Ostello, i dipendenti: “Sia riaperto in estate” foto

“Fate presto”. È questo l’appello che è stato lanciato oggi (23 aprile) da alcune dipendenti dell’Ostello San Frediano, sostenute del rappresentante sindacale della Uil e consigliere comunale del Movimento 5 stelle Massimiliano Bindocci, nonché sindacalista Uil. L’appello disperato dei dipendenti della struttura, 11 in tutto, è che non si perda completamente la stagione turistica 2018 nonostante l’ostello sia attualmente chiuso a causa delle problematiche economiche che affliggono la società che lo gestisce. Da novembre, i dipendenti hanno continuato a lavorare nella speranza che i problemi potessero essere risolti, fino alla chiusura definitiva dello scorso gennaio. Questi i fatti: l’ostello era stato affidato in gestione, dopo una gara pubblica, alla società Margherita (una Srl semplificata). Questa doveva pagare un affitto all’Associazione italiana alberghi per la gioventù, effettiva proprietaria dell’immobile. Quest’ultima avrebbe poi dovuto versare il corrispettivo nelle casse del Comune di Lucca, cosa che però non è accaduta nei tempi previsti. Per questo motivo, l’amministrazione comunale è stata costretta a fare un ricorso al Tar per riappropriarsi dell’immobile. La sentenza è stata favorevole al Comune (leggi) ma nel frattempo Margherita, aveva accumulato una serie insostenibile di debiti, di cui oltre 30 mila euro solo nei confronti del proprio personale. A questo si deve aggiungere un rapporto non più idilliaco tra i due soci, finito a colpi di carte bollate. Questo ha portato alla chiusura definitiva dell’ostello, con i lavoratori che ancora devono avere le mensilità di novembre, dicembre e gennaio oltre a tredicesima, quattordicesima e Tfr ma che, soprattutto, non hanno prospettive per il futuro.
Come ha spiegato qualche giorno fa il vice sindaco Giovanni Lemucchi, una via percorribile per il Comune è quella di una nuova gara d’appalto con la conseguenza però di perdere completamente la stagione turistica 2018. Proprio per questo motivo, i dipendenti della struttura, sostenuti dalla Uil, hanno richiesto di valutare ogni possibilità per fare in modo che questo non accada. In effetti, pare che imprenditori interessati a subentrare a Margherita ci sarebbero, anche se mantengono il più assoluto riserbo per il momento. Bisognerà capire, come ha tenuto a precisare lo stesso Bindocci, quali sono le strade percorribili per l’amministrazione.

“Fa rabbia – ha detto Massimiliano Bindocci – che le regole non vengano rispettate nemmeno sotto l’egida pubblica. Questa situazione è molto complessa e vede tre fattori scatenanti: il litigio tra i due soci di Margherita, l’Aig che non pagava il Comune ma anche uno scarso controllo da parte del committente. Se ci si fosse mossi per tempo, forse questa situazione poteva essere evitata. Invece ormai i buoi sono scappati. Non ci si può improvvisare imprenditori del turismo: serve affidare la gestione a persone competenti. Il vicesindaco Lemucchi ha detto che si sta valutando anche l’opportunità di prorogare la concessione a Margherita ma non vedo come, dato che la società non riesce nemmeno a pagare i dipendenti. In alternativa, si dovrebbe fare una nuova gara e a quel punto si andrebbe al 2019. Noi intanto siamo qui per tutelare i lavoratori: stiamo già facendo i decreti ingiuntivi con l’avvocato Massari e, se Margherita non dovesse pagare, l’Inps coprirà una parte degli stipendi ma non è detto che questi lavoratori riescano ad avere tutto quello che gli spetta”.
“Fa rabbia – aggiunge Bindocci – che in una città dove si fa di tutto per attrarre gente si perda un posto con 140 posti letto senza che nessuno dica niente. Il committente avrebbe dovuto controllare meglio. La speranza è che si trovi una soluzione per non perdere tutta la stagione e che si tenga conto di queste persone nella nuova assegnazione. Se crediamo nel turismo come industria, non si possono perdere queste occasioni. La domanda comunque c’è, chiediamo perciò al Comune di valutare tutte le opportunità per garantire l’apertura dell’ostello fino alla fine della stagione estiva e che venga riassunta almeno una parte del personale”.
All’incontro erano presenti anche alcune dipendenti della struttura che hanno voluto esprimere tutto il loro rammarico per questa triste vicenda: “Ci siamo impegnate a lavorare con professionalità anche sapendo che non saremmo state pagate – ha detto Irene Falvo -. Noi, in buona fede, abbiamo continuato a lavorare fino alla fine. All’ultima riunione uno dei due soci ci portò 3 mila euro e ci disse di dividerceli se li volevamo, altrimenti non avremmo preso niente ma a noi spettano più di 30 mila euro. Sono dispiaciuta anche perché tra noi si era creata una bella armonia”.
“Avevamo capito che qualcosa non andava già dalla fine di ottobre – spiega Renate Prassberger -. È un vero peccato perché il lavoro c’era e noi ci trovavamo bene”.
“È una perdita di immagine per tutta la città – ha detto infine Mafalda Madrigali che dell’ostello è la decana -. Le richieste c’erano, anche perché l’ostello aveva un target diverso rispetto a quello degli alberghi: le nostre tariffe erano molto vantaggiose e a Lucca non si trovano da nessun’altra parte. Accoglievamo pellegrini e giovani che non avevano voglia di spendere troppo per il pernottamento. Adesso siamo in una situazione difficile: non abbiamo i soldi per vivere”.

 

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