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|La nuova vita del monte Faeta dopo l’incendio: salvaguardia e sicurezza nel progetto di recupero
Sarà la Regione Toscana a coordinare i lavori per un costo di 400mila euro. Gli interventi dovrebbero iniziare a settembre
Il disastroso incendio avvenuto a cavallo dello scorso aprile e maggio sul monte Faeta, ha causato la perdita di quasi 800 ettari di boschi. Per cercare di recuperare e mettere in sicurezza parte dell’area, la Regione Toscana in accordo con i Comuni interessati ha realizzato un piano di salvaguardia, che è stato presentato oggi (4 agosto) all’auditorium della Piazza Coperta a Lucca.
Presente l’assessore regionale Leonardo Marras, il sindaco di Lucca, Mario Pardini, l’assessore alla protezione civile, Fabio Barsanti e la responsabile del settore forestazione e cambiamenti climatici della Regione Toscana, Livia Lazzarotto.

Ad introdurre l’incontro è stato il sindaco Pardini: “Oggi l’emergenza è finita, lavoriamo per il futuro. Tutto ciò viene fatto tramite un intervento portato avanti dalla Regione Toscana. Io tengo a ringraziare tutti per quello che è stato fatto in quei momenti terribili e anche quello che è stato approntato adesso, adesso infatti siamo qui per illustrare il futuro”.

“Dopo il gravissimo incendio del Monte Faeta, stamattina (4 agosto) presentiamo il progetto di recupero e di ripristino dell’area boscata – dice l’assessore regionale all’agricoltura e alla forestazione, Leonardo Marras -. Un intervento che naturalmente tiene conto delle necessità di avere quell’area non solo rivegetata, ma accessibile e più sicura dal punto di vista del contrasto agli incendi, quindi un intervento anche di prevenzione. Sono quasi 400mila euro che verranno spesi sia per il versante lucchese che per quello pisano”.
“Saranno interventi realizzati interamente dagli anti delegati – prosegue Marras -, quindi dai Comuni, con un progetto coordinato dalla Regione Toscana e va realizzato fatto immediatamente. Perché quell’incendio, per la sua violenza, e per le condizioni climatiche di quel momento, è stato davvero molto insolito. Solitamente ad aprile non c’è mai stata nella storia della Toscana, una situazione del genere. Eppure questo è il risultato del cambiamento climatico e quindi dobbiamo intervenire, riflettere, e mettere in guardia il dispositivo di difesa, perché evidentemente anche ad aprile dobbiamo già avere un dispositivo di sicurezza”.

“Gli interventi che verranno fatti sono coordinati dalla Regione Toscana, dai comuni della Valle del Serchio e dal Comune di Lucca – spiega l’assessore alla protezione civile del Comune di Lucca, Fabio Barsanti -. Principalmente, la zona che interessa, è quella di via dei Marinari, per la quale abbiamo incontrato, anche i privati che hanno delle particelle e dei terreni in quella zona, per fare degli interventi che siano in ripristino della viabilità boschiva, della riforestazione in base a culture che possono poi prevenire quelli che sono i rischi geologici, e poi anche nella zona di via San Pantaleone e del Castagno. Quindi sono questi tre principali interventi che, al momento, quindi, vanno a portare a migliorare anche la sicurezza e la prevenzione degli incendi”.

Livia Lazzarotto responsabile del settore forestazione, agroambiente, risorse idriche del settore agricolo e cambiamenti climatici, entra nel dettaglio sugli interventi che saranno messi in campo: “E’ un progetto di massima che prevede tutta una serie di interventi di salvaguardia sia nel versante Lucchese che nel versante Pisano. Sono interventi di ingegneria naturalistica quindi ci preoccupiamo di salvaguardare i versanti da fenomeni erosivi nel caso di piogge e in questo modo difendere anche gli abitanti sottostanti. Altre tipologie di intervento riguardano la viabilità forestale, per avere anche una prevenzione futura dell’antincendio boschivo, interventi tipici della prevenzione antincendio boschivo, quali realizzazioni di viali parafuoco, più alcune attività relativi alla fascia di interfaccia fra la vegetazione, la parte agricola degli oliveti e la parte più boscata. A grandi linee questi sono gli interventi, per un totale di circa 400mila euro”.

I lavori di salvaguardia dovrebbero iniziare a settembre e concludersi entro al fine dell’anno, salvo imprevisti metereologici.
Interventi a Lucca
A Lucca gli interventi del progetto di fattibilità riguarderanno principalmente la sistemazione e consolidamento del versante sopra le abitazioni di via dei Marinari a Santa Maria del Giudice, per prevenire e contenere le conseguenze idrogeologiche determinate dalle piogge autunnali; il ripristino di vari chilometri di strade forestali e sentieri per raggiungere più velocemente le zone interne e più impervie del monte; la realizzazione di viali parafuoco per contenere eventuali incendi futuri. Sarà inoltre ripristinato un invaso artificiale antincendio boschivo per conservare una riserva d’acqua da utilizzare in caso di emergenza.
Interventi a San Giuliano Terme
Nella sala consiliare del Comune è stato fatto il punto sugli interventi del progetto di fattibilità che si concentreranno in tre aree. Sul Monte Castellare sarà realizzato un numero consistente di graticciate con materiale di risulta per regolare il deflusso delle acque superficiali e nell’area del Sugherone verranno ripristinate le due importanti strade forestali che collegano lo stesso Sugherone con la località “Le Fontanelle” attraverso il Passo del Castagno.
Gli interventi più consistenti sono nella frazione zona di Ragnaia, la località del lato pisano del Faeta più colpita dall’incendio: qui saranno sistemate le graticciate e realizzato un ampio intervento di selvicoltura per ripristinare la fascia di vegetazione a prevalenza di sughere che circonda il perimetro degli oliveti. Prevista anche la realizzazione di una fascia di protezione lungo via della Ragnaia, con taglio delle piante e interventi di decespugliamento e il ripristino del sentiero Cai n.117 che da Fontanelle conduce a Mirteto. Sempre ad Asciano i lavori previsti sono stati preceduti da alcuni interventi propedeutici, anch’essi finanziati dall’amministrazione regionale, riferiti alla realizzazione, nei dintorni della via di Valle, di piccole briglie in legno all’altezza dei vallini percorsi dai ruscelli che scendono dal Faeta, e di una cosiddetta “vasca di calma”, un piccolo bacino artificiale che, abbinato a una briglia di sassi, ha la funzione di smorzare ulteriore la velocità della discesa dell’acqua e di altri materiali solidi verso valle.
Il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli ha dichiarato: “Quelli previsti nel progetto di fattibilità sono interventi importantissimi per la salvaguardia dei ‘nostri’ versanti del Monte Faeta duramente colpiti dall’incendio di tre mesi fa: per questo siamo grati alla Regione Toscana, al presidente Giani e all’assessore Marras, per questo programma d’interventi, che partirà a breve, come per i lavori propedeutici già effettuati, sempre attingendo a risorse regionali. Gratitudine che estendiamo al consiglio regionale, e alla presidente Saccardi, per aver destinato al rimboschimento del Monte Faeta, una parte delle risorse provenienti dall’avanzo di bilancio. Mai come in questo momento nei ringraziamenti non c’è retorica: l’amministrazione regionale è stata al fianco delle nostre comunità fin dalle primissime ore dell’incendio e continua ad esserlo in modo concreto e fattivo, visti i tempi brevi in cui è arrivata alla progettazione degli interventi che è necessario completare prima dell’arrivo del periodo delle piogge più intense”.


