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Porta Elisa ‘chiusa per ferie’: 66 anni fa la goliardata che sorprese una Lucca deserta per la festa

L’idea fu di un gruppetto di cinque adolescenti tra i 14 e i 17 anni che per un giorno si sentirono i padroni della città

Una goliardata, una ‘zingarata’ (in omaggio al film Amici Miei, che arriverà qualche anno dopo nelle sale). Che risale all’agosto del 1960, proprio nel giorno di Ferragosto. 

Sembra passata una vita rispetto a quel 15 agosto del 1960 quando alle 15 la città dentro le mura era vuota e la stragrande maggioranza delle serrande dei negozi avevano appeso il cartoncino verde con scritto: Chiuso per ferie. In giro non si vedeva nessuno, proprio un altro mondo rispetto a quello che si può vedere oggigiorno. All’epoca anche i lucchesi che non erano andati in vacanza preferivano rimanere chiusi in casa. Farsi vedere per molti era vergogna. Venivi additato come uno che non poteva permettersi questo lusso.

Non la pensavano così un gruppetto di cinque adolescenti tra i 14 e i 17 anni che in quel lunedì caldo, ma non afoso, decisero di scorrazzare in largo e in lungo nel centro storico con le loro biciclette. I turisti all’epoca erano una rarità. In via Fillungo e nel resto del centro storico i negozi erano tutti chiusi, salvo rare eccezioni. I pochi passanti che si incontravano camminavano svelti e a testa bassa quasi per non farsi vedere.

In via San Girolamo era aperto Beppe il Bugiardo, celebre bar tabacchi, Tista in piazza San Michele, Topo Topo, la storica osteria dove i soliti avventori passavano le giornate giocando a carte, col fiasco del vino sul tavolo.

“Questi 5 scapestrati giovinastri” si sentivano i padroni della città. Il traffico di auto e motocicli era quasi inesistente anche sulla circonvallazione. Da qui la brillante idea: chiudere Porta Elisa. Non fu un’impresa facile. I ragazzi sganciarono le catene che tenevano le due possenti ante della grande porta bloccandola dall’interno con il possente chiavaccio. Unico testimone, un grosso talpone che aveva fatto lì il suo nido. Attaccarono un foglio bianco al centro della porta sul lato esterno che recitava Chiuso per ferie, immortalando la goliardata con una piccola macchina fotografica, In tutto questo arco di tempo non erano transitate né auto né ciclisti.

Scapparono con le loro bici sulle mura per osservare dall’alto quello che sarebbe accaduto. Dopo 10 minuti un’auto proveniente dalla circonvallazione si trovò di fronte la porta sbarrata. La persona scese, controllò, lesse il cartello e non sapeva darsi una risposta, poi fece inversione di marcia. Nell’arco di un’ora transitarono alcune persone a piedi e in bicicletta e tutti guardavano sorpresi commentando l’accaduto.

All’epoca nessuno aveva le tecnologie di oggi e quindi non si poteva fotografare o telefonare. Solo intorno alle 20 videro arrivare due vigili urbani in bicicletta. Per i piccoli ‘manigoldi’ era arrivato il momento di tagliare la corda e scappare verso casa.

Porta Elisa fu riaperta al traffico solo il giorno successivo.