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Bocciato il progetto per la manifattura sud, Polimea: “Delusi e irritati, ora partenariato speciale pubblico privato unica possibilità”

L’impresa sociale: “Disponibilità di massima su alcune questioni in parte acquisita dagli uffici del Comune nelle interlocuzioni”

Polimea Lucca, la bocciatura del progetto lascia l’amaro in bocca.

Il patto, poi diventata impresa sociale srl, affida a un comunicato la propria delusione: “Questo pomeriggio – si legge – i membri del Patto Polimea Lucca sono stati informati  che il proprio progetto, l’unico presentato, candidato al bando per la ex manifattura tabacchi è stato considerato “inammissibile, a causa di alcuni prerequisiti in diretto contrasto con la documentazione della procedura ad evidenza pubblica”. Oltre a restare tutti basiti dalle modalità di comunicazione di un esito di gara, la delusione e l’irritazione per questa scelta da parte dell’amministrazione è stata immediata da parte di gran parte dei membri del Patto”.

Polimea ricorda alcuni passaggi: “Il Patto Polimea Lucca è stato costituito 4 anni fa da diverse organizzazioni della filiera culturale e creativa lucchese e da altri soggetti di rilevanza nazionale per gestire la ex manifattura tabacchi come “bene comune”, e quindi nell’interesse della comunità lucchese. Oltre due anni fa il Patto aveva partecipato e alla manifestazione di interesse indetta dal Comune proponendo il progetto Polimea-Cittadella della musica che mantenesse la proprietà pubblica del bene e che fosse in grado di generare un impatto positivo sociale, culturale ed economico per tutti i partecipanti e per la città. Il Patto Polimea è risultato aggiudicatario della manifestazione di interesse. A quel punto il Comune avrebbe potuto scegliere la strada del project financing o, ancora meglio, del partenariato speciale pubblico privato (Pspp) secondo l’articolo 134 del Decreto Legislativo n.36/2023, collaborando direttamente con il Patto Polimea per sviluppare insieme un progetto di rigenerazione culturale, sostenibile e nell’interesse della città. Gli uffici e i consulenti del Comune, hanno preferito invece realizzare un ulteriore bando ad evidenza pubblica per la procedure di concessione che è stato redatto dopo due anni dall’aggiudicazione della manifestazione di interesse da parte di Polimea. Le logiche di fondo del bando riprendevano in modo esplicito le indicazioni della manifestazione di interesse espresse dall’aggiudicataria Polimea, ma contenevano alcuni elementi incoerenti rispetto al progetto. Uno su tutti un incomprensibile vincolo di utilizzo da parte del concessionario di solo il 10 per cento delle piazze presenti all’interno alla porzione della ex- manifattura oggetto di bando. L’Impresa sociale Polimea Lucca srl (quindi una organizzazione non a fini di lucro) costituita appositamente per partecipare al bando, è risultata l’unica a partecipare all’evidenza pubblica del 31 gennaio 2026”.

“Nella proposta di Polimea Lucca srl – impresa sociale  – prosegue la srl – si fa esplicito riferimento ad alcuni prerequisiti che sono fondamentali per la riuscita del progetto, ma lasciando spazio, in caso di aggiudicazione anche subordinata, a negoziare delle soluzioni in grado di trovare un equilibrio di interessi tra con concedente e concessionario. Ricordiamo a questo proposito che questa disponibilità di massima era stata in parte acquisita dagli uffici del Comune nelle interlocuzioni previste dal bando di gara e che ci sarebbero stati sino a 12 mesi di tempo per approfondire questi aspetti, prima della stipula del contratto di concessione. Oggi invece prendiamo atto che il Comune, pur in presenza di una sola proposta perfettamente aderente allo spirito e ai contenuti del bando, ha preferito seguire pedissequamente gli aspetti formali e burocratici. Tutto assolutamente lecito: il ricorrente può indicare i prerequisiti del suo progetto in un bando ad evidenza pubblica, dando disponibilità alla discussione/negoziazione di questi requisiti in caso di aggiudicazione subordinata. Dal canto suo il Comune può rifiutare la proposta e definirla ‘inammissibile’. Peccato però che era l’unica sul tavolo”.

“Nonostante la forte delusione, prima di sciogliere definitamente il Patto e liquidare l’impresa sociale – conclude Polimea – vogliamo riproporre al sindaco Pardini l’unica strada percorribile se veramente intende realizzare un progetto ad impatto sociale nella ex manifattura, come ha avuto modo di dichiarare più volte anche pubblicamente. La soluzione proposta è uscire definitivamente dalle procedure di bando ed avviare un partenariato speciale pubblico privato (Pspp) con l’impresa sociale Polimea Lucca srl, in quanto il progetto si configura come una rigenerazione a finalità culturale  quindi il Pspp è applicabile secondo la nuova normativa del codice degli appalti ( invitiamo gli uffici dell’amministrazione a prenderne atto). Polimea Lucca srl – impresa sociale è un ente del terzo settore, si è aggiudicata la manifestazione di interesse oltre due anni fa e di fatto è l’unico soggetto che ha proposto un progetto coerente con gli obiettivi dell’amministrazione contenuti nell’ultimo bando di gara”.

“A questo punto – conclude Polimea – attendiamo una scelta politica da parte del sindaco Pardini”