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Suolo pubblico e decoro, si rinnova convenzione con la Soprintendenza: nuovi limiti per le attività

Regole ferree per spazi esterni e limiti per l’occupazione di marciapiedi. Stop in centro sistemi di refrigerazione ad acqua polverizzata

Semplificazione in vista per le occupazioni di suolo pubblico nel centro storico di Lucca. La giunta comunale ha approvato lo schema del nuovo protocollo d’intesa con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara. L’atto rinnova l’accordo già siglato nel 2023 e punta a snellire le procedure autorizzative per i tavolini di bar e ristoranti e per le manifestazioni commerciali straordinarie che si svolgono nelle piazze e nelle strade cittadine, aree classificate come beni culturali e quindi sottoposte a tutela. Il provvedimento, illustrato dall’assessora allo sviluppo economico Paola Granucci e approvato all’unanimità dai presenti guidati dal sindaco Mario Pardini, mira a trovare un equilibrio tra la valorizzazione del patrimonio storico e le esigenze di baristi e commercianti. L’accordo stabilisce criteri condivisi per evitare rallentamenti burocratici nell’azione amministrativa, garantendo al contempo il decoro urbano. L’atto, dichiarato immediatamente eseguibile e privo di impegni di spesa per le casse comunali, passa adesso alla firma del sindaco per la sigla definitiva con l’ente di tutela.

Insieme al protocollo la giunta ha approvato la nuova disciplina per gli elementi di arredo, contenuta nell’allegato A, che fissa regole ferree per l’allestimento degli spazi esterni non solo per bar e ristoranti, ma anche per hotel, fioristi e attività di noleggio di biciclette. Tutti gli arredi dovranno essere facilmente asportabili e non potranno essere infissi nella pavimentazione pubblica per evitare danni, né potranno riportare scritte pubblicitarie se non il logo del locale. Massima attenzione viene data al rispetto delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Per quanto riguarda la delimitazione delle aree, l’ufficio decoro urbano potrà prescrivere la posa di borchie, ma l’utilizzo di sistemi stabili richiederà l’autorizzazione della Soprintendenza. Chi sceglie di installare una pedana avrà l’obbligo di recintarla su tre lati con fioriere o pannelli in acciaio e vetro trasparente, la cui altezza massima varierà a seconda della stagione: meno di 160 centimetri dal 15 marzo al 15 novembre e fino a 200 centimetri nel periodo invernale, garantendo comunque un’apertura di almeno 20 centimetri dalla copertura. Nelle aree vincolate dal codice dei beni culturali rimangono vietati i teli di plastica per la chiusura verticale.

Il documento regolamenta in modo stringente anche l’occupazione dei marciapiedi, che sarà consentita fino a un massimo della metà della loro larghezza, lasciando uno spazio libero per i pedoni di almeno due metri, quota che scende a un metro e mezzo nel centro storico, in via Borgo Giannotti e a Ponte a Moriano lungo la statale del Brennero. Novità anche per le edicole e le librerie: i contenitori per esporre giornali, riviste e cartoline non potranno essere più di quattro, dovranno essere in metallo grigio antracite e andranno rimossi ogni sera alla chiusura dell’attività, con il divieto assoluto di installarli a muro sugli edifici vincolati. Stop quasi totale alle pedane, ammesse solo in casi eccezionali e motivati dove il suolo non sia altrimenti utilizzabile. Per le fioriere viene vietato l’uso della plastica di scarso pregio, preferendo il cotto o il metallo verniciato in grigio antracite con piante sempreverdi ben curate; nelle strade più strette saranno ammesse solo fioriere a muro con una sporgenza massima di 40 centimetri.

Giro di vite pure su tavoli e sedie nelle zone a vincolo paesaggistico: le strutture dovranno essere in metallo, legno o ghisa, bandendo i materiali plastici, mentre le tovaglie dovranno essere monocromatiche in toni pastello. Una disposizione specifica vieta le sedie di tipo F, quelle più comuni e meno ricercate nel design, nelle principali piazze cittadine come Fillungo, Anfiteatro, San Frediano, San Michele, Napoleone, San Giovanni e del Giglio. Per le coperture sono ammessi ombrelloni quadrati o rettangolari in tela impermeabilizzata, con superficie massima di 25 metri quadrati e stecche ad almeno due metri e venti dal suolo, da chiudere in caso di forte vento. Capitolo illuminazione: nel centro storico è vietato installare fari o luci alternative a quella pubblica per far risaltare le vetrine, ad eccezione di piccoli lampioni semplici a incandescenza, fino a un massimo di quattro, per l’area dei tavoli. Le panchine saranno vietate nelle piazze del Giglio, Napoleone, San Frediano e San Michele, mentre per i menù si dovranno usare leggii in acciaio o legno in formato massimo A3.

Nel centro storico sono inoltre vietati i sistemi di refrigerazione ad acqua polverizzata. Restano infine in vigore i divieti assoluti di occupazione di suolo pubblico in via Roma, via Santa Croce, via del Battistero, via Cenami, in piazza del Giglio vicino al teatro e nel tratto centrale di via Fillungo, a tutela della viabilità e del passaggio dei mezzi di soccorso.