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Province, Marcucci (FI) scrive a Renzi: "Una riforma sbagliata e antieconomica"

La riforma delle Province? Antieconomica. La pensa così il consigliere provinciale di Forza Italia e vicepresidente dell'Upi Toscana, David Marcucci, che manda una lettera aperta a Matteo Renzi, presidente del consiglio in carica. "Caro presidente del Consiglio - scrive Marcucci - c'è chi l'ha definito il nuovo che avanza... e chi ci vorrebbe far credere che il suo governo è l'ultima possibilità. Se così fosse potremmo tranquillamente dire che anche la speranza se ne è già andata. Non voglio commentare le sparate che Lei ha fatto da quando si è insediato alla guida dell'esecutivo (una riforma al mese, 80 euro in busta paga e chi più ne ha e più ne metta), ma i suoi commenti e la demagogia che ho sentito dopo l'approvazione al Senato del disegno di legge Del Rio non può e non devono passare inosservati".						
"Affermare - dice Marcucci - che adesso 3mila politici italiani non prenderanno più lo stipendio non solo non corrisponde esattamente alla realtà ma è populista, demagogico e oserei dire molto pericoloso. Intanto Lei che è stato presidente della Provincia di Firenze per ben 5 anni, lautamente pagato, per poi diventare sindaco, lautamente pagato, ed infine (da nominato) presidente del Consiglio, strapagato, dovrebbe sapere ma soprattutto dire con esattezza come funzionano gli enti locali. Lo stipendio lo prendono solo i presidenti e le giunte, i consiglieri da anni (e sempre meno) percepiscono solo un gettone di presenza e per mantenersi non devono fare ciò che fa Lei (il politico) ma devono quotidianamente e tranquillamente andare a lavorare (ovviamente sempre che uno abbia ancora questa fortuna). Ma il problema alla fine non è nemmeno questo e sta tutto nel messaggio che Lei da o pensa di dare. Intanto per chi ama la politica ed ha a cuore l'interesse della collettività non può pensare che la partecipazione, comunque essa sia, sia un male. Non può pensare che i nostri denari e la spesa pubblica, sia una cosa che deve essere gestita da pochi, magari inetti e senza scrupoli infischiandosene del volere e privi del mandato popolare". "L'idea che eliminare i cittadini che si vogliono occupare della cosa pubblica sia la ricetta giusta per risanare il paese - dice ancora credo che sia profondamente sbagliato e direi molto pericoloso. Lo capisco presidente, può far leva e presa sull'opinione pubblica, può far lievitare i sondaggi, ma col passare del tempo, vedrà, sarà un'arma a doppio taglio. Non so presidente se Lei ha letto il testo della legge che ha fatto approvare dai suoi fedelissimi, spero che Le abbiano spiegato che questa legge non solo non abolisce le Province, istituisce ben 9 città metopolitane (lo stesso numero di quelle che esistono in tutta Europa) ma che addirittura, così ci dicono gli addetti ai lavori, rischia di essere anti-economica ovvero e  tradotto, di costare di più ai cittadini! Insomma caro Renzi, non penso che fare politica sia solo un problema di messaggi o di propaganda, dietro ogni decisione soprattutto quando si parla di riforme strutturali, ci dovrebbe essere una visione ampia e di lungo respiro in grado di dare risposte e non promesse. Per eliminare sprechi e burocrazia inutili, per ridurre costi o privilegi inguardabili, per cercare di risanare i conti dello Stato ci sono diverse strade che possono essere intraprese pensare di prendere scorciatoie anzichè la via maestra, seppur tortuosa e magari più lunga, sia meglio o più vantaggioso potrebbe rilevarsi un grave errore, perchè al fine la cosa che veramente conta è che questo percorso, il tragitto intrapreso, sia quello giusto ed in grado di portarci a destinazione e non nel baratro".

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