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Protocollo per gli eventi sugli spalti delle Mura, Italia Nostra: “La resa della Soprintendenza”

L’associazione ambientalista: “L’orizzonte temporale per un ravvedimento si sposta ulteriormente al 2029. Altro che eccezione”

Il nuovo protocollo d’intesa tra amministrazione comunale e Soprintendenza sull’utilizzo dello spalto delle Mura urbane per lo svolgimento del festival musicale di giugno-luglio e di quello dei fumetti di novembre, è la riedizione dei protocolli precedenti: nulla cambia circa le macerie in cui viene ridotta quella porzione di bene culturale direttamente tutelato, prima di riapparire nella sua dignità e bellezza di corredo del bastione cinquecentesco, entrambi a lungo occultati dalle strutture di quegli eventi”. Così la sezione di Lucca di Italia Nostra, che torna a puntare il dito sulla collocazione dei concerti estivi.

Italia Nostra si reinterroga sulla portata precettiva dell’articolo 20 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio secondo cui “è vietato adibire i beni culturali ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico”: “Le Mura e la distesa verde che le circonda sono storia ed arte – dice Italia Nostra – Testimoniano un periodo della storia di Lucca, e il livello dell’architettura e dell’arte militare del tempo: la difesa della città necessitava di uno spazio di visuale libera davanti ai possenti bastioni. Così alle origini. Oggi rimangono, intatti, i bastioni. La distesa verde che residua, risultante della evoluzione urbanistica, è la memoria di quelle origini e corredo esteticamente e paesaggisticamente qualificante del complesso divenuto parco pubblico. È questo l’interesse storico-artistico particolarmente importante, riconosciuto con la dichiarazione di cui all’articolo 13 del Codice. Quale uso può ritenersi si confaccia ad un bene culturale di tal genere? Certamente non le fiere e i concerti con le loro strutture e palchi che lo nascondono per mesi, riducendo lo spalto ad una maceria. Lasciamolo stare così com’è, questo monumento. Manuteniamolo nel suo stato, passeggiamo lungo le sue cortine, nei suoi baluardi e sui suoi prati, offriamolo permanentemente libero alla visione e alla fruizione. Lo si valorizza conservandolo intatto, visibile e fruibile per quello che è: un monumento la cui lunga storia non registra usi di alcun genere, a cominciare da quello per cui fu pensato e realizzato: la guerra e la difesa. Un monumento che Elisa, la sorella di Napoleone destinò al passeggio e allo svago dei suoi sudditi, concedendo solo quella elegante pausa di incontro e di ristoro che divenne il Caffè delle Mura”.

“Italia Nostra non ha dimenticato le dichiarazioni della Soprintendenza (La Nazione 27 luglio – 2019) rivolte a chi sottolineava la rilevanza economica per la città di manifestazioni quali il festival musicale e i Comics: «”e viene un cinese che chiede di acquistare il Colosseo, glielo diamo? I soldi non sono la chiave determinante in materia di beni culturali […] c’è una legge, va rispettata. Ed io lo farò”. Le cose sono andate diversamente: il 18 luglio 2019 ci fu l’atto d’indirizzo ministeriale, poi sono venuti i protocolli d’intesa con l’amministrazione comunale (rectius: di resa alla amministrazione comunale) – dice Italia Nostra – Oggi, a distanza di sette anni, la prospettiva di un ravvedimento è differita, con l’ultimo protocollo, al 2029. Eppure non molti anni or sono, sotto la stessa legge oggi vigente, vi fu una Soprintendenza che fece togliere dallo spalto un pannello pubblicitario, ed un’altra che sottolineò che le Mura non sono un comune spazio performativo e che i Rolling Stones dovevano considerarsi una (irripetibile) eccezione. Ma tant’è: mala tempora currunt“.