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Da Lucca a Leòn per inseguire il fenomeno: la caccia fotografica all’eclissi di Cinzia e Marco

I due fotografi lucchesi, appassionati di grandi eventi naturali hanno deciso di partire per la Spagna per immortalare il ‘sole nero’

Inseguire l’ombra della Luna fino in Spagna, è l’avventura di Cinzia Paterni e Marco Pollacchi, coppia di fotografi lucchesi uniti dalla passione per i grandi eventi della natura. Per catturare la magia dell’eclissi totale di sole, i due sono partiti da Lucca alla volta di Leòn, portando con sé reflex, obiettivi e tanta determinazione. Un viaggio fatto di attesa, tecnica e complicità, dove ogni secondo conta per immortalare il momento in cui il giorno cede il passo alla notte. In questa intervista, ci raccontano le emozioni e i retroscena di una caccia fotografica indimenticabile.

foto eclissi cinzia paterni

Primo punto essenziale per chiunque si approcci questo genere di fotografia è la programmazione, ovvero individuare la location giusta da dove riprendere il fenomeno.

“Abbiamo guardato nei vari siti specializzati, forum fotografici sul tema e la mappa delle ombre, questo per avere un’idea della fascia migliore in cui andare – spiega Cinzia -. Poi abbiamo deciso all’ultimo minuto considerando anche le condizioni meteo”.

Le fa eco Marco: “Il viaggio è stato improvvisato, abbiamo deciso all’ultimo minuto. Con l’utilizzo di strumenti informatici è stato semplice organizzare. Noi abbiamo deciso di andare in macchina abbiamo puntato León, una cittadina  comoda per poter pernottare un letto un giorno prima l’eclissi, per poi ripartire il giorno dopo. Léon, avevamo visto era uno dei migliori punti di osservazione ed infatti la durata dell’eclissi era tra le più lunghe, un minuto e quaranta, in una zona pianeggiante con ottima visibilità. Quando siamo arrivati abbiamo scoperto che l’Esa (Europa Space Agency) organizzava in un centro congressi la visione dell’eclissi e abbiamo deciso di andare lì”.

La prima eclissi fotografata non si scorda mai, è vero?

“È stata la prima eclissi totale che abbiamo visto ed è stata molto emozionante – ammette Cinzia -. Eravamo un po’ preoccupati di non fare le cose giuste, da un punto di vista fotografico. Scegli cosa vuoi fare, imposti la fotocamera con una serie di azioni e cerchi di seguirle, sperando anche nel fattore fortuna, che non guasta mai. La location scelta era piena di persone. Poi quando arriva l’eclissi, di ciò che hai programmato ne fai il 30% e nel restante 70% rimani a bocca aperta. Quando ti trovi in queste situazione, non scatti mai quanto avresti voluto. Perché rimani molto emozionata, è una cosa indescrivibile, anche i colori che assume il cielo sono incredibili””.

“Questa eclissi è stata piuttosto breve alla fine – ricorda Marco -. Per fotografarla bisogna sempre ricordare di proteggere la propria attrezzatura sia prima che dopo l’evento, utilizzando dei filtri appositi. Poi quando il punto di culmine arriva, i filtri vanno rimossi e hai un minuto e quaranta di tempo per fotografare ciò che era stato precedentemente deciso. Uno scatto ambientale, il sole diretto, quanti scatti ti ci vogliono per fare un montaggio. La prossima eclissi che sarà nel nord Africa ci sarà tempo dai 4 ai 6 minuti. Come dice Cinzia la prima eclissi è uno spettacolo che non ti aspetti e ho avuto la sensazione di essere dentro un film”.
“Il viaggio è stato lungo e faticoso ma divertente – prosegue -. Abbiamo fatto un tour della Spagna e della Francia con la tappa centrale, che è stata questa avventura fotografica. Abbiamo scelto di andare al centro congressi Esa perché sicuramente in quel punto l’eclissi sarebbe stata ben visibile. La difficoltà maggiore è stata quella di trovare un posto, c’erano tante persone che volevano fotografare, tante che volevano vedere. Poi piano piano le persone si sono rese conto di poterla vedere da ogni punto e hanno lasciato più spazio per i fotografi”.

Durante l’eclissi totale, quando il sole viene oscurato, molti percepiscono qualcosa di strano, una sensazione difficile da spiegare. Molti animali rimangono disorientati e per quei pochi secondi di buoi c’è solo silenzio.

“È vero – dice Cinzia -, quando l’eclissi è al punto massimo la natura si silenzia. Prima dell’apice fa più effetto, perché quando si avvicina la copertura totale gli animali hanno comportamenti insoliti, come se si fossero accorti che all’ultimo momento di dover tornare alle loro tane. Gli uccelli iniziano a cinguettare in modo concitato, eravamo vicino a degli alberi e abbiamo colto la loro frenesia. Altri planavano a volo radente vicino ai campi e ai giardini. Durante l’eclissi c’era silenzio”

“Nel momento dell’eclissi totale avevo impostato la fotocamera e ho seguito gli scatti. Negli ultimi secondi ho alzato lo sguardo e sono rimasto veramente senza fiato. Il cielo di colori diversi rispetto a quello che siamo soliti vedere, questo sole nero, ho avuto i brividi quando ho visto il primo raggio di sole spuntare dietro l’eclissi, quando stava per finire. Adesso capisco le parole dei più grandi fotografi di eclissi, che consigliano di guardarsi la prima e scattare nella seconda occasione”.

Quindi è vero anche che fotografare un eclissi da dipendenza per i fotografi?

“Confermiamo che da dipendenza – dichiara Cinzia -. È una grande sfida fotografica, ci sono mille modi per fotografarla e fosse per me si potrebbe partire all’istante per andare a fotografarla di nuovo”.

“Appena finita l’eclissi, la prima cosa che mi è venuta in mente è stato guardare i voli e gli alberghi per quella che ci sarà il prossimo anno in nord Africa – conclude Marco -. Certamente è un’esperienza che da dipendenza, voglio ripeterla e fare ancora meglio, la prossima volta.”