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A Lucca e Capannori la marcia lungo la Francigena contro gli abusi sui minori di Norbert Steingress

Accolto dalla cooperativa Odissea e a ‘Resta in Festa’ l’ex professione unitario che ha trasformato il passato di sofferenze in speranza

Un viaggio lungo tremila chilometri a piedi per trasformare il dolore in speranza, rompere il muro del silenzio e lanciare un messaggio universale contro la pedofilia e la pedo-criminalità. Norbert Steingress, 69 anni, ex professore universitario di tedesco di origine austriaca ma residente in Italia dal 1986, sta portando a termine un’impresa straordinaria che in questi giorni ha toccato da vicino il territorio di Lucca e Capannori. Il suo progetto, intitolato Da Corato a Santiago: 3000 km per ritornare alla vita, è un pellegrinaggio profondamente umano e simbolico che unisce l’Italia, la Francia e la Spagna.

La marcia di Norbert è iniziata lo scorso 1 maggio alle 9da Corato, in Puglia, e ha tagliato il traguardo del cinquantesimo giorno proprio con l’arrivo a Lucca, dopo aver già attraversato tappe importanti della via Francigena come Benevento, Roma, Siena e San Miniato. Nei giorni scorsi, il camminatore ha fatto tappa ad Acquapendente, dove ha incrociato Gianmarco Bertolani. Proprio grazie a questo incontro, ieri Norbert è stato invitato speciale della Cooperativa Odissea a Resta in Festa, l’evento che quest’anno ha messo al centro del dibattito la tutela dei minori e l’affido. Un’occasione preziosa per permettere al pellegrino di entrare in contatto con la realtà sociale locale e per sensibilizzare i partecipanti sull’importante missione che sta portando avanti passo dopo passo.

Dietro questa incredibile prova fisica e mentale si nasconde una storia personale profonda e dolorosa. L’infanzia e l’adolescenza di Norbert sono state infatti segnate dai drammatici abusi sessuali subiti e da oltre quarant’anni di sofferenze psicologiche e fisiche vissute nel silenzio più totale. Soltanto a distanza di molto tempo, grazie al sostegno incrollabile della propria famiglia e a un fondamentale percorso terapeutico, l’ex docente ha trovato la forza di affrontare i fantasmi del passato e di avviare un cammino interiore di riconciliazione e guarigione.

Ora quel percorso intimo è diventato una testimonianza pubblica e itinerante. Il lungo viaggio a piedi verso il Santuario di Santiago de Compostela vuole dimostrare a tutte le vittime di traumi simili che è possibile attraversare il dolore e ritrovare la propria strada. Durante il tragitto, che proseguirà nelle prossime settimane verso Sarzana, Genova, Ventimiglia per poi addentrarsi in Francia e Spagna, Norbert documenta quotidianamente le sue riflessioni e i suoi incontri sulla pagina Instagram @norbert_coratosantiago.

“Questo cammino non vuole cancellare il passato, ma trasformarlo in forza e speranza – spiega il protagonista –. Santiago è la meta, ma il vero obiettivo è il cammino stesso: un cammino di ritorno alla vita”.