Export, primo trimestre positivo per le aziende

In crescita del 3,6 per cento (+31 milioni) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente le vendite all’estero della provincia di Lucca nel corso dei primi tre mesi del 2018, che ha registrato un importo totale pari alla quota 910 milioni di euro. La dinamica lucchese risulta superiore al dato regionale (+1,6 per cento), mentre a livello nazionale la crescita è risultata più accentuata (+11,2 per cento).

L’andamento medio regionale è legato a peculiari dinamiche territoriali e settoriali, specialmente nel caso delle flessioni di Livorno (petrolifero e cantieristica) e Massa Carrara (meccanica) che trainano al ribasso la media toscana. A Siena, Firenze e Prato l’export è cresciuto più che a Lucca, mentre Pisa e Grosseto hanno fatto segnare un incremento vicino a quello lucchese. Sono questi i principali risultati emersi dall’analisi dei dati Istat sul commercio estero da parte dell’Ufficio Studi, Statistica e Politiche economiche della Camera di Commercio di Lucca.
Le importazioni provinciali hanno ripreso a crescere, segnando un incremento del +0,4 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2017 e attestandosi a quota 488 milioni di euro. Le dinamiche regionale e nazionale sono risultate migliori di quella lucchese, con una crescita degli acquisti dall’estero rispettivamente del +5,6 per cento e del +8,6 per cento.
“L’attuale fase economica, seppur positiva, presenta ancora incertezze circa l’evoluzione dello scenario globale nel quale anche le imprese lucchesi si troveranno a operare – ha commentato Giorgio Bartoli, presidente della Camera di Commercio di Lucca – Per affrontare con successo le nuove sfide proposte dal mercato le nostre aziende dovranno riadattarsi al contesto competitivo, orientandosi verso i mercati a maggior potenziale per cogliere le opportunità che si presenteranno”.
A livello settoriale l’andamento risulta abbastanza eterogeneo: il cartario, primo settore provinciale per valore esportato (270 milioni di euro nel trimestre), fa un balzo del +13,6%, dovuto all’incremento del valore delle vendite di pasta da carta, carta e cartone (+37,5%), mentre gli articoli in carta e cartone registrano un lieve calo (-0,6%). Tale crescita è dovuta in buona parte al forte rincaro delle materie prime, giunte ai massimi storici, dovuto alle tensioni provocate dalla forte domanda asiatica. In forte aumento anche la meccanica (193 milioni), che recupera la battuta d’arresto dello scorso anno segnando un +36,7% (+52 milioni), in particolare grazie alle vendite di macchine per impieghi speciali (+34,3%). In positivo anche il comparto alimentare, che risale del +8,4% a quota 71 milioni grazie alle vendite di olio di oliva, semi ecc. (+8,7%), e l’industria metallurgica che cresce del +12,9% a 65 milioni di euro.
Prosegue il periodo di difficoltà attraversato dal calzaturiero (-12,1%) e dall’industria lapidea, del vetro e delle pietre estratte (-17,9%; 36 milioni), in particolare per la diminuzione del lapideo (-26,0%). Un calo significativo si registra anche per la cantieristica nautica, scesa del -50,6% nei primi tre mesi dell’anno (rispetto però al +81,6% fatto segnare nello stesso periodo del 2016), un andamento da verificare nel corso dei prossimi mesi in quanto legato presumibilmente alla contabilizzazione delle vendite di nuovi natanti nel periodo.
La fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (66 milioni di euro) scende del -0,8% nel periodo, mentre risultano più elevate le flessioni dell’industria chimica (-12,3%), per il calo della farmaceutica (-23,8%), e del tessile e abbigliamento che perde il -17,1%. La gomma e plastica cresce invece del +5,2% rispetto all’anno precedente.
Guardando alle aree di destinazione, le vendite verso i paesi europei segnano una flessione del -1,4% come risultato della diminuzione dell’area euro (-3,2%) e della crescita dei paesi extra-Ue 28 (+15,3%); in lieve diminuzione anche le vendite verso il continente americano (-0,9%), con un rimbalzo dell’area settentrionale (+30,2%) più che compensato dal calo di quella centro-meridionale (-35,7%). In decisa crescita invece le vendite verso l’Asia (+43,8%) e verso l’Africa (+21,1%), mentre l’Oceania cede il -46,7%.
Le importazioni provinciali mostrano tenui segnali di ripresa (+0,4%), con una significativa crescita degli acquisti dell’industria cartaria (+16,4% in valore, per le tensioni sui prezzi presenti sul mercato della cellulosa) e di quella metallurgica (+15,0%). Gli acquisti all’estero sono cresciuti anche per la meccanica (+4,5%), per la fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (+4,4%), per la cantieristica (+145% ma su livelli bassi) e per la gomma e plastica (+9,6%).
Sono diminuiti invece gli acquisti dall’estero dell’industria alimentare (-21,6%), dell’industria chimico-farmaceutica (-30,3%) per la forte flessione degli acquisti della farmaceutica (-60%), del cuoio e calzature (-8,2%), del tessile e abbigliamento (-2,1%), dei prodotti agricoli, della caccia e della pesca (-10,9%) e dell’industria lapidea che ha registrato una contrazione del -21,3%.
In relazione alla provenienza geografica degli acquisti effettuati all’estero dalle imprese lucchesi, si osservano diminuzioni degli acquisti dall’Europa (-6,5%), per il negativo andamento dell’area euro (-9,8%), e dall’Asia (-5,3%), mentre l’import dall’America è salito del +8,9%. Per Africa (+158%) e Oceania (+132%) gli incrementi risultano particolarmente accentuati anche se su valori modesti.

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