il bene architettonico
|Allarme per l’acquedotto del Nottolini: pietre rimosse nel tratto delle Parole d’Oro
Un cittadino documenta sui social i danni lungo il percorso e chiede un intervento urgente del Comune di Lucca: “Occorrono le telecamere”
Grosse pietre mancanti, porzioni di muratura danneggiate e diversi blocchi abbandonati sul terreno. È quanto documentano alcune fotografie pubblicate sui social da un cittadino lungo il percorso dell’acquedotto del Nottolini che conduce alle Parole d’Oro.
L’autore della segnalazione ipotizza che parte del materiale possa essere stata portata via da persone malintenzionate. “Ogni giorno sempre peggio, il Comune deve prendere urgentemente provvedimenti”, scrive.
Le immagini hanno suscitato numerose reazioni. Diversi utenti invitano a presentare una denuncia e chiedono l’installazione di telecamere o fototrappole per sorvegliare la zona e tutelare le strutture. Alcuni commentatori riferiscono inoltre di avere già notato la presenza di pietre rimosse o murature deteriorate lungo il percorso. Un commentatore evidenzia: “C’è un mercato nero impressionante su questo materiale”.
Dalle sole fotografie, attualmente, non è possibile stabilire quando e per quale ragione si siano verificati i danneggiamenti, né se i blocchi siano stati effettivamente portati via. La segnalazione riporta però l’attenzione sulle condizioni di un tratto inserito nel sistema monumentale progettato da Lorenzo Nottolini.
L’acquedotto borbonico è di proprietà e sotto la tutela del Comune di Lucca. Sebbene il tracciato e le aree boschive circostanti attraversino anche il territorio di Capannori, compresa la zona delle sorgenti di Guamo con le Parole d’Oro, la competenza amministrativa e la gestione del complesso fanno capo al Comune di Lucca. Il tempietto-cisterna di San Concordio e i circa 3,2 chilometri di arcate sono da tempo al centro di interventi e progetti di valorizzazione. I nuovi strumenti urbanistici del Comune di Lucca, inoltre, riconoscono lo status di ‘parco monumentale’ al percorso.









