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Tifosi in tripudio per la promozione della Lucchese - Foto

 MG 8496E' iniziata con una lunga attesa ma presumibilmente andrà avanti per tutta la notte. E' la festa della Lucchese promossa in Lega Pro, che torna meritatamente fra i professionisti al 92' di un incontro che sembrava ormai difficile da portare a casa. E invece Pecchioli, e invece la grinta di una squadra intera, di capitan Aliboni, di Angeli, di Casapieri. Ed anche di coloro, come Espeche e Tarantino, non hanno giocato una partita da incorniciare. E subito dopo il successo, dopo la festa in quel di Correggio dei 400 entrati allo stadio e degli altrettanti ad attendere fuori dalla struttura emiliana, la carovana è tornata in autostrada cercando di seguire il pullman della squadra che aveva a bordo un tifoso di eccezione, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini.
In città subito cori e cortei, prima allo stadio e in circonvallazione, poi in città, fra corso Garibaldi, piazza Grande e il Caffè delle Mura, ad attendere i giocatori e a tributare loro il giusto onore per un traguardo ancora una volta storico. Quindi cena finale al Mai Mai di Martino Spera con dirigenti e società ancora in pieno clima festeggiamenti. Per la rinascita della Lucchese, il ritorno nel calcio che conta. E l'inizio di un altro sogno, quello di tornare, un giorno o l'altro ma comunque prima possibile, in serie B.

Le foto di Giuseppe Cortopassi


Il pullman entra da Porta San Pietro quando sono appena scoccate le nove e mezza, puntuale e inesorabile come questa Lucchese, la squadra che ha cominciato a rimettersi in pari con una storia ultracentenaria e blasonata sbancando Correggio e consegnando la data del 4 maggio 2014 alla storia rossonera. I calciatori salgono sul tetto del mezzo e si involano verso l'abbraccio più caloroso, quello dei tifosi radunatisi in corso Garibaldi: alla fine saranno circa un migliaio i sostenitori accorsi ad osannare Aliboni e compagni.

Le prime foto della festa

Ci sono proprio tutti: dalle famiglie con i passeggini al classico tifoso occasionale, fino ad arrivare agli irriducibili, quelli che si sono sciroppati la trasferta in Emilia con un sorriso di fede stampato sul viso, perché comunque vada la “Pantera” non si abbandona e, soprattutto, “La fede non si diffida”. Ci sono tutti e in fondo va bene così: la Lucca calcistica ha bisogno di restituirsi a sé stessa e poco importa se in tanti salgono sul carro del vincitore a giochi compiuti. I percorso per vincere lo scetticismo cosmico di una città dal palato troppo fine è lungo e accidentato, ma oggi è stato posto un primo mattoncino. Sul tettino i calciatori ballano, si denudano, lanciano magliette e sventolano bandiere: il mattatore è Nazareno Tarantino. Va bene, ha cannato un rigore, il secondo di fila, ma nessuno dimentica che siamo arrivati in Lega Pro anche grazie ai suoi 14 centri stagionali. C'è Aliboni, il capitano che ha stretto i denti per giocarsela e ha pure piazzato la botta dell 1 a 1; c'è il volto duro e levigato di Marcos Espeche, un altro che stava per combinarla grossa oggi, ma che a conti fatti è stato il muro contro il quale sono rimbalzati avversari per tutta la stagione. Poi c'è Pecchioli: giovane, sorridente, eroe di giornata con quel gol al 92' che manda in paradiso i rossoneri e ricaccia in gola le urla di festa della Correggese, con tanti saluti al freddo raziocinio della statistica. La Correggese ne aveva perse solo due e aveva segnato più di noi: non importa. Si tengano i loro record, noi abbiamo il campionato. Nel pullman – evitano di salire sul tetto – si intravedono nitidamente i profili di Pagliuca, Bacci e Russo. La vittoria di oggi è la vittoria delle idee tattiche e della voglia di vincere del mister: in certi momenti della stagione se l'è vista brutta, diciamolo. Ha avuto gli uomini contati per metà campionato, ha ingoiato critiche e guadagnato espulsioni, ma non ha mai indietreggiato e alla fine ha "vinto" lui. E che dire del presidente Bacci? Il giorno della presentazione la stampa lo accolse con lo scettiscismo di chi ancora non aveva digerito due fallimenti, ma lui fu subito chiaro: “Sono qua per fare le cose per bene” disse. Accidenti se ci è riuscito: certo il carattere burbero e talora iracondo non ha facilitato il dialogo con i media locali, ma ce ne fossero di garbugli in conferenza stampa se poi il prezzo è la promozione. Bruno Russo, invece, è uno di quelli che ci hanno creduto sempre. Lo incontravi in centro o allo stadio e tutto l'anno ripeteva lo stesso ritornello, con quella faccia a metà tra il duro da film western e il bonaccione: “Sono sicuro che arriviamo a giocarci la promozione all'ultima giornata” andava dicendo. Anche lui ha avuto ragione: chapeau.
La festa prosegue inarrestabile: il pullman arriva fino a piazza del Giglio, dove sosta per una ventina di minuti. Il tempo per essere assediati dall'affetto tracimante dei tifosi e poi via, senza parole, ma va bene così. La gente continua a presidiare la piazza ancora per un po'. Negli occhi di tanti indovini incredulità mixata con gioia autentica. L'impresa era durissima, eppure ce l'hanno fatta. Il pronostico è rimandato, la male sorte intrappolata, la fortuna ha stampato labbra al rossetto sulla fronte audace dei nostri: magari fino al 92' era un attimino distratta, ma conta il risultato finale. Ce l'abbiamo fatta: e per una notte Lucca va a dormire con l'anima leggera di chi sa che domani si risveglierà in Lega Pro.

Paolo Lazzari

Ultima modifica ilLunedì, 05 Maggio 2014 15:12

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