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La fotonotizia di Lucca in Diretta

Ben vivere, Lucca guadagna 11 posizioni in classifica

Bene ambiente e impegno civile, da migliorare politiche e comportamenti individuali per la salute

La provincia di Lucca guadagna 11 posizioni nella classifica del ben vivere stilata, per il secondo anno, dal quotidiano Avvenire e dalla Scuola di economica civile (Sec) di Firenze, piazzandosi al 47esimo posto in Italia e al quinto posto in Toscana. La precedono di diverse lunghezze Firenze (quinto posto), Siena (ottavo posto), Prato (nono posto) e Pisa (decimo posto), tutte e quattro nella top ten di un’indagine che premia soprattutto il nord est con Bolzano, Pordenone e Trento che primeggiano.

Ma, attenzione, non si tratta di una classifica che guarda al Pil o il tasso di occupazione. Gli indicatori rientrano in dieci ambiti: demografia e famiglia, salute, impegno civile, ambiente turismo e cultura, servizi alla persona, legalità e sicurezza, lavoro, inclusione economica, capitale umano, accoglienza. Una metrica evoluta che restituisce un quadro più complesso e più completo per orientare le politiche territoriali. La prospettiva è quella della generatività, criterio di valutazione e monitoraggio del ben vivere.

Il ben vivere, a differenza del benessere, è un concetto dinamico: i cittadini, le imprese, le istituzioni, sono letti in relazione continua e tutti sono al contempo parte attiva e parte passiva di un beneficio generato. L’approccio è quello di we-rationality, razionalità del noi: i singoli scelgono le azioni da intraprendere a seconda della loro capacità di avere buone conseguenze per tutti, come parte di un’azione comune. Più è diffusa questo sentimento della convivenza, più alto è il livello del ben vivere.

Demografia e famiglia
Questo dominio, che vede Lucca al 62esimo posto tra Lodi e Livorno, prende in esame tutte quelle forme di aiuto e assistenza fornita dal network familiare, amicale, dei vicini o di altri, considerati importanti determinanti del benessere individuale ed elementi fondanti di una società civile.

Impegno civile
Si indagano i comportamenti rispettosi, le azioni di cittadinanza attiva, le scelte di consumo responsabile e l’impegno nella creazione di valore condiviso e nel preservare il bene comune della collettività. Lucca, rispetto a questo dominio, si piazza nella parte alta della classifica con un 20esimo posto, tra La Spezia e Vercelli. Primeggiano le toscane Siena e Grosseto, rispettivamente medaglia d’oro e d’argento.

Ambiente, turismo, cultura
Energia sostenibile, raccolta dei rifiuti, inquinamento dell’aria, inquinamento e spreco dell’acqua, promozione di buone pratiche di cura del territorio, del paesaggio e dei beni culturali: secondo questi indicatori la provincia di Lucca è 22esima, tra Milano e Cremona.

Servizi alle persone
In questo dominio l’attenzione è tutta per i servizi a disposizione dei cittadini e, in particolare, di famiglie, anziani e giovani. Inoltre, particolare attenzione è riservata ai servizi che potrebbero facilitare l’armonizzazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro. Lucca ottiene sotto questo profilo un buon 27esimo posto, tra Verona e Cagliari.

Salute
Le variabili considerate per determinare l’attenzione alla salute – intesa come sintesi di prevenzione, supporto e cura – fanno riferimento a tre dimensioni: l’impegno individuale riconducibile a corretti stili di vita; l’impegno sociale, riconducibile a quanto lo Stato riesce a rispondere alla domanda degli utenti con l’offerta dei servizi assistenziali; la promozione di determinati standard ambientali e sociali. La provincia di Lucca ottiene a livello nazionale un certo migliorabile 74esimo posto, tra Messina e Novara. Il piazzamento è il peggiore tra le toscane.

Legalità e sicurezza
Gli indicatori di questo dominio fanno luce sul livello di malessere e d’invivibilità di un territorio. Nel contesto attuale è opportuno valutare dati oggettivi, perché la percezione è quanto mai influenzata da un utilizzo improprio del linguaggio e dal diffondersi delle fake news. La provincia di Lucca si attesta a metà classifica, con il suo 54esimo posto che segue Verona e precede Udine.

Lavoro
Il dominio tiene in considerazione l’occupazione, l’occupazione giovanile, le esperienze di lavoro generativo e l’incontro tra domanda e offerta di lavoro espresse dal territorio. La provincia di Lucca ottiene il 47esimo posto, tra Perugia e Biella.

Economia e inclusione
È stata misurata la capacità inclusiva e non solo gli aspetti connessi agli stock di ricchezza: in quest’ottica, le sottodimensioni considerate si riferiscono ai livelli di reddito, di bancarizzazione, e alle misure di contrasto alla povertà tradizionale ed emergente. Lucca risulta 41esima in Italia, tra Livorno e Vercelli.

Capitale umano
Si intende con questo dominio sia il livello d’istruzione sia la capacità d’innovazione, fondamentali per attivare processi di sviluppo integrale a livello individuale e sociale. Lucca ottiene un 60esimo posto, tra Pistoia e Campobasso.

Accoglienza
L’accoglienza è apertura. Si misura la capacità di accorciare le distanze mettendo a proprio agio e dando dignità all’altro, riconoscendo e valorizzando le differenze. Un tema al centro del dibattito pubblico anche a livello europeo, che si interroga sul fenomeno migratorio e che certo non esaurisce in una statistica la sua complessità. Lucca guadagna un 50esimo posto, tra Verona e Treviso. Va meglio ad altre tre province toscane che trovano spazio nella top ten: Pisa (sesto posto), Prato (settimo posto) e Firenze (decimo posto).

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