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Imprenditori con D'Alessandro: “Lucca guardi oltre le Mura”

Schermata 05-2456781 alle 18.29.29“Perdere il Summer Festival sarebbe una sconfitta per la città intera. Lucca deve guardare oltre ai suoi spalti”. E' l'appello di Pierluigi Rumbo, amministratore delegato della AlpiPan Srl, che interviene nel dibattito scatenato dall'intimazione del Comune a Mimmo D'Alessandro di rimuovere le scritte sotto gli spalti delle Mura che promuovono la manifestazione (Leggi). “Come imprenditore, ma soprattutto come grande amante della musica di qualità,
trovo grottesca tutta questa polemica, verso un imprenditore che nell'esercizio del proprio business, ha fatto un gran bene a Lucca in questi anni, dal punto di vista promozionale”, scrive Rumbo. “Sembra quasi però - aggiunge - che a Lucca sia considerato reato svolgere attività imprenditoriali di successo, anche se queste giovano alla citta'. E' vero, probabilmente c'e' stata una leggerezza burocratica nel non chiedere l'autorizzazione alla Sopraintendenza, ma forse la lacuna sarebbe stata facilmente sanabile, senza alzare tanta polvere. Tale mancanza dovrà essere senz'altro sanata, nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti”.

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'Ndrangheta ad Altopascio, pizzo e spaccio di droga: 13 arresti - Video

  • Pubblicato in Cronaca

di Roberto Salotti
ccndranghetaluccaTaglieggiavano gli imprenditori e li tenevano in scacco, minacciandoli a mano armata o con attentati incendiari alle loro attività o case. “Persone prive di scrupoli e ossequiose alle direttive del loro capo”, li definisce il gip nelle tredici ordinanze di custodia cautelare, di cui 10 in carcere e altre tre ai domiciliari, eseguite alle prime luci dell'alba di oggi (9 ottobre) dopo indagini durate due anni, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Lucca e coordinate dalla Dda di Firenze, sotto il controllo delle procure della Repubblica di Lucca e di Firenze. Una banda che, per il pm Squillace Greco della Dda, agiva con “metodi di stampo mafioso, con l'obiettivo di ricreare in Lucchesia una organizzazione mafiosa”. Tutti agli ordini, secondo gli inquirenti, di Giuseppe Lombardo, esponente del clan dei Facchineri, che viveva ad Altopascio dall'età di 22 anni, quando aveva lasciato la Calabria insieme al padre Antonino, arrestato per mafia nel 1997 e condannato definitivamente nel 2003 dopo essere sfuggito nel 1987 ad un agguato mafioso. Continuando, però - sostiene l'accusa -, a mantenere i contatti con il clan della ’ndrangheta.

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