Contratti, Snaitech farà ricorso contro la sentenza

“Una decisione che non tutela gli interessi dei lavoratori”. In questo modo Snaitech definisce la sentenza del giudice del tribunale di Lucca che si è pronunciato a favore di Fiom Cgil sulla ormai ben nota questione del passaggio dal contratto dei metalmeccanici a quello dei servizi per i lavoratori dell’azienda. La società lo dice dopo aver ricapitolato dall’inizio la vicenda e annunciando ricorso per impugnare la sentenza di primo grado. Nel frattempo, ovviamente, sarà dato seguito alla sentenza.

“Alcuni mesi fa Snaitech – ricorda la stessa azienda – ha avviato con le organizzazioni sindacali un confronto finalizzato ad armonizzare le diverse discipline contrattuali vigenti in azienda in seguito alla fusione tra Snai e Cogemat/Cogetech”. In questo contesto, l’azienda aveva comunicato alle organizzazioni la propria intenzione di applicare a tutti i dipendenti il contratto collettivo nazionale del terziario, distribuzione e servizi, “al quale già afferiva oltre la metà dei dipendenti della società  – fa notare Snaitech – e che, infatti, è quello che maggiormente si adatta all’attuale tipologia di attività svolta dalla stessa. A questo proposito l’azienda ricorda che già a inizio 2017 l’Inps aveva formalmente disposto che l’inquadramento corretto dei dipendenti fosse quello del terziario”.
In seguito a numerosi incontri con le organizzazioni sindacali che hanno deciso di sedersi al tavolo, si è giunti ad un accordo sottoscritto il 24 ottobre dalle segreterie territoriali della Fim Cisl, della Uilm, della Uiltucs e della Fisascat Cisl, nonché dalle segreterie nazionali della Fisascat Cisl e della Uiltucs, nonché dalle Rsa della sede di Porcari, settore terziario. “Tale accordo – sottolinea Snaitech -, che prevede l’applicazione del contratto collettivo nazionale del terziario nei confronti dei dipendenti della società il cui rapporto di lavoro era disciplinato dal contratto collettivo nazionale dell’industria metalmeccanica, ha consentito di pervenire ad un’intesa migliorativa per i dipendenti. Infatti, l’accordo è stato sottoposto a consultazione e votato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori. Inoltre, 236 dei 263 dipendenti di Porcari che afferivano al Ccnl dell’Industria Metalmeccanica (quindi circa il 90%), hanno espressamente accettato il contenuto dell’intesa mediante sottoscrizione individuale. Differentemente dalle altre organizzazioni sindacali – ricorda l’azienda -, la Fiom ha sempre rifiutato di sedersi al tavolo per discutere l’armonizzazione dei Ccnl ed ha, invece, citato in giudizio Snaitech nonostante l’85% dei propri iscritti abbia accettato la modifica contrattuale. In seguito alla pronuncia del giudice del Tribunale di Lucca, Snaitech applicherà il contratto dell’industria metalmeccanica agli scritti alla Fiom, pari a circa il 12% dell’organico della sede di Porcari, fino al 31 dicembre 2019, data di scadenza dello stesso. Il nuovo contratto rimarrà invece valido per tutti gli altri dipendenti, che potranno continuare a beneficiare dei vantaggi derivanti dalla sottoscrizione del nuovo accordo. La società farà ricorso rispetto ad una decisione che ritiene non tuteli l’interesse dei dipendenti”.

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