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Piaggione, gli abitanti chiedono il ripristino della fermata del treno

Un residente spiega i tanti disagi di chi risiede nella popolosa frazione: “La Regione agisce diversamente rispetto a quello che predica”

Il quartiere del Piaggione, all’estremo nord del comune di Lucca, alza la voce e chiede alla Regione Toscana il ripristino della fermata del treno.

“Un collegamento ferroviario che, per residenti, non è un semplice accessorio della rete dei trasporti, ma uno strumento essenziale per muoversi in città, per raggiungere scuole, ospedali e posti di lavoro senza dover dipendere dall’auto – dice uno dei residenti della zona – Oggi, invece, la vita quotidiana del quartiere è segnata da disservizi e difficoltà di spostamento. Il Piaggione è un quartiere grande e popolato, con un tessuto residenziale che negli ultimi anni è cresciuto fino a raggiungere un livello di densità abitativa molto elevato. Nonostante questo, la mobilità pubblica locale risulta carente: la mancanza di una fermata ferroviaria dedicata al quartiere obbliga gli abitanti a lunghi spostamenti in auto, in bici o con navette integrate, spesso poco frequenti e scomode per chi ha orari rigidi o esigenze particolari. Per molte famiglie, studenti, lavoratori e persone con disabilità, il problema dei trasporti è diventato un vero e proprio ostacolo alla partecipazione alla vita cittadina”.

“Durante la campagna elettorale, la Regione Toscana ha più volte ribadito l’impegno per lo sviluppo dei trasporti pubblici, promettendo maggiore efficienza, più corse e più servizi per i cittadini. Le parole, però, sembrano scontrarsi con i fatti sul territorio. Ridurre o mantenere la chiusura di una fermata in un’area così densamente abitata viene percepito dai residenti come un passo indietro, un’azione che va in senso contrario alla green mobility e alla promessa di ridurre il traffico e l’inquinamento – conclude il residente –  La comunità del Piaggione chiede ora con forza di essere ascoltata: la riattivazione della fermata del treno al Piaggione non è solo un tema tecnico o amministrativo, ma una questione di diritti di mobilità, di equità e di sviluppo territoriale. Un quartiere così popolato ha il diritto di vedere i propri bisogni considerati prioritari, non come una semplice voce da spuntare in una lista di interventi secondari. Alzare la voce non è un gesto polemico, ma una richiesta ragionata: la Regione Toscana è invitata a confrontarsi con gli abitanti del Piaggione e a trasformare le promesse elettorali in reti di trasporto concrete, efficaci e inclusive”.