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Revoca accoglienza, da Lucca un caso alla corte Ue

  • Pubblicato in Cronaca

cortegiustiziaIl Tar della Toscana ha sospeso il giudizio sul ricorso presentato da due cittadini della Nigeria contro il decreto di revoca dell'accoglienza disposto nei loro confronti della prefettura di Lucca, e ha rimesso la questione alla Corte di giustizia europea. Questa sentenza è stata citata oggi in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario dal presidente del Tar toscano Manfredo Atzeni, come una tra le più significative del 2018.

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Tar Toscana: no alla revoca della licenza a sala giochi

Nonostante le statistiche ufficiali parlino di una costante e importante crescita del mercato del gioco d’azzardo in Italia, alcuni dei suoi settori si trovano a dover affrontare ostacoli che rendono sempre più complesso far fronte alla concorrenza ma anche semplicemente garantire la sopravvivenza delle imprese ed il mantenimento dei posti di lavoro. Per quanto riguarda i siti legali di gioco a distanza, la maggiore sfida che si prospetta all’orizzonte è quella rappresentata dal divieto di pubblicità istituito dal Decreto Dignità. Nonostante questo blocco totale, i casinò online hanno però alcuni vantaggi concorrenziali, rispetto al settore del gioco tradizionale, vantaggi costituiti dalla possibilità di offrire bonus senza deposito, da una gamma di giochi praticamente infinita e dalla possibilità di essere raggiunti anche via cellulare. Per le sale da gioco reali, invece le sfide sono ancora maggiori perché oltre al blocco della pubblicità e all’aumento ripetuto del Preu, devono anche far fronte a limitazioni imposte dalle diverse amministrazioni locali che con ordinanze sindacali possono determinare l’orario di funzionamento degli apparecchi di gioco ed il posizionamento delle sale all’interno del tessuto cittadino.
Tuttavia, c’è una sala giochi di Pistoia che può vantarsi di aver vinto la sua battaglia. Ci stiamo infatti riferendo ad una recente sentenza del Tar Toscana che ha dichiaro illegittima la revoca della licenza ad una sala giochi, che era stata chiusa perché troppo vicina a due luoghi sensibili. La sala Vtl protagonista della vicenda aveva ricevuto, nel 2018, regolare autorizzazione all’apertura da parte della Questura, ed in quella occasione erano state anche misurate le distanze tra l’esercizio ed i luoghi sensibili presenti nei dintorni. A seguito di una segnalazione, tuttavia, era partito l’iter di revoca della licenza perché la sala sarebbe situata a meno di 500 metri da due luoghi sensibili. La titolare dell’esercizio ha di conseguenza presentato delle memorie nelle quali si spiegava che i supposti luoghi sensibili sono in realtà una chiesa a rischio di crollo e gli uffici amministrativi di una organizzazione senza fini di lucro. In entrambi i casi, non vi sono soggetti deboli da tutelare contro la presenza della sala Vtl. In considerazione dei documenti presentati, la Questura ha sospeso l’iter di revoca della licenza, rivolgendosi al Comune perché venissero effettuate, entro 60 giorni, ulteriori modifiche stabilendo tuttavia che, decorso il tale termine, la revoca sarebbe stata confermata. E così è stato. La sala giochi ha quindi fatto ricorso presso il tribunale amministrativo ottenendo ragione. Il Tar ha valutato come contraddittorio l’atteggiamento della Questura che prima ha chiesto un approfondimento e poi, non ottenendo risposta dal Comune, ha comunque proceduto alla revoca della licenza, senza accogliere le istanze dell’imprenditrice. Il punto cardine è che, in questo caso, il silenzio dell’amministrazione comunale non poteva e non doveva essere interpretato come rigetto dell’istanza.
A parte il caso specifico di Pistoia, in generale si sta diffondendo l’idea che il distanziometro non sia affatto uno strumento efficace nel contrasto alle azzardopatie. Uno dei suoi punti deboli sarebbe infatti che, in assenza di una normativa nazionale, le diverse regolamentazioni dei Comuni, a volte confinanti, creano fenomeni di migrazione dei giocatori alla ricerca della sala giochi più vicina, anche se fuori dal loro Comune di residenza. Ancora peggio, c’è chi sostiene che limitare l’offerta di gioco legale, spingerebbe sempre più spesso i giocatori verso opzioni di scommessa non ufficiali e non autorizzate.
Nei siti di scommessa legali, come ad esempio Leovegas casino, il tema del gioco responsabile viene già affrontato da tempo, ma con strumenti completamente differenti. L’età minima dei giocatori viene controllata e fatta rispettare richiedendo l’invio della copia di un documento di identità al momento dell’apertura di un conto gioco. Successivamente, l’utente ha la possibilità di stabilire una serie di limiti di deposito che gli permettono di mantenere un controllo completo sul proprio livello di spesa. Infine, nei casinò online, accanto alle opzioni di gioco con denaro reale, è presente anche la possibilità di utilizzare versioni Demo dei giochi, il cosiddetto Play for Fun (gioco per divertimento) che permette di intrattenersi senza però spendere un centesimo.

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Fontane chiuse, revocata l'ordinanza

fotofontanaIl Comune di Lucca ha revocato oggi (7 dicembre) l'ordinanza di divieto di uso a scopo potabile dell'acqua erogata da due fontane del territorio, emessa lo scorso martedì (4 dicembre). Gli ulteriori prelievi eseguiti sempre dai laboratori dell'azienza Usl Toscana Nord Ovest hanno evidenziato in modo approfondito che non sussistono problemi di potabilità: i parametri microbiologici confermano infatti che l'acqua è idonea al consumo umano.

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