La decisione
|Il piazzale della pieve di Brancoli intitolato a padre Allegrino Allegrini, missionario in Giappone
Via libera dalla giunta comunale a pochi giorni dal convegno dedicato proprio all’opera dei preti lucchesi in estremo Oriente
Quando mancano pochi giorni al convegno internazionale sui 100 anni del Pontificio istituto missioni estere e missionari lucchesi in Giappone, promosso dall’arcidiocesi di Lucca, la giunta comunale ha dato il via libera ufficiale alla intitolazione del piazzale della pieve di Brancoli a padre Allegrino Allegrini, missionario in Giappone.
“Siamo lieti di poter rispondere positivamente alla richiesta che abbiamo ricevuto da parte della Diocesi di Lucca – afferma l’assessore alla toponomastica Moreno Bruni – mentre la città si sta preparando a ospitare questo importante convegno che farà il punto sull’attività missionaria in Giappone, e che approfondirà anche proprio la figura e l’opera di padre Allegrini, che ha dedicato la sua vita e il suo impegno di uomo di chiesa al dialogo interreligioso. Allegrino Allegrini, originario di Gignano di Brancoli, è un altro esempio insigne di come la storia di Lucca si intrecci con le vicende storiche del nostro Paese e del resto del mondo”.
Allegrino Allegrini, nato a Gignano di Brancoli il 2 dicembre del 1926 poco più che ventenne inizia la sua missione in Oriente. Entrato presso il seminario di Lucca, è ordinato presbitero nel 1949 e nello stesso anno entra a far parte del Pime (Pontificio istituto missioni estere). Nel 1965 padre Allegrino Allegrini è nominato superiore delegato del Giappone mantenendo l’incarico fino al 1972 anno in cui, inviato nel distretto di Saga, ha avuto modo di dedicarsi allo studio sul tema del dialogo interreligioso, pubblicando molti articoli che gli hanno permesso di essere annoverato tra i principali saggisti di argomenti di morale e dialogo interreligioso. Nel 1981 partecipa alla visita di papa Giovanni Paolo II in Giappone, giunto a Nagasaki per onorare la missione dell’allora Beato Massimiliano Maria Kolbe e di tanti altri martiri cristiani morti per la fede. Svolge il suo ministero a Yamato nella Prefettura di Saga fino al 2001, presso un istituto di suore della Congregazione della Milizia dell’Immacolata fondata proprio da Massimiliano Maria Kolbe, prestando il proprio ministero pastorale fino al 2006, anno della sua morte.
L’intitolazione sarà ufficializzata dopo il necessario parere della prefettura.


