Edilizia, in 10 anni perse oltre 2mila imprese ma ci sono segnali di ripresa

Nell'ultimo anno il dato delle imprese che hanno chiuso i battenti si è attestato sotto l'1%, la performance migliore da anni

Un lento tamponamento dell’emorragia, anche se la fatidica luce in fondo al tunnel è ancora lontana dall’essere raggiunta. Potrebbe essere descritta così la situazione relativa all’edilizia lucchese, di cui si è discusso questa mattina (29 gennaio) alla Camera di Commercio di Lucca, in occasione della presentazione dell’edizione 2020 della Settimana dell’edilizia sostenibile.

Dai dati diffusi dell’ente camerale infatti, le imprese edilizie in provincia, con particolare focus verso quelle artigiane che rappresentano oltre il 70% del totale, hanno registrato una riduzione inferiore all’1% nel corso dell’ultimo anno, un dato tutto sommato incoraggiante se si pensa che dal 2009 le imprese che hanno chiuso i battenti sono state oltre 2000. Per uscire definitivamente dalla crisi però, sarà necessario un salto di qualità del settore che dovrà confrontarsi con i temi dell’edilizia sostenibile e dell’innovazione tecnologica.

Scendendo nel dettaglio, al 30 settembre 2019, le imprese attive in provincia sono in tutto 6.243 per un totale di 12.889 addetti. Di queste imprese, 4.761 (il 76,3%) è rappresentato da imprese artigiane, cioè con meno di 10 dipendenti. Questo tipo di imprese da occupazione a 8.251 addetti (il 64% del totale).

Guardando i dati di lungo periodo si può avere una panoramica delle difficoltà del settore: considerando il periodo compreso tra il 31 dicembre 2009 e il 31 dicembre 2017 si registra un calo del totale delle imprese attive di 2.218 unità con una perdita di 3.432 posti di lavoro. Relativamente allo specifico settore delle imprese artigiane invece, il calo è stato ancora più drammatico, con la chiusura di 2.315 aziende e la perdita di 2.981 posti di lavoro.

Se la situazione può definirsi tutt’altro che rosea però, bisogna dire che la drammatica picchiata iniziata a seguito della crisi del 2008, si sta lentamente attenuando. Nel corso dell’ultimo anno preso in considerazione (31 dicembre 2018 – 31 dicembre 2019) il totale delle imprese si è ridotto di 49 unità mentre il numero degli addetti ha subito un lieve incremento (+99). Leggermente più difficile la situazione se si prendono in considerazione i dati relativi alle imprese artigiane che si sono ridotte di 63 unità con un calo di 173 addetti.

“Dal 2009 al 2017 le imprese del settore edilizio sono passate dall’essere 8600 a 6892 con un calo del 28% – commenta il presidente di Cna, Andrea Giannecchini -. Negli ultimi tre anni però questa emorragia è rallentata sensibilmente, anche se ancora registriamo un segno meno. Per quanto riguarda il settore delle imprese artigiane, nell’ultimo anno il calo si è attestato sotto l’1%, un dato che ci fa auspicare che entro qualche anno si possa ritornare a vedere il segno più”.

Un elemento essenziale però affinché questo possa avvenire è la “riconversione” del settore verso un tipo di edilizia nuovo e più sostenibile: “Il tema di nuove costruzioni sarà sempre meno presente – conclude Gainnecchini -. Si parlerà sempre di più di recupero e ristrutturazione dell’esistente. Questo porterà il settore a nuove sfide ma anche a molte opportunità che dovremo essere in grado di saper cogliere”.

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