Confartigianato, attacco a Comune: “No a Carmine a comunità filippina”

Da Confartigianato no all’affidamento del mercato del Carmine alla comunità filippina, una notizia che, dicono dall’associazione “ci ha letteralmente disorientati”.
“Solo ora, dopo lo shock iniziale ci siamo ripresi e ritroviamo la forza di commentare questa che per noi è ancora una notizia inverosimile – si legge nella nota – Vogliamo sperare, e lo speriamo per tutti i cittadini lucchesi, che questa dichiarazione da parte dell’amministrazione lucchese sia solo una minaccia per quietare tutti i figli di questa città che ambiscono a non far diventare il centro storico una conchiglia vuota priva del mollusco che l’ha generata.
Dobbiamo però arrenderci e ammettere che la nostra ragionevole lotta, vanificata da questa amministrazione, probabilmente debba chiudersi qui. Ci è stato fatto capire che è molto meglio che il Comune non si muova assolutamente e che il Carmine, nonostante la spesa di alcuni milioni di euro, torni nell’oblio per evitare ulteriori irreversibili “danni”. Ci è stato dimostrato che le opzioni nelle loro mani, avendo realizzato un bando di gara per l’affidamento andato più che deserto, siano molteplici”.

“Pensate… – prosegue Confartigianato – una comunità di una qualsiasi confessione religiosa che può, dietro l’esborso di denaro, impossessarsi dell’ex chiesa del Carmine. L’impatto a livello identitario di Lucca sarebbe indescrivibile e irreparabile e, per favore, non portiamo ad esempio la meravigliosa e rispettosa trasformazione in luogo di culto ortodosso che la Chiesetta di S.Anastasio ha ricevuto. Si tratta di una realtà che alcune volenterose e capaci persone, di fede ortodossa, hanno salvato da un degrado imminente e dichiarato. Ma, intendiamoci, una microscopica realtà. Qui stiamo parlando di un gigantesco complesso che da quasi cento anni ha perso la sua identità religiosa, essendo stata trasformata in mercato intorno agli anni trenta, per diventare il luogo storico e centrale del commercio dei prodotti lucchesi”.
“Alla notizia che circola già da qualche settimana alcuni hanno scritto: “ma con tutte le chiese dismesse a Lucca proprio il Carmine?” – conclude l’associazione – Certo proprio il Carmine. Questo gigante che sembra incutere tanta paura a chi è preposto alla sua rinascita. Ma siamo sicuri che l’unico pensiero sia quello di sbolognarlo prima possibile? Consideriamo la non irrilevante clausola che la gestione da parte di una qualsiasi figura, anche forestiera, potrebbe durare per quaranta anni. Immaginate cosa potrebbe realizzarsi, in così tanto tempo, tutto intorno alla zona del Carmine dove una comunità di un altro paese porta una importante testimonianza di fede. Probabilmente ci sarebbe un avvicinamento di molte persone della stessa nazionalità che potrebbe creare una importante e significativa collettività all’interno del centro storico disgregando la secolare tradizione locale. Ma ad alcuni non importa. Tanto è l’affetto per la propria città”.

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