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Spirale, anche Lucca si schiera con gli operai foto

Una vertenza che vede a rischio il posto di 42 lavoratori, che all’improvviso si trovano a dover fronteggiare lo spauracchio del licenziamento. Sono i dipendenti del gruppo Nora Spirale di Monsagrati che ha annunciato la volontà di chiudere lo stabilimento lucchese per potenziare quello in Trentino dove invece sono previste 35 assunzioni. La vicenda esplosa negli ultimi giorni è approdata stasera (15 ottobre) in consiglio comunale a Lucca, grazie ad un ordine del giorno proposto da Roberto Guidotti del Pd e che ha ricevuto un sostegno bipartisan da tutti i capigruppo e, al termine, approvato all’unanimità.

Una seduta in cui si è cercato di fare il punto sulla situazione e alla quale ha partecipato anche una delegazione di lavoratori. A Palazzo Santini si è avvertita tutta l’incredulità e la rabbia di lavoratori e istituzioni locali che hanno definito l’operazione una “delocalizzazione mascherata da crisi aziendale”.
Ad aggiornare sulla situazione il consiglio comunale di Lucca è stato il sindaco di Pescaglia, Andrea Bonfanti: “Una situazione grottesca – dice – quella a cui ci troviamo di fronte. Di fatto lo stabilimento di Monsagrati stava producendo, ha solo avuto un piccolo incremento della produzione tanto che i lavoratori hanno dovuto lavorare anche in straordinario. All’improvviso però si sono sentiti dire che entro la fine dell’anno l’azienda dovrà chiudere lo stabilimento”. Il tutto a fronte di un investimento da 4 milioni di euro per potenziare l’azienda in Trentino, dove sono previste tra l’altro 35 assunzioni. Dal canto suo il Comune di Pescaglia, con il sindaco Bonfanti, si è subito attivato, ma per il momento l’azienda sembra negare il confronto: “Credo che il nostro sforzo debba essere quello di tenere alta l’attenzione – ha detto Bonfanti -, ma poi saranno i tavoli di concertazione convocati ai vari livelli a fare la loro parte e a cercare di riuscire di sventare l’ipotesi di chiusura dello stabilimento o comunque di ottenere le migliori garanzie per i lavoratori”. Di tutto questo si parlerà venerdì 19 ottobre durante il consiglio comunale di Pescaglia che si svolgerà a Monsagrati, ma non nell’azienda che ha negato la possibilità di accedere, per motivi di sicurezza, allo stabilimento in orario serale. La seduta si terrà comunque in paese, alle 21, alla scuola elementare di Monsagrati.
A illustrare l’ordine del giorno è stato il consigliere comunale del Pd, delegato al lavoro, Roberto Guidotti. Nell’atto si è riepilogata l’ultima fase della vertenza che ha visto, all’improvviso, l’annuncio del gruppo della volontà di chiudere lo stabilimento di Monsagrati che occupa 42 persone. Questo a fronte di un potenziamento dell’impianto di Cinte Tesino, nel Trentino. Un aspetto non secondario che trova rilevanza anche nell’ordine del giorno, in cui si ipotizza la volontà dell’azienda di “delocalizzare l’impianto” fuori dalla nostra provincia e Regione.
L’ordine del giorno parte dal presupposto che sia “necessario salvaguardare lo stabilimento”, il consiglio comunale esprime “solidarietà e vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie e manifesta convinta adesione alle ragione della loro mobilitazione”. E impegna il sindaco e la giunta di impegnarsi in tutte le sedi e con gli enti coinvolti per la salvaguardia dell’occupazione e per il mantenimento dello stabilimento.
Alla seduta dove tra gli altri era presente anche il consigliere regionale del Pd, Stefano Baccelli, ha preso la parola anche una rappresentanza dei lavoratori: “Ci sentiamo – ha detto l’operaio – presi per i fondelli. Ci hanno fatto lavorare con gli straordinari, ora ci smontano le macchine, le portano in Trentino e continuano a realizzare i nostri stivali”.
Il dibattito Il primo a prendere la parola è stato il consigliere comunale della Lega, Giovanni Minniti: “Qui si fa strame dei diritti dei lavoratori – ha detto -, a causa di Fornero, di Monti, dell’Europa e del mondialismo e dei migranti, ci se ne frega dei diritti dei comuni cittadini che vivono accanto a noi. Voi – ha detto riferendosi al Pd – dovete chiedere scusa a questi lavoratori, perché a causa della legge Fornero e del jobs act hanno perso le garanzie. Voto sì all’ordine del giorno perché è la dimostrazione di questo, che le scelte scellerate del Pd hanno prodotto tutto questo”. “Questa – ha ribattuto il consigliere Pd Guidotti – non è una questione di colpa di un governo o di un altro: il lavoro è lavoro, è sussistenza e vivere e pertanto va salvaguardato. Noi saremo sempre dalla loro parte”.
“Mi pare che questa sia davvero una vicenda surreale – ha sottolineato Daniele Bianucci, consigliere comunale di Sinistra con Tambellini -. E’ necessario fare tutto il possibile per provare ad invertire il folle progetto di chiusura dello stabilimento. Ai lavoratori non mancherà la vicinanza e la solidarietà ai lavoratori”. Dello stesso avviso anche il capogruppo di Lucca Civica, Claudio Cantini: “Questi lavoratori si vedono portare via il loro futuro – ha detto – Per di più se lo vede sfuggire in questo caso per situazioni inaccettabili”. Il consigliere comunale M5S Massimiliano Bindocci definisce “porcata” la decisione dell’azienda di delocalizzare: “E’ auspicabile di coinvolgere più livello in questa vertenza – ha detto -, proviamo a dare una mano a questi lavoratori. Bisogna fare di tutto perché l’azienda la paghi cara. Questo bisogna fare se si è nel consiglio comunale di un compagno come Tambellini”.
Il consigliere comunale di Casapound, Fabio Barsanti, esprime solidarietà ai lavoratori: “E’ inaccettabile l’atteggiamento dell’azienda – afferma – oltre che deprecabile. Sono anche io convinto che vada fatto tutto il possibile per fermare la chiusura dello stabilimento”. Remo Santini, capogruppo di Siamo Lucca, esprimendo solidarietà ai lavoratori, ha sottolineato che “la cosa che colpisce di più è che in questo ordine del giorno ci sono parole importanti come solidarietà e vicinanza che però ai lavoratori non bastano. Vorremmo che si facesse molto di più. Siamo pronti a seguirvi in tutte le azioni che vorrete intraprendere”, ha detto Santini rivolgendosi ai lavoratori di Spirale.
Il sindaco Alessandro Tambellini ha espresso la volontà dell’amministrazione di Lucca di affiancare gli enti coinvolti nel sostegno alla lotta dei lavoratori: “La vertenza dei lavoratori dovrà io credo essere trattata a livelli ben più alti. Deve essere evitato lo smantellamento dello stabilimento – ha detto il primo cittadino di Lucca – È necessario anche far capire che l’azienda appartiene al territorio e al suo contesto. Devono essere coinvolti i livelli nazionali, per fare in maniera che all’interno del contesto nazionale vi sia un ritorno alla ragionevolezza. Noi come Comune in questo senso faremo la nostra parte”.
L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.

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