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Strage di Viareggio, lettera aperta dei familiari delle vittime al Comune: “Un silenzio assurdo, che fa male”

La richiesta del Mondo che Vorrei: "Chiediamo di avere un minimo di rispetto, restate nel silenzio anche il giorno della sentenza della Cassazione e tutti i 29 giugno"

“Un silenzio assurdo, inimmaginabile, un silenzio che fa male, come la mattina del 30 giugno 2009, dove tutta Viareggio si è ritrovata nello sgomento e nel dolore di quella notte”.

In attesa che la Cassazione si pronunci – la sentenza è attesa per l’8 gennaio del prossimo anno – i familiari delle vittime della strage di Viareggio, riuniti nella onlus Il Mondo che Vorrei, hanno scritto una lettera aperta al sindaco e all’amministrazione comunale.

“Silenzio  – si legge nella missiva – che scende sulla strage di Viareggio appena passa il racconto delle vittime e dei suoi familiari, appena incominciano ad emergere le prime verità e le prime responsabilità. Silenzio che attraverso il non raccontare impone altro silenzio. Silenzio dettato il 31 dicembre 2009 anche dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso alla Nazione non fece minimo cenno del più grande disastro ferroviario nella storia delle nostre ferrovie. Silenzio che continua nel non racconto dei giornali nazionali o nelle tv che mai ad oggi hanno voluto approfondire (con uno speciale) ciò che era accaduto. Silenzio davanti alle accuse alla nostra città sia in aula, durante il processo di appello, sia negli articoli apparsi sui giornali nazionali nei giorni scorsi a poche ore dalle udienze di Cassazione”.

“E ancora silenzio – prosegue la lettera –  sull’incapacità o volontà di rendere operativa, da oltre un anno e mezzo una commissione comunale su un tema come la sicurezza ferroviaria o dove discutere la funzione della nostra città come parte civile. Nessuno ha mai chiesto un commento giuridico o di merito sulle udienze di Cassazione, ma portare il sostegno, la solidarietà in questi giorni pesanti e difficili e soprattutto contribuire all’informazione verso tutti i cittadini della nostra comunità, ci sembrava quantomeno un gesto umano e opportuno”.

“Invece  – concludono i familiari – è stata fatta una scelta, pensata, ponderata, voluta… il silenzio. Una scelta precisa alla quale altri in passato hanno obbedito o si sono adeguati e si capisce molto bene il senso di tale scellerata scelta. A poco meno di un mese dal termine di un procedimento che ha visto la nostra città partecipare e mobilitarsi, mediante piattaforme digitali vi chiediamo, poiché le nostre energie sono poche (e vorremmo riservarle per questi giorni senza sprecarle inutilmente), di avere un minimo di rispetto, semplicemente continuando a restare nel silenzio oggi, domani, il prossimo 8 gennaio così come i prossimi 29 giugno nella stessa modalità come lo siete stati il 2 dicembre e altri giorni, giorni che per voi non hanno significato nulla, giorni come altri da restare in assoluto e ossequioso silenzio”.

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