La fotonotizia di Lucca in Diretta

Disagi e code chilometriche al semaforo di Ponte a Diana foto

Sopralluogo di Un futuro per Bagni di Lucca: "Chiediamo che Anas intervenga e risolva i contenziosi in corso"

“Una situazione vergognosa che ormai sta diventando insostenibile”. Così tuonano i cittadini di Bagni di Lucca dopo le lunghe code – si parla di quasi quattro chilometri – di ieri (1 agosto) sulla ss 12 del Brennero (di competenza Anas), precisamente al semaforo di Ponte a Diana. Disagi che ormai vanno avanti da anni, con i cittadini che chiedono con forza di trovare una soluzione.

Anche il gruppo di opposizione Un futuro per Bagni di Lucca, dopo il sopralluogo di questa mattina, ha chiesto rapidi interventi: “Reputiamo questa situazione una vergogna – attacca la minoranza – che ormai sta diventando insostenibile per tutti: cittadini di Bagni di Lucca, abitanti di Ponte a Diana, abitanti in prossimità dei semafori, attività ricettive locali, turisti, avventori del Canyon (ieri fortunatamente pieno di gente, con un turismo che ha riempito attività tra le quali quelle di Fabbriche di Casabasciana). Chiediamo massiccia presenza di vigili nei giorni di festa (non solo a multare come accaduto ieri, ad eccezione di casi al limite), perché ad esempio venendo dal capoluogo c’è meno traffico la sera e quindi potrebbe essere smaltito in modo diverso diminuendo le code vergognose”.

La coda di ieri, foto di Alessandro Gabrielli
Disagi e code al semaforo di Ponte a Diana

“Lo stato in cui è trattato il Brennero non ci piace – prosegue Un futuro per Bagni di Lucca -. E non vogliamo pensare, è capitato, che la strada alternativa è quella di Controni…che Dio ci aiuti. La cosa ci preoccupa. I cittadini sono esasperati. Noi gli staremo accanto e questa denuncia è il primo passo. Chiediamo che Anas intervenga e risolva i contenziosi in corso. Perché non riteniamo giusto che un privato intervenga con decine di migliaia di euro di lavoro dopo che il muro in oggetto è stato fatto da Anas anni fa e non dallo stesso proprietario. Chiediamo all’amministrazione che faccia pressioni. I cittadini si sentono, come spesso sta accadendo in questi ultimi anni, soli. E ad Anas che intervenga”.

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