Tassa di soggiorno, ecco gli importi della tariffa unica

“Non esistono più le mezze stagioni”. Sembra che a Lucca il luogo comune abbia un fondo di verità. Almeno se si parla di tassa di soggiorno, dal cui regolamento è stata eliminata la distinzione di tariffe fra bassa e alta stagione. Un percorso sancito, come noto, da una delibera approvata dal consiglio comunale da cui è discesa una revisione delle tariffe, approvata recentemente dalla giunta. Nessuna modifica sostanziale, fatto salvo che, per l’appuntamento, il costo della tassa per i turisti resta il medesimo per tutto il corso dell’anno. Tra i motivi che hanno spinto l’amministrazione ad adottare questa misura c’è la convenzione con Airbnb che ormai è alle porte: la firma avverrà prossimamente, di sicuro entro ottobre quando scatterà il nuovo sistema.

“Uniformare l’importo della tassa di soggiorno – spiega l’assessore al turismo del Comune di Lucca, Stefano Ragghianti – eliminando le differenze tra alta e bassa stagione è stato necessario per procedere con la convenzione con Airbnb. L’obiettivo è infatti arrivare a recuperare la gran parte del sommerso dagli affitti turistici dei privati e questo per i portali che si incaricheranno della riscossione è un passaggio imprescindibile”.
Non che fino ad oggi non fosse prevista una corresponsione della tassa per i privati che affittano alloggi a scopo di turismo: anzi, è regolarmente prevista la apposita tariffa. Il problema, semmai, è farla pagare. Da qui l’avvio del percorso per arrivare all’accordo con il maggior portale che si occupa di affitti di questo genere: Airbnb, per l’appunto.
“Non abbiamo fatto ancora una stima precisa sulle previsioni di ulteriore introiti dagli affitti turistici dei privati – spiega l’assessore – e volutamente non è stata approntata alcuna variazione di bilancio, perché preferiamo essere prudenti. Tuttavia, contiamo di far emergere una buona fetta di sommerso”.
Per questa tipologia di alloggi turistici è prevista una tariffa di 1,50 a notte per persona. “Ultimamente stavano aumentando le dichiarazioni da parte di proprietari di immobili utilizzati per affitti turistici – spiega l’assessore – ma erano ancora pochi”. Con l’accordo con Airbnb si cercherà di “aggredire” anche questo mercato, come del resto chiedevano da tempo i rappresentanti degli albergatori che, a differenza dei privati, non possono ‘sfuggire’ alla tassa di soggiorno.
Ecco la tariffa unica. Per loro le tariffe restano differenziate a seconda delle stelle: 1,50 (al giorno a persona) per le strutture con una stella e due stelle; 2 euro per i 3 e i 4 stelle; 2,50 per i 5 stelle. Un euro al giorno a persona, invece, è la tariffa per gli ospiti di campeggi e ostelli.
Nel frattempo continuerà la lotta al sommerso e ai trasgressori dell’imposta: “Una parte degli introiti viene regolarmente destinata ai controlli”, spiega l’assessore. Che ricorda, comunque, altri accorgimenti che consentiranno di monitorare ulteriormente gli affitti dei privati. Ai proprietari degli immobili resterà l’obbligo dell’accreditamento e della dichiarazione trimestrale, anche se il prelievo della tassa di soggiorno sarà gestito in automatico da Airbnb. Pena il rischio di sanzioni. Su questo fronte la giunta ha anche introdotto una serie di agevolazioni e misure di pagamento in forma ridotta delle multe per alcune violazioni. Per l’omesso svolgimento della procedura di accreditamento la sanzione è stata ridotta a 100 euro, mentre raggiunge i 200 euro in caso di omessa presentazione della dichiarazione triennale (50 per la presentazione tardiva). Cento euro, invece, costerà la multa pre dichiarazioni incomplete o non fedeli.

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