori di bonifica di un’area inquinata al posto del responsabile, occorre fare qualche passo indietro.
La Caserma Lorenzini ha ospitato per molti anni reparti dell’Esercito e più precisamente fino al 1999, anno in cui a chiudere definitivamente il cancello sono stati i Paracadutisti della “Folgore”, la Compagnia Genio Guastatori, trasferitasi a Pisa. L’allora amministrazione comunale a guida Tambellini decide di riqualificare completamente tutta l’area del quartiere di San Romano e tramite l’ufficio lavori pubblici procede alla realizzazione di opere per il restauro conservativo dell’ex convento di San Romano e della Caserma Lorenzini, è il 2015. I cartelli di quei lavori mai conclusi, sono ancora presenti all’ingresso della struttura. Durante i lavori di recupero nel cortile furono rinvenute due cisterne interrate e dismesse utilizzate per lo stoccaggio di idrocarburi (gasolio). Il Comune di Lucca sospende i lavori e decide di incaricare tre professionisti di effettuare indagini preliminari per verificare la gravità e l’estensione della contaminazione. I risultati delle verifiche sia dei professionisti che dell’Arpat evidenziano la presenza di potenziale contaminazione del terreno e delle acque “superficiali” ma anche la non contaminazione della falda acquifera. Il Comune, non sentendosi responsabile dell’avvenuto inquinamento, chiede alla Regione Toscana di individuare il soggetto responsabile in modo da trasferire a quest’ultimo tutti gli obblighi della bonifica successivi alle misure di prevenzione adottate.
La Regione a sua volta risponde nel 2020 con una determina dirigenziale ed individua il soggetto responsabile dell’inquinamento nell’Amministrazione Militare dello Stato e, perciò, ordina al Ministero della Difesa di provvedere agli interventi. Con una nota, il 26 giugno 2020, lo Stato Maggiore dell’Esercito (Direzione per il Coordinamento Centrale del Servizio di Vigilanza e Prevenz. e Protez.) a conclusione delle proprie argomentazioni, afferma che: “… pur restando a disposizione per ogni approfondimento ritenuto utile al riguardo, non si ritiene responsabile delle problematiche ambientali individuate”.
A causa di questo braccio di ferro istituzionale passano gli anni ma le cose non sembrano smuoversi, il Comune nel 2023, visto l’inottemperanza del soggetto responsabile prova a chiedere alla Regione Toscana, un provvedimento sostitutivo per procedere alla bonifica e alla successiva riqualificazione dell’area per realizzare nuovi spazi di sosta cittadini.
La Regione Toscana risponde che: “qualora il soggetto responsabile individuato non provveda direttamente agli adempimenti disposti e non provvedano né il proprietario del sito né altri soggetti interessati, le procedure e gli interventi di cui all’art. 242 sono realizzati d’ufficio dal Comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla regione, secondo l’ordine di priorità fissati dal piano regionale per la bonifica delle aree inquinate, avvalendosi anche di altri soggetti pubblici o privati, individuati ad esito di apposite procedure ad evidenza pubblica entro il termine di novanta giorni dalla mancata individuazione del soggetto responsabile della contaminazione o dall’accertato inadempimento da parte dello stesso”.
Pertanto l’amministrazione comunale è ad oggi costretta ad attivarsi e incaricarsi dei procedimenti per la bonifica, ed ha informato l’Amministrazione Militare dello Stato che le procedure e gli interventi saranno realizzati dal Comune di Lucca in sostituzione della stessa amministrazione responsabile dell’inquinamento e inadempiente, contestualmente quantificando i costi per la bonifica del sito in oggetto.
Sull’area ci sarebbe un progetto dell’amministrazione che prevede la realizzazione di un parcheggio con 84 nuovi stalli.



