Snaitech, scontro fra sindacati. Cgil infuriata

Vertenza Snaitech, è scontro fra sindacati dopo l’incontro romano di ieri (16 ottobre) con l’azienda dei rappresentanti di Uil e Cisl per trattare le condizioni del cambio di contratto.
“Le decisioni relative a materia di competenza delle Rsu come la contrattazione aziendale sono assunte dalle stesse a maggioranza, in base a quanto previsto dal testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 – spiega Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Gruppo Snaitech – Agli incontri previsti con la Snaitech le rappresentanze sindacali unitarie di Roma e Porcari (non esistono altre Rsu elette) titolate a trattare e la Fiom nazionale, di Roma, Lucca e Milano, non partecipano perché l’azienda ha posto subito la pregiudiziale prima di iniziare la trattativa, comunicando che dall’1 novembre applicherà il contratto nazionale del terziario. È altresì evidente che i sindacati del settore commercio (la categoria della Cgil del
commercio non partecipa) non possono firmare accordi per il settore metalmeccanico”.

“Il 2 luglio – spiega Braccini –  abbiamo mandato una diffida alla Snaitech per contestare la decisione unilaterale aziendale di disapplicare il contratto nazionale dei metalmeccanici e andremo avanti con l’azione legale, siamo ancora in un paese di diritto. La firma di qualsiasi accordo tra azienda e sindacati non rappresentativi o che non appartengono al settore metalmeccanico non legittimerà nessun accordo. All’azienda però serve questo passaggio per inquinare il clima aziendale, creare confusione al fine di andare poi dai singoli lavoratori, facendogli pressioni indebite, per convincerli a far firmare personalmente un passaggio contrattuale, una cosa gravissima, di una gravità inaudita. È fuori luogo sentir parlare di sindacati non legittimati che portano aumenti ai lavoratori, non sanno nemmeno quale sará la prospettiva dell’azienda dopo la vendita a Playtech. Non esiste nessun piano industriale, il baricentro è stato spostato a Londra, vi sono concreti rischi di indebolimenti produttivi dei siti di Roma, Porcari e Milano con altrettanta messa in discussione dei livelli occupazionali. Questa anomala trattativa è solo funzionale all’azienda, gli è utile al fine di non parlare della vendita e per definire un’organizzazione aziendale diversa che gli permetterà di trarre più profitti a discapito dei lavoratori. Noi ci batteremo per non
permetterlo”.

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