La pianificazione del territorio
|In Provincia si parla di variante al Piano territoriale di coordinamento, Pierucci: “Così dialoga la pianificazione di Comuni e Regione”
Il presidente della Provincia prosegue: “Auspico che in futuro il legislatore ridia alle Province la dignità che meritano”
A Palazzo Ducale si parla del Piano territoriale di coordinamento e della variante per adeguarlo alla nuove normative regionali. Si tratta dello strumento con cui la Provincia pianifica e coordina lo sviluppo del territorio, facendo da collegamento tra Regione e Comuni. Definisce gli indirizzi a cui devono adeguarsi i piani provinciali e comunali, reperisce le indicazioni del Piano paesaggistico regionale e contribuisce a programmare lo sviluppo territoriale, economico e sociale del territorio provinciale.
L’approfondimento che si è tenuto stamani (14 maggio) in sala Tobino a Palazzo Ducale, ha visto l’intervento del Presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci, del segretario della Provincia di Lucca, Marco Petri, dell’assessore regionale, Fabrizio Boni e del presidente dell’Upi Toscana, Francesco Limatola. I lavori sono iniziati alle 9,30 e dopo i saluti istituzionali sono intervenuti i relatori: Marco Carletti, Dirigente Sistema Informativo e Pianificazione del Territorio della Regione Toscana che ha parlato dello stato dell’arte della pianificazione nella nostra regione; Fabrizio Mechini, Dirigente del Settore Edilizia, Pianificazione territoriale e Mobilità della Provincia di Lucca, che è intervenuto con un’introduzione tecnica; Maria Pia Casini, responsabile Ufficio Pianificazione Territoriale della Provincia di Lucca, che ha illustrato i contenuti della variante; Fabrizio Cinquini di Terre.it, che ha parlato del Piano territoriale di coordinamento dalla strategia ai progetti locali.
“Questo è un lavoro che viene da lontano, il documento era anche presente ante la riforma Del Rio, però ha cambiato completamente il suo obiettivo e la sua mission – spiega il presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci -. Chiaramente, dalla riforma la Provincia ha perso quelle che erano le proprie funzioni di regolamentazione e determinazione della pianificazione del territorio, che è andata in capo ai Comuni e alla Regione Toscana. Il documento di Coordinamento della Provincia diventa uno strumento per far sì che poi questi piani operativi, questi documenti di pianificazione, dialoghino fra loro, siano coordinati e diano un senso ad aree più vaste”.
“Basti pensare all’area della Versilia – prosegue Pierucci -, dove ci sono parecchi comuni, limitrofi che hanno necessità di coordinare la propria pianificazione. Ma anche la stessa Piana di Lucca, anche la Garfagnana, luoghi che condividono delle peculiarità, delle caratteristiche e quindi hanno necessità di coordinare i propri Piani operativi. Auspico che il futuro la Provincia ritorni anche ad avere ruoli più determinanti in tema di pianificazione. Purtroppo quella riforma (riforma Del Rio) fu, a mio parere, un errore in quanto la Provincia è quell’ente che riesce a mettere insieme una visione più di aria vasta dei territori e allo stesso tempo ha un contatto stretto e vicino con il territorio. Questo è quello che serve. Auspico che il legislatore in futuro possa essere più audace e riprendere in mano questo tema ridando alle Province la dignità che meritano”.
L’incontro di stamani (14 maggio) si è poi concluso con l’illustrazione dei problemi della pianificazione di area vasta, con Upi Toscana, Soprintendenza archeologica alle belle arti e paesaggio per la provincia di Lucca, Massa e Pistoia, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, l’Unione dei Comuni e i Comuni della provincia di Lucca, Inu Toscana e l’Ordine degli Architetti della Provincia di Lucca.

