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Favilla (Confartigianato): “Ripresa, è ora il momento di intervenire”

Il direttore di Confartigianato chiede misure urgenti per il rilancio dell'economia: "Cuneo fiscale e dilazione delle scadenze di settembre"

Ripresa, interviene il direttore di Confartigianato, Roberto Favilla.

“Superfluo – dice – ricordare i numerosi decreti a cui il presidente del Consiglio ha fatto ricorso a cui sono seguiti gli Stati Generali (nessuno ci ha detto quanto sono costati questi 10 giorni a Villa Pamphili ad un paese in ginocchio), dai quali ci aspettiamo una serie di misure choc per reinventare l’Italia, farla tornare a correre, sostenere le imprese. Quello che possiamo dire è che siamo restati delusi, anzi, profondamente delusi, perché al termine di questo summit, dalla bocca del premieri è uscito ben poco se non la promessa di tagliare l’Iva. Ma questo è poco, troppo poco per far ripartire il paese”.

“Serviva il taglio del cuneo fiscale – dice – occorreva, sì tagliare l’Iva, magari differenziando la riduzione è cioè legandola ai beni di prima necessità ed alle ristrutturazioni che fanno muovere l’economia. Secondo Roberto Favilla sembrava fosse giunto il momento opportuno per sbarazzarci del “virus della burocrazia”, ma anche in questo frangente non si è avuto il coraggio di farlo. Ci sono stati ritardi nell’erogazione dei 600 euro agli autonomi, nel pagare la cassa integrazione ai dipendenti, nell’emanazione del decreto rilancio che, ancor oggi è orfano di oltre un centinaio di decreti attuativi. Ma come, si è parlato di semplificare e ci sono nuovamente così tanti vincoli e paletti che rallentano la ripartenza”.

“A breve, settembre è lì, davanti a noi che ci aspetta – dice ancora il direttore – sarà un mese di “lacrime e sangue” per quelle imprese che dovranno mettersi in pari con i contributi non pagati, con l’Iva lasciata in sospeso e tutti gli altri tributi compreso quelli locali. Ci sembrerebbe saggio da parte del governo ma anche di tutti i nostri parlamentari che ritengono le nostre micro-piccole imprese l’ossatura del paese, adottare un nuovo provvedimento che dilazioni in maniera frazionata le varie scadenze. Sarebbe a nostro avviso un errore rinviare tutto di sei mesi o un anno, ma riteniamo possibile un pagamento graduale ad intervalli di tre-quattro mesi delle varie partite rimaste aperte con l’Inps, il fisco, i tributi locali”.

“Probabilmente dopo questo semestre – conclude il direttore di Confartigianato Lucca – in cui sono stati bloccati i pagamenti alcune tipologie di aziende hanno cominciato a lavorare nuovamente e, con i primi incassi hanno fronteggiato il pagamento delle utenze e delle spese più urgenti. Sarebbe davvero grave se imponessimo a tutte le imprese, indistintamente, di saldare i pagamenti in sospeso entro settembre: vorrebbe dire far affogare chi ha appena messo la testa fuori dell’acqua. Onorevoli, senatori ricordatevi ora dei nostri artigiani e non alle prossime elezioni politiche, allora potrebbe essere troppo tardi”.

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