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Protezione Civile, prove di comunicazione sui social media

9009273Protezione Civile protagonista del secondo giorno del Festival del Volontariato. Oggi (11 aprile), la manifestazione che fa del Real Collegio di Lucca il quartier generale dell’associazionismo e del non profit, accoglie importanti momenti di riflessione e dibattito dedicati alla ProCiv. Al centro il tema della comunicazione, affrontato questa mattina con il contributo di Titti Postiglione, direttore dell’Ufficio Volontariato, Formazione, Comunicazione del Dipartimento della Protezione Civile, e da Luca Calzolari, direttore del Giornale della Protezione Civile. “Oggi – spiega Titti Postiglione – siamo qui per fare il punto su un percorso che abbiamo iniziato insieme cinque mesi fa e che ha al centro la comunicazione della nostra identità e del nostro operato di Protezione Civile. Lo facciamo attraverso la presentazione dei risultati di una ricerca sulla comunicazione effettuata da realtà associative e istituzionali della Protezione Civile e la testimonianza diretta di alcune singole esperienze ritenute in questo ambito significative”.

“Idea di rete come punto di partenza e punto di arrivo: è questo l’approccio che le realtà parte integrante della ProCiv sono chiamate a condividere rispetto al tema della comunicazione – continua Postiglione -. Il network costituisce infatti l’anima stessa del nostro essere: il servizio nazionale di ProCiv è un sistema coeso, costituito da diversi soggetti che operano in maniera coordinata. La nostra comunicazione deve dunque rispettare e riflettere questa identità”.  
“Non meno importanti sono poi tempestività e accuratezza – conclude -: sono questi i due aspetti, apparentemente inconciliabili, che il nostro modo di comunicare vuole mettere assieme. Si tratta di una sfida complessa, ma di fronte alla quale non ci tiriamo indietro”.
Siti web e social network per una comunicazione digitale piuttosto diversificata e capillare, caratterizzata da una grande attenzione finalizzata a garantire l’affidabilità delle notizie diffuse, dalla presenza di una policy e da un’interazione e un coinvolgimento diretto degli utenti presente soprattutto nelle fasi di emergenza. Sono queste le caratteristiche principali della comunicazione condotta dalla Protezione Civile secondo la ricerca presentata da Luca Calzolari.
“Il punto di partenza di questa indagine dedicata alla comunicazione nella Protezione Civile – spiega Calzolari – è stato una call a cui hanno risposto un buon numero di soggetti. Quello che è emerso è stato innanzitutto una profonda differenza nel modo di comunicare tra associazioni e istituzioni, sia in situazioni ordinarie che in condizioni di emergenza”.
“Nei cosiddetti “tempi di pace” – continua -, le associazioni tendono soprattutto a comunicare le attività svolte. Oltre a ciò, sono solite condividere e diffondere campagne nazionali e informazioni che provengono da soggetti istituzionali. Gli strumenti utilizzati sono Facebook, Twitter, il sito web, whatsapp, ma anche Youtube e Instagram. Diverso l’atteggiamento delle istituzioni, che, usando prevalentemente i propri siti, diramano, oltre alle attività istituzionali, normative, codici di allerta, comunicati stampa e comportamenti da tenere in caso di emergenza”.
“La comunicazione cambia radicalmente in tempo di emergenza – puntualizza Calzolari -. In questi casi, le associazioni tendono in prevalenza a condividere informazioni provenienti da fonti certificate. Ad esser diffusi sono anche aggiornamenti in tempo reale, corredati di contributi multimediali realizzati dai volontari. Le istituzioni si fanno invece vera e propria fonte di informazione, diffondendo news su viabilità, sicurezza, aree di attesa, con aggiornamenti costanti sulla situazione, cercando di coniugare tempestività e accuratezza. Anche nelle situazioni di crisi si mantiene quella differenziazione nell’uso dei mezzi di comunicazione che abbiamo registrato nelle fasi ordinarie: mentre le associazioni utilizzano molto i social (Facebook, Twitter, ma anche Whatsapp), le istituzioni preferiscono i loro siti ufficiali, a cui affiancano mezzi più tradizionali (comunicati stampa, …) e, in secondo luogo, i social network”.
“In tutti questi casi – aggiunge -, foto e filmati rappresentano un elemento di corredo fondamentale per l’informazione diffusa, in grado di dare un’idea immediata e inequivocabile della situazione. Una maggiore interazione con la cittadinanza è infine risultata esser presente soprattutto durante i momenti di emergenza. Ciò che è emerso con forza nelle situazioni di crisi è il bisogno, condiviso sia dalle associazioni, sia dalle istituzioni, di figure formate, volontari digitali o operatori professionisti necessari per una comunicazione efficacie”.
E infine la Policy. “Dalla ricerca è emerso come una policy esista nella comunicazione della Protezione Civile – dichiara Calzolari -. Le sue linee guida sono la coerenza con la mission perseguita, la coerenza tematica, la certificazione e l’affidabilità delle informazioni. Molta attenzione è dedicata anche alle norme che devono esser rispettate dagli utenti esterni della comunicazione, coincidenti prevalentemente con la normale netiquette”.
La tematica comunicazione nell’ambito della Protezione Civile verrà approfondita questo pomeriggio, a partire dalle 14,30, alla presenza del capo Dipartimento Franco Gabrielli.

Laura Gianni

 

FOTO - Volontari in piazza Napoleone per FdV2014 (di Domenico Bertuccelli)


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