Come cenare al ristorante senza correre rischi

Per le persone che soffrono di celiachia, andare a cena in un ristorante a volte rischia di essere molto pericoloso se si finisce in un locale in cui non viene prestata la massima attenzione alle necessità di coloro che devono fare i conti con questa malattia. Complicazioni più o meno gravi, inoltre, possono essere registrate da parte di chi è alle prese con una o più intolleranze alimentari. Non vanno dimenticate, poi, le allergie: alcune di esse sono perfino mortali. Insomma, sono tante le sfide che il settore della ristorazione è chiamato ad affrontare, anche dal punto di vista della sicurezza.

La carta di identità alimentare

Partendo da questa consapevolezza, HealthyFood ha sviluppato quella che è stata definita come carta di identità alimentare: per essere più precisi, si tratta di un documento digitale – il primo nel suo genere – all’interno del quale viene illustrato lo stile alimentare del soggetto di riferimento. Quindi, non vengono specificate unicamente le intolleranze e le allergie, ma si tiene conto anche delle scelte religiose: come noto, a culti diversi corrispondono abitudini differenti, con l’esclusione della carne di maiale per i musulmani, di particolari tipi di pesce per i testimoni di Geova, e così via.

Una novità per i vegetariani

La carta di identità alimentare tiene conto anche delle altre preferenze: quelle dei vegetariani e quelle dei vegani, per esempio, a prescindere dal fatto che la loro decisione sia motivata da questioni di salute o da basi etiche. Nulla vieta, poi, di specificare su questo documento digitale solo le proprie preferenze, anche se non si è affetti da celiachia o altri problemi di salute. Ma come si fa per ottenere la carta di identità alimentare? Il documento può essere scaricato direttamente sul telefono tramite un’app; volendo, poi, lo si può condividere con l’hotel in cui si è in procinto di trascorrere le vacanze, con il ristorante in cui si è soliti andare a cena, e così via.

… e un’opportunità per i celiaci

Come si può intuire, uno strumento di questo tipo è destinato a rivelarsi prezioso soprattutto per i celiaci, che quando si trovano a dover andare a cena fuori sono sempre timorosi di incappare in un locale che non presti attenzione alle loro necessità. Solo in Lombardia, i celiaci sono più di 36mila, stando ai dati ufficiali che sono stati forniti dal Ministero della Salute. A livello regionale, colpisce il dato della Valle d’Aosta, dove quasi il 13 per cento della popolazione deve fare i conti con questo problema.

A cosa serve la carta di identità alimentare

Ma la carta di identità alimentare potrebbe tornare molto utile anche per le persone che hanno delle difficoltà nel digerire il lattosio: le stime più recenti lasciano ipotizzare che nel nostro Paese un soggetto su due abbia problemi di questo tipo. La banca dati alla base della produzione del documento è stata sviluppata con la collaborazione di team di nutrizionisti: in questo modo è stato possibile classificare migliaia e migliaia di alimenti a seconda delle allergie, delle preferenze personali o dei regimi dietetici seguiti.

Lo stile alimentare delle persone

Ognuno di noi, anche se forse non ce ne rendiamo conto così facilmente, segue un particolare stile alimentare, che si fonda sulla scelta di specifiche materie prime e sull’esclusione di determinati prodotti che non si è intenzionati a mangiare. Ecco, quindi, che d’ora in avanti mangiare fuori casa sarà meno complicato, non solo per i celiaci e per i vegani, ma più in generale per tutti coloro che prestano una notevole attenzione alla selezione degli ingredienti delle pietanze per cui optano. 

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