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Giornata internazionale della donna: cartelli e mobilitazione ancora visibili nel centro storico

Le attiviste di ‘Non una di meno’ denunciano: “A chi amministra la città a quanto pare dà fastidio l’idea di una donna diversa dall’angelo del focolare”

Domenica 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, Lucca ha partecipato ai cortei che hanno attraversato tutta Italia. La mobilitazione, promossa dal movimento femminista e transfemminista Non una di meno, aveva l’obiettivo di denunciare le politiche del Governo sul contrasto alla violenza di genere, contestare la guerra in Iran e opporsi al ddl Bongiorno.

Il corteo ha attraversato le principali piazze del centro storico, da Piazza San Martino a Piazza Napoleone, passando per Piazza San Michele, Piazza San Frediano e Piazza del Salvatore, per un percorso complessivo di circa 2,5 chilometri. Lungo il tragitto ci sono stati interventi, slogan cantati, musica e momenti con microfono aperto a chiunque volesse prendere parola. La giornata è stata caratterizzata anche da scioperi nei settori pubblici e privati, dai trasporti alla sanità fino alla scuola.

Non una di meno,

I partecipanti hanno esposto cartelloni con messaggi forti come “Le nostre vite valgono, noi scioperiamo”, “Il consenso è tale se libero e attuale” e “Scioperiamo per un’educazione sessuo-affettiva” o “per il reddito di autodeterminazione”. Questi cartelli non si sono limitati al giorno della manifestazione: sono stati affissi in diversi punti della città, sia nel centro storico sia fuori, e continuano a essere visibili anche nei giorni successivi, testimoniando che la mobilitazione non si è conclusa con il corteo.

Non una di meno, Non una di meno, Non una di meno,

Così il movimento Non una di meno Lucca ha raccontato la giornata sulla propria pagina Facebook: “Siamo scese in piazza in corteo per ricordare ancora una volta che le nostre vite valgono, che siamo corpi dissidenti e non controllabili o da correggere. Siamo scese in piazza per noi e per tutti quelli che avrebbero voluto ma non hanno potuto, perché anche scioperare è un privilegio. Siamo scese in piazza per ribadire che noi non pagheremo il prezzo delle loro guerre e che non siamo soggetti sacrificabili. Siamo scese in piazza per urlare e far risuonare nei vicoli della città che senza consenso è sempre stupro. Siamo scese in piazza perché in questa città c’è bisogno di transfemminismo e di corpi disturbanti che risveglino le coscienze assopite dalla vita in una città vetrina. Siamo scese in piazza contro il silenziamento delle nostre voci, che infatti non è tardato ad arrivare”.

“Nel giorno dello sciopero globale transfemminista alcuni dei nostri striscioni sono stati rimossi dopo appena due ore – conclude la nota -. A chi amministra la città a quanto pare da fastidio l’idea di una donna diversa dall’angelo del focolare tanto caro ai nostalgici in giunta. Potete togliere tutti gli striscioni del mondo, intanto, noi in tutta Italia, abbiamo dimostrato che sappiamo come riunirci e stare insieme per darci la possibilità di un futuro più bello”.

Foto dal profilo Facebook di ‘Non una di meno Lucca’