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Nuove piante al posto degli alberi tagliati all’oratorio Giovanni Paolo II

La selezione delle piante e le tecniche di ripristino sono state curate da un agronomo professionista. Tante le iniziative in programma

Esistono cicatrici urbane che, se sanate con cura, divengono semi di resilienza. È il cammino intrapreso dalla parrocchia di Sant’Anna, dove la cittadinanza si è ricompattata attorno all’oratorio Giovanni Paolo II per un progetto che unisce etica e solidarietà: Radici per il futuro.

Un’oasi biofila per ogni generazione

L’oratorio non è un semplice complesso architettonico, ma un polmone relazionale di 4mila metri quadrati. È il baricentro dove l’infanzia gioca, i giovani crescono nel confronto e la terza età trova riparo dalla frenesia. Uno spazio che offre protezione anche bioclimatica: una rinfrescante nicchia contro l’afa estiva e un presidio accogliente durante i mesi invernali.

oratorio Giovanni Paolo II, accoglienza, area verde, iniziative

Recentemente, la sicurezza ha imposto un sacrificio necessario: la rimozione di tre esemplari arborei, minati da patologie che li rendevano instabili e pericolosi per le persone. La loro scomparsa ha generato una lacuna non solo estetica, ma strutturale, privando questo spazio di quella coltre naturale che rendeva il giardino un rifugio salubre. Tuttavia, questo vuoto, che tocca l’anima verde della struttura, sta per essere colmato da una nuova forestazione, restituendo vita e ossigeno laddove sorgevano i vecchi fusti. Per garantire l’efficacia dell’intervento, la selezione delle piante e le tecniche di ripristino sono state curate da un agronomo professionista, assicurando l’adozione dei migliori metodi agronomici.

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Dal canto della Befana alle altre sinergie locali

Sotto il coordinamento dei parroci e dei referenti dell’oratorio, la mobilitazione non ha conosciuto soste. La ricerca di risorse per il desiderio verde della comunità ha trovato un’eco corale. L’impulso più autentico è giunto dai ragazzi: durante l’Epifania, i giovani hanno animato le vie del quartiere con il tradizionale canto della Befana, devolvendo i contributi raccolti tra la Caritas parrocchiale e il ripristino del patrimonio arboreo.

La catena della solidarietà è destinata a espandersi

Diverse realtà hanno abbracciato la causa: Donatori di Sangue Fratres di Sant’Anna, l’associazione La Finestra, attiva quotidianamente nel supporto agli anziani; l’associazione Parco Sant’Anna, sentinella ambientale del quartiere da due decenni; e l’associazione Talea, attiva nei processi di innovazione ecologica. Sull’onda di questo fermento, i giovani si avviano a promuovere un coinvolgimento capillare dei commercianti locali. Alcuni hanno già garantito sostegno, alimentando l’ambizione di restituire alla struttura la sua completa identità che è anche quella di un’oasi di accoglienza con la natura verde che ripara dal caldo. I cantieri sono ufficialmente aperti e le criticità rimosse: l’obiettivo è inaugurare questo ‘nuovo corso’ di nuova piantumazione entro aprile.

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