Gli effetti del boom turistico
|Cibo da asporto consumato sui monumenti, protestano alcuni commercianti: “Intanto noi paghiamo il suolo pubblico”
La polemica: “I rifiuti vengono poi abbandonati o riempiono i cestini, compromettendo il decoro del centro storico”
Lucca regina del turismo. Con il ponte della festa della Repubblica la città brulica di turisti provenienti sia dall’estero che dall’Italia. Tuttavia, proprio in questi giorni alcuni commercianti hanno notato da parte dei turisti stessi dei comportamenti non consoni ad una città d’arte come la nostra. Inoltre, a loro parere, esiste una differenza di trattamento da parte del Comune a seconda dei locali presenti all’interno delle mura storiche.
“Gentili amministratori – è una lettera dei commercianti del centro storico pronta ad essere recapitata sulla scrivania di sindaco e giunta, in particolare dell’assessora al commercio, Paola Granucci -, si sente spesso parlare di Lucca come di un’isola di pace, una cittadina pulita, ordinata e attenta al proprio patrimonio storico e culturale. Tuttavia ci troviamo a constatare una realtà che in alcuni casi appare diversa. Sempre più frequentemente si vedono persone mangiare e bere sui monumenti storici della città, utilizzando luoghi di grande valore artistico e culturale come semplici aree di ristoro. Al termine, non di rado vengono lasciati rifiuti, bottiglie, contenitori e altri resti che compromettono il decoro urbano e il rispetto dovuto ai monumenti. Al tempo stesso, noto come i titolari di attività commerciali con verande o occupazione di suolo pubblico siano soggetti a regole precise, paghino concessioni e siano tenuti a mantenere pulite e ordinate le aree utilizzate. Questo impegno contribuisce al decoro della città e viene giustamente richiesto e controllato. Non c’è quindi una disparità di attenzione? Da una parte chi svolge un’attività economica è chiamato a rispettare obblighi rigorosi, dall’altra comportamenti incivili che danneggiano l’immagine e l’igiene della città sembrano spesso tollerati. Il Comune deve valutare interventi più efficaci per la tutela dei monumenti storici, il controllo del rispetto delle regole e la sensibilizzazione dei cittadini e dei visitatori, affinché Lucca possa continuare a essere davvero un esempio di bellezza, pulizia e rispetto del patrimonio comune”.
In particolare, puntano il dito alcuni commercianti, gli scalini di piazza San Michele vengono usati per consumare pasti al sacco e anche in via Fillungo i gradini delle chiese sono presi d’assalto da turisti con le scatole delle pizze in mano. Tutto ciò, secondo alcuni commercianti crea una grande disparità di trattamento, perché alcuni locali arrivano a pagare anche 15mila euro all’anno di suolo pubblico, mentre le realtà da asporto portano i clienti a consumare i pasti nelle aree pubbliche, anche monumentali.
“Esiste un’ordinanza anti bivacco – concludono i commercianti -, purtroppo questa amministrazione, anche se l’ha voluta, non è in grado di farla rispettare”.

