L'evento
|Si chiude il Festival della Sintesi: a Lucia Goracci il Premio Dillo in Sintesi
L’inviata del Tg3 protagonista della giornata finale della manifestazione lucchese: “Sintetizzare è necessario, ma bisogna arrivare al cuore delle persone”
Si è conclusa con una giornata ricca di appuntamenti l’undicesima edizione del Festival della Sintesi, ospitato nella suggestiva cornice della Casa del Boia. Tra cinema, musica, sport e cultura, uno dei momenti più significativi dell’intera manifestazione è stata la consegna del Premio Dillo in Sintesi – Marcello Petrozziello per il giornalismo a Lucia Goracci, inviata del Tg3 e tra le più autorevoli firme del giornalismo internazionale italiano.
Il riconoscimento, dedicato alla memoria del giornalista e comunicatore lucchese Marcello Petrozziello, viene assegnato ogni anno a professionisti capaci di fare della sintesi uno strumento di approfondimento e comprensione della realtà. Una qualità che caratterizza da sempre il lavoro di Goracci, inviata dai principali scenari di crisi e di guerra degli ultimi anni. Dopo la consegna del premio, la giornalista ha partecipato a un incontro con Giorgio Simonelli e Nanni Delbecchi, offrendo al pubblico una riflessione sul ruolo dell’informazione e sulla responsabilità del racconto giornalistico nei contesti di conflitto.
“La sintesi ci vuole perché chi fa televisione deve andare quasi per titoli, ma deve arrivare al cuore delle persone – ha spiegato Goracci -. Per questo bisogna raccontare le storie tra le storie, quelle dei piccoli, degli ultimi, di chi non ha potere ma non è impotente. Solo così si può far capire che la guerra non è un evento lontano, ma qualcosa che riguarda tutti noi. Lo dimostrano le conseguenze che i conflitti hanno avuto negli ultimi anni, dalle crisi energetiche alle minacce che hanno coinvolto intere popolazioni”.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato al significato personale del premio: “Ricevere questo premio significa anzitutto ricevere l’abbraccio di una città bellissima come Lucca e di persone che hanno ancora il desiderio di ascoltare e capire, che è poi lo stesso desiderio che accompagna il mio lavoro. Quando si va in guerra non si va per la guerra, ma per comprendere che cosa sia accaduto, che cosa si sarebbe potuto fare per evitarla e che cosa dovrà accadere per scongiurare nuovi conflitti. Non possiamo pensare che esistano popoli destinati alla violenza: tutti hanno il diritto di vivere in pace, di crescere i propri figli in pace e di costruire un futuro fondato sulla convivenza e sull’interdipendenza. Ed è un bisogno che oggi sentiamo più che mai”.
La giornata conclusiva del Festival della Sintesi ha visto anche la partecipazione dello chef intagliatore Claudio Menconi, la première lucchese del cortometraggio Io che non vivo di Cristina Puccinelli, premiato con il Premio Speciale ai Nastri d’Argento 2026, l’incontro sul giornalismo sportivo con Michele Plastino ed Emanuele Corazzi e, in chiusura, il recital Shortcuts del pianista Antonio Ballista.
Un finale all’insegna della cultura e della capacità di raccontare il mondo con precisione e profondità, nel segno di quella sintesi che, come ha ricordato Lucia Goracci, non significa semplificare la realtà, ma renderla comprensibile senza tradirne la complessità.
Il festival è promosso dall’associazione Dillo in sintesi ed è sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Comune di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca e da alcune realtà private come Gruppo Giannecchini, Guidi Gino e Vebex. Tra le collaborazioni, la Parrocchia del Centro Storico, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, il Conservatorio “Luigi Boccherini”, il Circolo della Stampa di Lucca e il Panathlon Club di Lucca.


