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Ex manifattura, Rapaccini crede ancora nel progetto Polimea: “Il sindaco può cambiare strumento di aggiudicazione”

La comunicazione con l’ente è stata un vulnus: “Abbiamo appreso dell’inammissibilità del progetto da Lucca in Diretta”

La visione di Polimea sul futuro dell’ex Manifattura Tabacchi si è scontrata con la burocrazia degli enti pubblici. Raggiunto al telefono il presidente di Music Innovation Hub (soggetto capofila del progetto di Polimea), Andrea Rapaccini, ha chiarito le motivazione per cui il loro progetto è stato dichiarato inammissibile dalla commissione giudicatrice del bando. A suo avviso, anche lo strumento del bando di evidenza pubblica a causa della sua rigidità ha portato questa conclusione, che a quanto pare, ha scontentato un po’ tutti.

“Dopo l’avviso di evidenza pubblica a cui abbiamo risposto abbiamo proseguito con uno strumento molto rigido che non permette un dialogo, un bando di gara – spiega Rapaccini -. In realtà ce n’erano altri più indicati per ciò che volevamo fare nel nostro progetto. Il bando di gara era comunque coerente con la nostra visione di recupero dell’ex Manifattura Tabacchi, ma al suo interno presentava alcuni punti e condizioni che non potevano essere accettati”.

Polimea, con un comunicato ha dichiarato che il bando prevedeva che solo il 10% delle piazze all’interno della Manifattura potessero essere utilizzate dal concessionario, quindi da Polimea.

“Si questo è il primo – prosegue Rapaccini – ed è anche quello più grave, che ci ha fatto desistere. E’ una condizione inaccettabile perché proprio l’utilizzo delle piazze interne è fondamentale per sviluppare la nostra idea progettuale. Insomma chi avrebbe accettato di pagare la ristrutturazione delle piazze per poi lasciare il 90% di queste sotto il controllo del Comune? Avrebbero potuto farci qualsiasi cosa. Però questo non è il modo giusto di fare, non c’è stata possibilità di dialogo e spero che comunque si riesca ancora a trovare una quadra”.

Altro vincolo importante evidenziato da Polimea riguarda i 6.000 mq di ex Manifattura Tabacchi venduti ad un soggetto privato.

“Oggi qui 6.000 metri quadrati hanno una destinazione ad uso industriale – precisa Rapaccini -. Noi chiedevamo che in futuro le destinazioni d’uso di quella porzione di Manifattura non fossero in contrasto con le destinazioni d’uso dei nostri 14.000 metri quadrati”.

Problemi minori invece dalla presenza del terminal bus.

“Volevamo semplicemente capire in che modo far partire i lavori e come avrebbero sistemato piazzale Verdi – spiega il presidente di Music Innovatio Hub -. In quella piazza ci sarebbe stato l’ingresso della nuova Manifattura. Pensavamo di iniziare i lavori in altri punti della struttura, ma non siamo ancora a conoscenza dei programmi delle altre due porzioni di Manifattura. Altro tema importante le autorizzazioni, noi saremmo stati responsabili di eventuali ritardi nelle autorizzazioni. Erano impegni che volevamo assumerci per le autorizzazioni con la Soprintendenza, ma non potevamo assumerci le responsabilità per eventuali ritardi delle autorizzazioni comunali. Almeno quelle potevano essere condivise”.

Una comunicazione che non ha funzionato secondo Rapaccini e la mancanza di comunicazione si è palesata anche quando è stata appresa la notizia del progetto.

“Abbiamo appreso la notizia dalla stampa – sottolinea -, abbiamo letto un vostro articolo”.

Rapaccini però non chiude completamente al progetto Polimea anzi, fa un appello al sindaco: “La scelta del bando non è stata felice, ma il sindaco può prendere in mano le redini ed usare altri strumenti più idonei, come il Partenariato speciale pubblico privato (Pspp). Il sogno del progetto Polimea può proseguire con un dialogo diverso”.