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Al S. Luca la mostra fotografica dedicata all’emergenza Covid foto

L'esposizione è organizzata dall’Asl insieme all’Associazione italiana reporters fotografi (Airf) ed in collaborazione con Ge.Sat

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E’ stata inaugurata oggi (15 ottobre) al primo piano dell’ospedale San Luca la mostra fotografica #Memoria (La salita ancora non è finita ma la vetta è più vicina della valle), dedicata all’emergenza sanitaria da Covid-19.

L’esposizione – visitabile per un mese, fino al 15 novembre, dalle 9 alle 18 –  raccoglie alcuni scatti del fotografo Alessandro Conti, effettuati all’interno del presidio ospedaliero (in particolare nella struttura di Terapia intensiva) e sul territorio, soprattutto nel corso dei mesi di marzo e aprile.

La mostra è organizzata dall’azienda Usl Toscana nord ovest insieme all’Associazione italiana reporters fotografi (Airf) ed in collaborazione con Ge.Sat.

“Ci sono progetti – evidenzia il fotografo Conti – che ti cambiano il modo di vedere le cose e ti arricchiscono portandoti a scelte fondamentali.  Nell’ambito della mia attività ci sono quest’anno due novità importanti. La prima è appunto l’inaugurazione della mostra, che resterà aperta tutti i giorni fino al 15 novembre al San Luca. L’altra novità è che a gennaio 2021 questo lavoro lascerà le corsie e diventerà  finalmente un libro e vedrà la luce con due differenti supporti, uno cartaceo e l’altro digitale. Il ricavato verrà totalmente devoluto allo stesso ospedale di Lucca”.

“Devo ringraziare per tutto questo un elenco infinito di persone, ma soprattutto  la direzione dell’Azienda e dell’ospedale – continua – tutto il personale medico, infermieristico e tecnico, la struttura di Comunicazione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest. Un grazie speciale agli operatori della Terapia intensiva di Lucca. Sono stato con loro per tante ore (almeno 16 sessioni di lavoro), di giorno e di notte, senza intralciare la loro attività e con tutte le protezioni del caso, e mi sono sentito come in una famiglia”.

“Le immagini in mostra sono davvero significative –  evidenzia la direttrice sanitaria del San Luca  Michela Maielli – perche rappresentano la testimonianza, la memoria come si legge nel titolo dell’esposizione, di una fase molto complessa. L’ospedale di Lucca è stato infatti tra quelli più interessati dall’emergenza coronavirus ma, grazie ad un grande lavoro di squadra di vari settori e professionisti, è stato possibile rispondere in maniera adeguata alle necessità dei cittadini. Ringrazio quindi nuovamente tutti gli operatori che nel periodo più critico hanno lavorato con professionalità e dedizione, come stanno continuando a fare anche in questo momento, in cui si assiste ad una ripresa dei contagi e ad una pressione sempre maggiore, ma non ancora ai livelli di marzo-aprile,  sugli ospedali. Il San Luca, grazie anche alla sua modernità e flessibilità, si sta confermando all’altezza della situazione, ma queste immagini del fotografo Conti devono servire anche da monito per la cittadinanza, a cui chiediamo di continuare a seguire le regole di igiene e di distanziamento sociale, per non tornare in quella  complicata situazione”.

Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, anche l’attuale responsabile della Terapia intensiva di Lucca Cesare Fabrizio Benanti, che ha ringraziato Conti ed ha ricordato l’importanza della memoria di quei momenti anche per tutto il suo personale, l’ex direttore della Terapia intensiva (e del dipartimento aziendale) Ferdinando Cellai, il medico di direzione ospedaliera Spartaco Mencaroni, per il Comune di Lucca i consiglieri Cristina Petretti e Pilade Ciardetti e per la Provincia di Lucca la consigliera Maria Teresa Leone. I rappresentanti degli enti hanno evidenziato la rilevanza dell’esposizione, che potrebbe poi essere portata fuori dall’ospedale, in maniera da poter arrivare ad una fetta più ampia di popolazione.

Questa la frase guida della mostra: “Nulla più come prima: è un’espressione che tutti abbiamo sentito usare mille volte  e che forse nessuno ha davvero pronunciato con le labbra o almeno non con queste precise parole. Ma tutti l’abbiamo letta negli occhi degli altri e abbiamo capito cosa significa quando questa sensazione te la senti sulla pelle”.

Si ricorda che per ovvi motivi legati al Covid-19, è stato predisposto un percorso di visita a norma (sia l’inaugurazione che la presenza negli orari di apertura sono inevitabilmente ristrette a poche persone).

 

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