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Si allungano i tempi per la riforma delle Province

baccelligaddiSi allungano i tempi per la riforma Del Rio delle province. Il termine, non perentorio, del prossimo 8 luglio, martedì prossimo per la cronaca, previsto dal decreto legge per la riunione della conferenza unificata Stato-Regione per trovare un primo accordo sul trasferimento delle funzioni, con tutta probabilità non verrà rispettato. La situazione, in sostanza, è in fase di stallo, anche per le differenti visioni fra enti locali. Da una parte, infatti, c'è una sostanziale condivisione nel percorso da intraprendere fra l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e l'Unione delle Provincia Italiane, dall'altra ci sono le Regioni, che al momento appaiono ostili all'attuazione della legge Del Rio, motivandola con il percorso di modifica in corso del titolo V della Costituzione che affiderebbe a tali enti poteri di attuazione e di legislazione ma non più di gestione.

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Province, Baccelli nominato nell'ufficio di presidenza Upi

Baccelli con fascia.14Il presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli è stato nominato membro dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, Unione delle Province Italiane. La nomina – formalizzata con una lettera del presidente dell’Upi Antonio Saitta – riguarda alcuni dei presidenti delle amministrazioni provinciali che manterranno il proprio incarico istituzionale oltre il 2014 e Baccelli è l’unico presidente di Provincia in Toscana che rimarrà in carica fino al 2016. L’incarico a Baccelli è motivato dal presidente Saitta con l’intento di contribuire al lavoro di accompagnamento dell’iter della riforma degli enti provinciali in tutti i tavoli di confronto che si apriranno a livello nazionale dopo l’approvazione del Ddl Delrio.

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Per Lucca: "Riforma Province anticamera dell'abolizione, la città si attivi per il futuro"

"L'approvazione al Senato del disegno di legge Delrio trasforma le province, ma altro non è che l'anticamera della loro abolizione". La pensa così Per Lucca e i suoi paesi, che interviene sull'ultimo passaggio in parlamento della riforma tanto attesa: "L'abolizione - spiegano - fatta non per ottenere effettivi risparmi ma, come bene e senza senso di autoironia ha detto il presidente del Consiglio Renzi "perché bisogna dare un segno", andrà oltre a quanto a suo tempo ipotizzato e poi non realizzato dai padri costituenti; le province infatti saranno abolite sia quali enti autarchici territoriali nonché quali celle elementari del decentramento degli uffici periferici statali".
"Oggi - dice ancora Per Lucca - la città di Lucca ospita gli uffici provinciali, con una ricaduta occupazionale diretta di quasi cinquecento unità e tali uffici offrono servizi di area vasta a più di trenta comuni con circa 380mila abitanti e questo ha ricadute evidenti sull'economia del centro storico. Il ruolo di Lucca quale capoluogo comporta anche la presenza in città di una serie di uffici statali che offrono servizi di area vasta ad un ampio territorio, anche questo con notevoli ricadute occupazionali dirette e indirette".

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