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Lavori S.Concordio, Mei: “Tanti ritrovamenti nell'area”

bittaRitrovamenti archeologici nell'area ex Gesam, il Comitato San Concordio replica al sindaco che ieri (15 luglio) nel suo intervento in consiglio comunale aveva escluso che, nella fase di scavo, fossero stati trovati in zona reperti di un qualche rilievo.
"Il sindaco - scrivee Clara Mei - nel consiglio comunale di ieri ha affermato che "se nell'area Gesam ci fosse stato chissà cosa di valore, all'epoca i lavori sarebbero stati fermati". Infatti, non solo i lavori furono fermati, ma la soprintendenza impose una modifica al progetto Steccone, di cui fu tagliato un angolo che insisteva proprio sopra le strutture interrate del porto, come erano e sono riportate in dettaglio al centimetro nelle molte mappe, carte e estratti catastali disponibili. Caso volle che in quell'angolo tagliato si trovasse un pilastro portante della costruzione dello Steccone, la cui mancanza portò a gravi irregolarità in tema di antisismica da cui trassero spunto parte delle indagini della magistratura".

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Ex Gesam, Clara Mei torna alla carica: "Serviva un confronto pubblico"

pensilone short1002 2Area Gesam, l'intervento previsto dal Comune non piace a Clara Mei, memoria storica del quartiere ed attiva negli anni con il Laboratorio di urbanistica partecipata. Mei sottolinea ancora una volta la sua contrarietà all'intervento, mettendo l'accento sulla mancanza di un confronto pubblico sul tema.
"Sarà un "intervento diretto" la costruzione della piazza Coperta nell'area Gesam a S.Concordio, in località al Porto. Su quell'area in origine era possibile intervenire solo con piano di recupero o piano attuativo, cioè con doppio passaggio in consiglio comunale, prima in adozione poi in definitiva approvazione, con possibilità per chiunque, tra le due fasi, di proporre osservazioni. L'obbligo di piano attuativo fu tolto dal sindaco Fazzi, con il risultato che il progetto edilizio dello Steccone partì, nel 2008, con una lunga serie di madornali errori, tra cui quello di insistere, in parte, sul sito dell'antico porto fluviale di Lucca e quello, di non minore gravità, di non considerare che l'area era stata pesantemente inquinata nei tanti anni di attività del gasometro. Errori dalle conseguenze gravissime, che sicuramente avrebbero potuto essere evitati se ci fosse stato il confronto in consiglio comunale".

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