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Quartieri social, maggioranza: “Stop a contrapposizioni”

stecconeUna proposta per andare oltre ai contrasti per i progetti per i quartieri social a San Concordio. Arriva da Pd, Lucca Civica e Sinistra con Tambellini, con una nota congiunta.
“Mettiamo da parte la fase della contrapposizione e degli attacchi personali - dicono i partiti di maggioranza a Lucca - che di sicuro non fanno bene al territorio, ma servono al massimo per dare visibilità politica a chi sta lavorando per lanciarsi (o rilanciarsi) nelle competizioni elettorali future. Per i progetti di San Concordio, il nostro impegno è a proseguire il dialogo avviato tra il Comune e i cittadini e le associazioni dei quartieri: tra i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, stiamo riscontrando la voglia di collaborare, con proposte ed idee, alla fase progettuale e realizzativa delle opere. L’amministrazione comunale, con le modifiche presentate durante l’ultimo Consiglio, ha dimostrato di vivere come priorità il potenziamento del verde del quartiere e la valorizzazione dell’identità storica e culturale dell’area dell’ex porto della Formica: lavoriamo tutti insieme, con correttezza e spirito collaborativo, affinché gli importanti interventi in programma siano al massimo utili ed efficaci, per la socialità e la comunità di San Concordio”.


“L’area della montagnola resterà, nella sua interezza, a verde e ad erba; si salvaguarderanno le alberature presenti, prevedendo semmai nuove piantumazioni – sottolineano Pd, Lucca Civica e Sinistra con Tambellini - E sull’area della ex Gesam, si conferma l’addio all’impattante lottizzazione, che era stata progettata dalle amministrazioni comunali precedenti: al posto del polo commerciale e del centro direzionale che erano in programma, vedranno la luce otto locali e un’ampia terrazza, che assieme alla piazza coperta saranno a completa destinazione pubblica, al servizio delle associazioni e delle scuole. Con un occhio di riguardo all’ex porto della Formica: la struttura, infatti, ospiterà anche un centro di documentazione, che sarà dedicato proprio al recupero di uno degli aspetti storici più importanti dell’area. In piazza Aldo Moro in programma c’è l’abbattimento di tre alberi, contro i 40 per i quali è invece prevista la piantumazione; il cippo di Aldo Moro sarà spostato in un’area privilegiata”.
“Grazie ai finanziamenti del quartieri social, dopo decenni siamo finalmente in grado di poter investire risorse importanti sul quartiere di San Concordio – proseguono – Possiamo così, nel concreto, perseguire uno dei principali obiettivi di questa amministrazione: lavorare per il quartiere, per la sua riqualificazione e per incentivare le reti e i legami di comunità che qui si sviluppano. Tutto ciò lo rivendichiamo con orgoglio: perché dopo decenni che in tanti promettevano attenzione e interventi a San Concordio, noi siamo i primi che riescono davvero a far partire i cantieri, che creeranno e riqualificheranno spazi pubblici, aree verdi, piste ciclabili, luoghi di socializzazione e comunità. Il confronto coi cittadini e i soggetti organizzati proseguirà naturalmente anche nelle prossime settimane e nei prossimi mesi: pure nelle fasi di realizzazione dei cantieri. Ogni proposta è ben accetta: sarà attentamente valutata e, nei limiti del possibile, se migliorativa sarà accettata. Certo, chiediamo a tutti correttezza e pieno spirito collaborativo: un progetto così ampio non può che nascere dai bisogni e dalle idee di tantissimi soggetti: e, come è ovvio che sia, nessuna parte può pensare di imporre tutte le proprie idee ed esigenze, come se fossero le uniche importanti”.

1 commento

  • sconcordio
    sconcordio Giovedì, 08 Agosto 2019 21:57 Link al commento

    E’ proprio vero che non c’è più sordo di chi non vuol sentire. I partiti della maggioranza continuano a suonarsela e a cantarsela, a ripetere come un clichè sempre le stesse cose, credo per convincere anzitutto se stessi. Ma si guardano bene da entrare nel merito della sostanza. La sostanza è che nell’area Gesam, sul sito del Porto della Formica, vogliono costruire un enorme edificio, su una base di 2400 mq e l’altezza di 16 metri, senza attorno un centimetro di verde, con in cima una megaterrazza panoramica. Perché? Se è perché si volevano dare delle stanze alle associazioni, occorreva spendere 6 milioni di euro per costruire un ambaradan simile, con tutti gli edifici vuoti e inutilizzati che ci sono, anche di proprietà del Comune, a cominciare dal “Chiesone Gesam” che si trova proprio lì, e che benissimo si presterebbe ad un uso “social”? Se è perché si voleva riqualificare l’area Gesam, anche un cieco lo vede che questo è l’opposto di una riqualificazione, anzi è una pietra tombale sulla possibilità di riqualificazione stessa. “Il Chiesone lo abbiamo acquisito dopo”, c’era da fare la bonifica”,”avevamo già speso nell’interrato”: di scuse se ne possono trovare tante, per giustificare l’avventatezza di questo progetto e l’incapacità di giostrarsi i fondi. Ma la sostanza, che si tratta di un intervento edilizio inaccettabile, e che sembrano soldi spesi tanto per essere spesi, rimane. Se veramente l’Amministrazione vuole abbassare la conflittualità, la strada maestra c’è ed è una sola: se il progetto della Piazza Coperta non si può modificare, va ritirato.

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