Logo
Simonetti (Atvl Lucca): “Sul 25 aprile la memoria non più essere divisiva”

La presidenze dell’associazione lucchese: “LA Resistenza fu un moto popolare, corale e senza distinzioni politiche contro il nazifascismo”

“Nei ricordi di chi l’ha vissuta, la Seconda Guerra mondiale, veniva chiamata ‘l’ultima guerra’ con convinzione che fosse stata veramente così. Quando arrivò il 25 aprile negli animi di chi era rimasto scomparve di botto la pesantezza di quanto era successo, per poco, ma sembrò infinito, passarono la paura, il dolore, il vuoto nei cuori e, quel giorno, tutti e tutte si sentirono finalmente liberi. Ci sarebbe stato da ricostruire cose, relazioni, riempire o, per lo meno, alleggerire i vuoti lasciati da chi, per quella guerra, non c’era più. Un paese distrutto ma libero che si univa in un unico abbraccio”. Inizia così la riflessione di Simonetta Simonetti, presidente dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà Atvl di Lucca.

25 aprile, foto Balducci

“La guerra era stata lunga, feroce e sconvolgente, irrispettosa, dall’otto settembre 1943 aveva invaso ogni angolo della vita ma aveva fatto crescere giorno per giorno la volontà di combatterla ad ogni costo e con ogni mezzo. Ognuno si sentiva in dovere di resistere, combattere, dire no per raggiungere il fine comune: la libertà. Da quel 25 aprile 1945 ogni anno si ricorda quella data con celebrazioni sempre meno partecipate e ancora oggi incute minacciosa l’arma vile della memoria divisiva. Ancora oggi si continua a polemizzare, a criticare, a mettere in discussione un fatto storico determinante, in senso positivo, per la storia del nostro paese creando zizzania, confusione, malcontento, e, concedetemelo, una grande amarezza. Che tipo di esempio siamo per le nuove generazioni? Abbiamo il dovere morale di essere onesti, di essere leali e corretti nell’informare che la Resistenza fu un moto popolare, corale senza distinzioni politiche, distinzioni che a fine guerra furono subito rimarcate, sottolineate a gran forza e foriere, da allora, di irrimediabile confusione e miopia politica. Ancora oggi ci si contende ‘il mio e il tuo’, una insensata gara a chi è stato più bravo, ma stiamo scherzando? Le divisioni politiche, le differenti ideologie non devono ammorbare quella resistenza di donne, uomini che, nella loro naturale diversità, si unirono per ottenere la libertà dal nazifascismo”.

25 aprile, foto Balducci

“Non guardiamo quei labari che sfilano per il 25 aprile come retaggi obsoleti di nostalgici – conclude Simonetti – sono autentici testimoni di quei valori che ancora oggi dovrebbero sostenerci in questa realtà complessa e difficile. Libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia sono le basi della nostra Costituzione, riflettiamoci”.

Foto di Pietro Balducci, segretario dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Lucca