Provocazione Cia: “Caccia al cinghiale sempre aperta”

“Gli agricoltori sono stufi dei danni provocati dagli ungulati: il problema va affrontato e i cinghiali vanno eradicati dalle aree non vocate alla caccia”. A dirlo è il direttore della Cia Toscana Nord, Alberto Focacci, che prosegue: “La proposta del presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, di aprire la caccia tutti i giorni, ma con personale specializzato, per affrontare il problema fuori controllo della fauna selvatica, è sicuramente una provocazione, ma ha un suo fondamento, poiché si tratta di una questione estremamente seria, tra danni milionari ad agricoltura e ambiente, rischio malattie, incidenti stradali sempre più frequenti e minacce alla sicurezza dei cittadini sia in città, sia in campagna”.

Focacci, infatti, sottolinea come i danni provocati dagli ungulati – in particolare dai cinghiali – pesino particolarmente sull’andamento del comparto agricolo, anche perché si vanno a sommare a una crisi del mercato che penalizza tutta l’agricoltura. I cinghiali, da soli, sono responsabili dell’80% dei danni all’agricoltura e sono passati – a livello nazionale – da una popolazione di 50mila capi nel 1980 a quasi 2 milioni nel 2019: “E’ evidente – spiega il direttore della Cia Toscana Nord – che è necessario tornare a carichi sostenibili delle specie animali, in equilibrio tra loro e compatibili con le caratteristiche ambientali, ma anche produttive e turistiche del nostro territorio”. 
Quello che sostiene la Cia è che la riduzione selettiva dei cinghiali non può essere affidata ai cacciatori che hanno una finalità hobbistica o sportiva, ma deve essere prevista o rafforzata la possibilità di istituire personale ausiliario, una sorta di ‘corpo speciale’ profilato, preparato e munito di licenza di caccia, che possa essere impiegato dalle autorità competenti, mettendo in campo anche strumenti di emergenza e di pronto intervento.
“Riteniamo – conclude Focacci – che sia a livello locale, sia a livello nazionale, si debbano prendere provvedimenti rapidi e urgenti affinché anche nelle aree non vocate alla caccia sia possibile una vera eradicazione dei cinghiali e, in questo senso, ha poco senso parlare di calendari venatori: è un problema che travalica questi vincoli e deve essere affrontato per quello che è e, cioè, una vera e propria emergenza”. 

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